Dimissioni Ripa. Il day after

Lecce. Perrone spiega le motivazioni per cui ha accettato la decisione dell’assessore; Alfarano riflette sul clima politico “avvelenato”

LECCE – Passata la tempesta che ha letteralmente travolto, oltre all’Amministrazione leccese, tutti gli animi, e non solo quelli politici, dei salentini, oggi nel capoluogo è il giorno della riflessione. Dopo le offensive dichiarazioni pronunciate dall’assessore Giuseppe Ripa nei confronti di Nichi Vendola e dopo le sue dimissioni – praticamente un atto dovuto, visto il putiferio che si è scatenato principalmente via internet, che è stato il terreno di scontro in tutta la vicenda – oggi è forse il caso di rischiarare i pensieri. E se Paolo Perrone, sindaco della città, non ha opposto resistenza alla volontà di Ripa di andar via, l’ex collega Massimo Alfarano, assessore al Turismo ha invece sottolineato il clima di violenza politica e di accanimento che è venuto fuori in questa occasione. “Considero le dimissioni dell'assessore Ripa un atto di responsabilità e di serietà personale e politica – ha detto Perrone -. Un gesto dovuto, considerata l'obiettiva gravità delle affermazioni dalle quali, fin dal primo momento, mi sono fermamente dissociato, a livello umano prima e come sindaco poi. Ho già avuto modo di dire che conosco bene Giuseppe che, rammaricato per l'accaduto, ha voluto porre immediato rimedio a una uscita infelice. L'ha fatto nell'unico modo possibile, rassegnando le dimissioni da assessore comunale con delega alla Mobilità e al Traffico. Ho accettato la sua decisione – ha spiegato il primo cittadino – consapevole del fatto che questo episodio abbia turbato la sensibilità di molti leccesi e non solo, anche se per mia indole personale ritengo che una delle virtù più apprezzabili nei rapporti umani sia la capacità di perdonare chi ha sbagliato e ha chiesto scusa”. Più morbido l’assessore Alfarano, che si è detto profondamente dispiaciuto per la conclusione della vicenda. “Pur non condividendo in alcun modo le affermazioni sfuggite all’assessore sul suo profilo Facebook – ha detto Alfarano – non posso non prendere atto che dinanzi all’errore aveva fatto pubblica ammenda, chiedendo scusa alle persone interessate e all’intera città. Se siamo arrivati ad un punto in cui non è sufficiente nemmeno scusarsi dei propri errori per proseguire sulla propria strada, allora vuol dire che il clima politico è oltremodo avvelenato e che la strumentalizzazione politica prende il sopravvento sul merito delle questioni. Il collega Ripa, appena si è accorto di aver sbagliato, ha chiesto scusa: cosa c’è di più umano che ammettere i propri errori? E invece ci troviamo di fronte all’ennesimo caso in cui si getta benzina sul fuoco e si amplifica ogni stupidaggine pur di averne un ritorno in termini di presunto consenso elettorale. Nel ringraziare il sindaco Paolo Perrone per la rettitudine con cui ha saputo condurre anche questa triste vicenda – ha aggiunto – mi sia consentito ringraziare pubblicamente Giuseppe Ripa per l’impegno che da amministratore ha sempre profuso per la nostra città e che da appassionato della politica saprà ancora riservare con grande abnegazione”. 9 gennaio 2012 aggiornamento delle ore 15:00 Ripa si è dimesso LECCE – Ha compiuto quel passo indietro che in tanti gli avevano chiesto – almeno in 1.400, considerando le firme raccolte dalla petizione on line indetta da Carlo Salvemini. E così, attorno alle ore 15, Giuseppe Ripa ha consegnato nelle mani del sindaco Paolo Perrone le sue dimissioni da assessore alla Mobilità del Comune di Lecce. “In seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate nell’ambito di un dialogo politico sui temi dei gravi disservizi della sanità pugliese ed in particolare salentina – ha spiegato – la foga del confronto mi ha portato ad esprimere concetti che sono ben lontani dalla mia cultura e dal mio modo di pensare. A seguito di ciò ho provveduto, riconoscendo l’errore commesso, a formulare a quanti si sono potuti sentire offesi e, principalmente al presidente Vendola, le mie sincere scuse per quanto accaduto. Ciononostante, prendo atto che è stata montata una campagna inquisitoria da parte della sinistra e della signora Poli assolutamente sproporzionata all’equivoco creato. Pertanto, onde evitare che tale campagna possa incidere negativamente sull’immagine e la credibilità dell’Istituzione per la quale ricopro l’incarico e rappresentare motivo di difficoltà per l’imminente campagna elettorale del sindaco Perrone e per la compagine politica di cui