Negozi sempre aperti. Tutti contro tutti

Bari. Il Codacons denuncerà Vendola, se ricorrerà alla Corte Costituzionale contro la liberalizzazione. Prete (Camera di commercio): “Danni anche per i grandi”

BARI – “Se il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola deciderà di ricorrere alla Corte Costituzionale contro l'articolo 31 della manovra Monti sulla ‘promozione e la tutela della concorrenza’, verrà denunciato all'Antitrust, e nei suoi confronti sarà chiesta una sanzione salatissima in relazione ai danni alla concorrenza prodotti”. Linea dura del Codacons dopo la nota diffusa dall'assessora regionale allo Sviluppo Economico, Loredana Capone, con la quale viene annunciato che la Puglia intende impugnare la norma sulle liberalizzazioni degli orari dei negozi. “La norma sulle liberalizzazioni così come è congeniata produce più danni che benefici – aveva dichiarato Capone -. E’ per questa ragione che la maggior parte delle regioni sta decidendo di impugnarla. Tra queste anche noi della Puglia. Il rischio è infatti che la liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture ovunque, anche nei piccoli comuni non turistici sia solo un regalo alla grande distribuzione e una batosta per le piccole imprese”. La vicepresidente della Puglia aveva annunciato anche che è in fase di elaborazione uno schema di disegno di legge “che porti equilibrio nel lobbistico assetto degli interessi che il governo ha inteso tutelare. Il disegno di legge si assume l’onere di difendere anche i piccoli commercianti che costituiscono il 90% del tessuto produttivo, vendono prodotti locali e rischiano di essere soffocati dalle lobbies internazionali che difendono ben altri interessi”. Contrari o comunque confusi rispetto alla regola del “sempre aperti”, i commercianti salentini, la maggior parte dei quali è convinta che la liberalizzazione favorirà solo la grande distribuzione. E Alfredo Prete, presidente della Camera di commercio, “smonta” anche quest’ultima certezza. La liberalizzazione totale delle aperture risulterebbe, a suo dire, difficilmente sostenibile anche per le grandi imprese, costrette a far fronte a costi crescenti, “a partire da quello del lavoro dipendente, fino a quello necessario per assicurare diverse tipologie di servizi come l’energia elettrica ed i sistemi di sicurezza”.

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