Adisu. Secondo anno in pareggio

Bari. L’agenzia per il diritto allo studio universitario, erede dei vecchi Edisu, è stata unificata da tre anni dopo un periodo di commissariamento

BARI – Terzo anno di vita e secondo anno chiuso in pareggio. “Nonostante i limitatissimi mezzi a disposizione”, ha aggiunto l’assessora Alba Sasso. E’ il curriculum dell’agenzia per il diritto allo studio universitario Adisu, erede dei vecchi Edisu a loro volta eredi dell’Opera universitaria, unificata da tre anni dopo un periodo di commissariamento. I risultati sono stati presentati ieri dall’assessora assieme al presidente dell’agenzia Ettore Sbarra e al presidente della Regione Nichi Vendola. “Per me l’Adisu – ha detto Sasso – è stato il primo amore, e ci ho lasciato un pezzo di cuore. Ma è diventata un’agenzia che ragiona su obiettivi, ovvero assicurare il diritto allo studio. E già questa è una svolta. Nonostante la diminuzione dei finanziamenti statali, il governo ha fissato i LEP, i livelli essenziali di prestazioni, che le Regioni devono pagare. Così con 510 milioni di euro in meno nel sistema nazionale del diritto allo studio, ci hanno detto che le Regioni devono trovare i fondi. Se questo vuol dire federalismo, dobbiamo essere preoccupati”. Ma la Regione Puglia ha mantenuto inalterato lo stanziamento 2012 rispetto al 2011, con una quota di 4,6 milioni di euro. E ciò in risposta alla costante diminuzione delle immatricolazione che sarebbe segnale di una crescente difficoltà da parte delle famiglia a mantenere i figli all’Università. Il presiedente Sbarra ha posto l’accento sui risparmi: “600-650 mila euro in meno con l’unificazione degli Edisu e l’abolizione degli stipendi ai Cda. Il nostro rapporto costi- servizi è virtuoso: 27 milioni eroghiamo in servizi, 7 milioni costa la struttura. E nel 2010 e nel 2011 siamo a quota zero consulenze esterne, grazie anche alle competenze dei dirigenti”.

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