sono rappresentante, rassegno le mie dimissioni da assessore della giunta del Comune di Lecce nella mani dello stesso sindaco Perrone. Colgo l’occasione per ringraziare per il lavoro fin qui fatto quanti hanno condiviso con me questa esperienza amministrativa”. La parola adesso passa nelle mani del primo cittadino che, tuttavia, dovrebbe accettare le dimissioni senza opporsi, quantomeno per mettere a tacere le polemiche e per dar seguito alla sua presa di posizione (e di distanza) rispetto alle dichiarazioni del suo, ormai ex, assessore. aggiornamento ore 14:00 Caso Ripa. Richiesta di dimissioni protocollata LECCE – Da internet a Palazzo Carafa in 24 ore. In mezzo ci sono oltre 1.400 firme di cittadini, raccolte tramite una petizione on line per chiedere le dimissioni da assessore di Giuseppe Ripa, in seguito alle dichiarazioni omofobe da questo pronunciate nei confronti di Nichi Vendola. Offensive, tuttavia, non solo per il diretto interessato, ma per il diffuso buon gusto e per i principi di tolleranza di ognuno. Oggi Carlo Salvemini ha protocollato la richiesta al primo cittadino di revocare l'assessore. “Riteniamo importanti le parole di censura politica da parte del sindaco – ha spiegato – ma, a nostro avviso, non sono sufficienti per porre rimedio ad affermazioni gravissime, che stanno avendo risonanza in tutta Italia”. “Come è scritto nei Principi Fondamentali dello Statuto Comunale di Lecce – si legge nella lettera – ‘L'Ente riafferma il diritto umano della uguale dignità dei cittadini e degli abitanti, in quanto Persone, senza distinzione di status sociale e personale, di opinione politica e di credo religioso, di età, di sesso, di razza, di lingua’. Adesso confidiamo che il messaggio trovi ascolto e attenzione”. aggiornamento delle ore 13:00 Caso Ripa. Bellanova: ‘Inadatto a rappresentare Lecce’ LECCE – “Quando, riferendosi all'omosessualità, si afferma che ‘in natura esistono solo due tipi di generi umani: l'uomo e la donna’ e che ‘il resto viene classificato scientificamente come turbe della psiche’, non si lascia alcuno spazio ai fraintendimenti. Caro Ripa, questa è omofobia”. Sulla questione Ripa interviene la deputata salentina Teresa Bellanova (Pd) che, rivolgendosi direttamente all’assessore, dichiara come sia “inutile nascondersi dietro scuse ridicole, oltre che tardive. Si tratta di una aperta violazione dei diritti umani, della libertà personale all'orientamento sessuale. Nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America – aggiunge Bellanova – si afferma ‘che tutti gli uomini sono creati uguali tra loro, che essi sono dotati dal loro creatore di alcuni inalienabili diritti tra cui la vita, la libertà e la ricerca della felicità’. A nessuno è consentito di precludere alla ricerca della felicità la via dell'amore omosessuale, ancor meno ad un pubblico amministratore. Sappiamo bene quante e quali tragedie abbiano trovato le proprie motivazioni in quella stessa abominevole idea che permea le sue dichiarazioni. Non si può, quindi, tollerare che tali incivili idiozie trovino alcuna cittadinanza nelle Istituzioni pubbliche. Caro Ripa – conclude la parlamentare del Partito democratico – quelle sue affermazioni la rendono perciò inadatto a rappresentare la civiltà e la cultura che storicamente hanno trovato a Lecce una sede privilegiata”. aggiornamento delle ore 11:00 Caso Ripa. Ferilli: ‘No all’abuso di facebook’ LECCE – L’abuso di internet e social network può causare errori di percorso poco edificanti. Lo sostiene Maria Rosaria Ferilli, consigliera comunale di Io Sud, facendo riferimento al “caso Ripa”. L’assessore alla Mobilità del Comune di Lecce si trova nell’occhio nel ciclone per alcune dichiarazioni omofobe nei confronti del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola “postate” su facebook e rimosse troppo tardi, ovvero quando già in troppi le avevano lette. “Possibile che ci si debba sorbire anche i pensieri in libertà e le esternazioni futili dei politici leccesi dalle pagine di Facebook – si chiede Ferilli -? Non basterebbe ciò che scrivono nei comunicati ufficiali”? La condanna non è ai social network tout court, ma al cattivo uso che se ne fa. “Nessuno, per carità, vuole antistoricamente negare l’utilità dei social network, e la loro grande capacità di tenere in perenne connettività gruppi di persone anche non fisicamente vicini – dice la consigliera -; ma quando se ne abusa diventa veramente stucchevole la loro portata. Tanto più ciò accade in politica, dove si dovrebbe discutere con spessore, cognizione di