Saldi al via. Ma si preannuncia un calo del 30%

Lecce. Partono oggi i 60 giorni di sconti in Puglia. Ma ke previsioni del Codacons non lasciano ben sperare

LECCE – Sarà che l’Italia dal 2012 appena iniziato si aspetta lacrime e sangue e allora è difficile convincersi a non veder nero. Ma l’attesa dei saldi, che negli scorsi anni raggiungeva, in questo periodo, punte di frenesia e di vero e proprio entusiasmo, quest’anno langue. Lo sanno bene commercianti e consumatori, che hanno potuto fare i conti con una drastica riduzione delle spese “superflue” già in occasione delle festività di Natale, quando, coniugando l’utile al dilettevole, le famiglie hanno rinunciato a quella fetta di panettone in più e quindi anche a quel chilo di troppo dove proprio non ci vuole. Ad ogni modo, anche se “fuori” c’è la crisi economica, i saldi partono lo stesso. E partono oggi. 60 giorni per approfittare di prezzi ribassati e potersi concedere quell’acquisto che non è stato possibile fare in periodi di prezzo pieno. I commercianti sperano di pareggiare i conti che sotto l’albero hanno lasciato a molti una inedita sensazione di frustrazione, ed anticiperanno rispetto all’abitudine gli sconti più alti, quelli dal 50% in su, che in genere riservano per la fine stagione. Secondo il Codacons, i saldi faranno registrare un calo del 30% rispetto alle vendite degli anni scorsi e solo il 40% delle famiglie potrà approfittare delle offerte. La spesa non dovrebbe superare i 110 euro a testa. A risentire della crisi saranno soprattutto i piccoli esercizi commerciali, ma non andrà molto meglio per gli outlet e i centri commerciali. Le raccomandazione di Fismo-Confesercenti a questo proprosito sono sempre le stesse, ma quest’anno sono utili più che mai: attenzione, soprattutto, ai prezzi “gonfiati” ad arte per poi essere messi in saldo. Ovvero, confrontate, se ne avete memoria, il prezzo originale di ogni capo prima di acquistarlo. “Ci aspettiamo che quest’anno i saldi partano da sconti superiori alla media – hanno annunciato Confcommercio e Confesercenti -; ma noi consigliamo sempre di diffidare di chi offre tagli troppo alti e di comrare sempre da negozianti conosciuti”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!