causa, razionalità, provando a concedere poco ai bassi istinti e cercando di essere autorevoli, delle esigenze e dei bisogni della collettività, evitando istintive e irrazionali prese di posizione. E invece la bulimia mediatica porta molti rappresentanti istituzionali ad utilizzare Facebook senza chiedersi come poi verranno considerate le loro esternazioni. Ormai qualunque cosa stia passando per la mente, senza un minimo di filtro culturale, viene scritta in bacheca e postata, anche i pensieri più banali, più stupidi, più scurrili, meno ponderati”. Poi, la proposta della consigliera di Io Sud: “Così come nei pubblici uffici e in tante aziende private ne viene vietato l’uso durante l’orario di lavoro, non sarebbe il caso che i politici (consiglieri, assessori, sindaci) evitassero l’utilizzo dei social network per esprimere valutazioni istintive e personali che possono essere fraintese, strumentalizzate e distorte anche in maniera violenta? Per favore, liberateci da questo utilizzo ossessivo di Facebook e Twitter. Utilizzatelo solo quando serve e risparmiateci inutili battute e barzellette. Se l’assessore ai Trasporti del Comune di Lecce avesse parlato della metropolitana di superficie anziché delle inclinazioni sentimentali di chicchessia non avrebbe fatto cosa più utile”? aggiornamento delle ore 10:30 Caso Ripa. Il Pd: ‘Una mozione di sfiducia’ LECCE – Continuano le manifestazioni di condanna nei confronti delle offensive dichiarazioni omofobe da parte di Giuseppe Ripa, assessore alla Mobilità del Comune di Lecce, nei confronti del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, definito una “signorina” ed affetto da “turbe della psiche”. Da più parti il sindaco Paolo Perrone viene invitato ad allontanare l’assessore dalla sua Giunta ma, pur essendosi pubblicamente dissociato da quelle affermazioni, il primo cittadino non ha ancora preso alcuna decisione in merito. Nel pomeriggio, tuttavia, ci sarà il tanto atteso incontro tra sindaco e assessore. Potrebbe essere quella l’occasione per comunicare le eventuali misure stabilite. Intanto, nell’attesa di conoscere le decisioni che Perrone vorrà assumere a livello istituzionale, il Pd auspica le “le debite conseguenze”. “La gravità delle affermazioni, accanto alla vasta eco negativa a livello nazionale che ciò sta comportando – ha dichiarato il capogruppo Antonio Rotundo – richiedono l’adozione di iniziative a tutela della città; per queste ragioni, se Perrone non ritirerà subito la delega, il gruppo del Pd presenterà una mozione di sfiducia per chiedere il pronunciamento del Consiglio comunale, convinti che anche nella maggioranza vi siano posizioni che ritengono incompatibile la sua permanenza nel governo della città”. 9 gennaio 2012 ‘Ripa a casa’. 1.312 firme on line LECCE – 1.312 firme e 13 commenti di condanna (alle ore 9 di oggi). La petizione on line indetta da Carlo Salvemini, candidato alle Primarie del centrosinistra leccese continua ad attirare consensi. L’iniziativa ha l’obiettivo di chiedere al sindaco Paolo Perrone la revoca immediata di ogni delega a Giuseppe Ripa, dopo le sue dichiarazioni offensive nei confronti del presidente della Regione Nichi Vendola ma anche di ogni principio di tolleranza. Questo il testo della petizione: “Al Sindaco di Lecce Paolo Perrone, in merito alle dichiarazioni omofobe dell'assessore al traffico del Comune di Lecce Giuseppe Ripa, il quale ha definito il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola come una ‘signorina’ e ha dichiarato pubblicamente che: ‘In natura esistono solo uomo e donna, tutto il resto sono turbe psichiche’, chiediamo, in quanto cittadini del Comune di Lecce, la revoca immediata di ogni delega al Sig. Giuseppe Ripa perché con quelle dichiarazioni non ha solo offeso il presidente della Regione Puglia, ha infranto un principio universale di tolleranza e rispetto per il prossimo”. Questo il link: http://www.firmiamo.it/no-all-omofobia-a-lecce Ma, al di là della petizione, sono state tante le manifestazioni di condanna nei confronti delle affermazioni di Ripa. “Giuseppe Ripa è su tutte le pagine dei giornali nazionali. Questo mi pare sia un buon indicatore della vergogna che la città deve sopportare in queste ore per le esternazioni di un suo assessore – ha dichiarato Loredana Capone, vicepresidente della Regione e candidata alle Primarie del capoluogo salentino -. Ripa è partito da una battutaccia omofoba (quella sulla ‘signorina Vendola'), puntualmente riportata sulla mia pagina Facebook. Poi ha cancellato il messaggio dalla sua bacheca mostrando la volontà di nascondere la verità. Ha scoperto che era però troppo tardi e ha ritenuto di dover argomentare le sue battute, mostrando dunque la sua reale posizione sugli omosessuali, affetti a suo dire da 'turbe psichiche'. Il tentativo di Perrone di mettere a tacere la polemica è maldestro”. “In merito al triste episodio di attualità – ha aggiunto – prendo atto che Perrone non ha la minima intenzione di prendere provvedimenti nei confronti di Ripa. Il sindaco chiude il suo messaggio, come oramai suo stile, con la frase ‘Mi auguro che questa storia finisca qui e che simili esternazioni restino del tutto personali e che non vengano strumentalmente associate alla mia persona’, mal celando le sue reali intenzioni, ovvero non perdere voti. Lecce, da oggi, ha una giunta omofoba. E l'Amministrazione Perrone, da oggi, avrà un'opposizione culturale ancora più forte a questo degrado: la mia”. “Le dichiarazioni dell’assessore Ripa sul presidente Nichi Vendola si commentano da sole. Ma se è doveroso indignarsi per certe provocazioni, è soprattutto motivo di riflessione lo scarso senso di responsabilità civica dimostrato dall'assessore e il grave danno che egli ha arrecato alla coesione sociale!, ha detto Sabrina Sansonetti, candidata alle Primarie. “Gli amministratori pubblici – ha aggiunto l’esponente dell’Italia dei valori – hanno un ruolo di raccordo nei rapporti tra i vari livelli della pubblica amministrazione. Chi assume certi comportamenti crea un blocco e di conseguenza un danno alla propria comunità: occorre riflettere anche su questo. Chiunque ricopra incarichi pubblici deve quindi avere il massimo rispetto verso tutti i cittadini e in particolare verso che ricopre ruoli istituzionali di primo piano. Ma per fortuna Lecce ha un volto molto diverso da quello che viene rilanciato oggi su tutti i mass media italiani. Lecce è città di solidarietà e volontariato diffuso, con una grande sensibilità e cultura. Nel nostro programma – ha continuato la candidata – proponiamo il concetto di ‘città sociale’, un luogo in cui le risorse umane, con le proprie diversità culturali ed etniche hanno un ruolo centrale. Vogliamo che il benessere sia un concetto diffuso e crediamo che la coesione e il tessuto ricco di virtù della nostra città, sia il nutrimento primario per costruire un futuro di crescita. Per questo intendiamo potenziare il dialogo con il terzo settore organizzato operante nel settore sociale, culturale ed ambientale”. “Le affermazioni dell’assessore Ripa sull’omosessualità mi indignano come cittadino e come cattolico – ha detto il consigliere e capogruppo dell’Udc Wojteck Pankiewicz -. Invito tutto il Consiglio comunale a prendere chiara posizione sull’argomento. Come cittadino ricordo a Ripa che il primo comma dell’articolo 3 delle nostra Costituzione afferma: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. Come cattolico gli ricordo – ha aggiunto – che il Catechismo della Chiesa cattolica, a proposito dell’orientamento omosessuale afferma : ‘La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile’ (2357); ‘Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale’ (2358). La Chiesa cattolica ‘deplora con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole … Simili comportamenti meritano la condanna dei Pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona deve essere sempre essere rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni’. La riflessione di Paolo Pellegrino (Futuro e libertà) si allarga al clima che si respira nella città di Lecce. “Le parole dell'assessore Ripa si commentano da sole e non occorre altra stigmatizzazione oltre a quella derivante dalla semplice lettura. Le scuse che ne sono scaturite, pertanto, potrebbero chiudere la vicenda – ha affermato nelle scorse ore -. Non si chiude, invece, il clima di odi e rancori in cui si sta incartando Lecce, in una spirale che si basa solo e soltanto sulla vendetta politica a buon mercato, nell'errato convincimento che i cittadini esprimano il loro voto sulla base di istinti primordiali e non, invece, di ponderate valutazioni. Sono mesi che la città sprofonda nel livore dialettico”. L’invito di Futuro e Libertà, è “alla moderazione e alla pacatezza, poiché – ha detto Pellegrino – può accadere che dalle parole si trascenda. Anche la temperatura artatamente alzata dal confronto delle Primarie interne al centrosinistra dovrebbe essere riportata a gradazioni più miti. A chi giova questa guerra di tutti contro tutti”?

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