Servizi sociali. Salvemini: ‘Il Comune si prende meriti non suoi’

Lecce. Secondo il candidato alle Primarie del centrosinistra Perrone farebbe passare per sue iniziative regionali o di Ambito ai fini di propaganda

LECCE – L’amministrazione comunale, e dunque il sindaco Paolo Perrone, userebbe per scopi di propaganda i risultati raggiunti, in ritardo e non per proprio merito, nel settore dei servizi sociali. La denuncia, tutt’altro che morbida, arriva da Carlo Salvemini, candidato alle Primarie del centrosinistra leccese ed è un’accusa bell’e buona all’attuale primo cittadino che, a detta di Salvemini, farebbe passare come sue iniziative che spettano ad altri. E’ il caso, dice l’esponente del centrosinistra, dell’istituzione del Segretariato sociale professionale che in realtà non è un servizio comunale ed è finanziato con soldi del Piano di Zona di cui Lecce è solo il Comune capofila. Il servizio sarebbe inoltre partito in ritardo rispetto al dovuto. Ma Salvemini cita anche un altro esempio: la recente inaugurazione del centro “Dopo di noi”, un centro per disabili privi di assistenza familiare. Salvemini svela che la struttura è stata finanziata con fondi regionali ed europei e non fa capo al solo Comune capoluogo ma allAmbito territoriale di dieci Comuni. Di seguito la nota di Salvemini. L’annunciata istituzione del Segretariato sociale professionale non è, come sostenuto, un servizio a carattere comunale né è finanziato da fondi di bilancio comunale. Si tratta di uno dei servizi previsti all’interno del Piano sociale di Zona 2010-2012, finanziato con risorse nazionali e regionali e con la compartecipazione finanziaria dei 10 comuni che compongono l’Ambito territoriale di cui Lecce è semplicemente il comune capofila. È la prima delle note stonate nell’annuncio altisonante dell’istituzione del nuovo servizio che, in realtà, arriva con grande ritardo rispetto alle previsioni programmatiche. Infatti, il Piano sociale di Zona è stato approvato dalla Regione Puglia quasi due anni fa: risulta dunque fuori luogo, issare la bandiera della vittoria, cingendosi il capo con la corona di alloro, per un servizio che arriva alla cittadinanza con due anni di ritardo. Tanto più che si tratta di un livello essenziale di assistenza, di un obiettivo di servizio che, secondo i dettati normativi regionali, prima di qualsiasi altro si sarebbe dovuto realizzare, uno di quegli organismi che presiede all’organizzazione di tutto il sistema dei servizi sociali sul territorio e che fa sì che essi funzionino. Ancora una volta ai proclami dell’Amministrazione Comunale non corrisponde la realtà; ancora una volta ci troviamo di fronte ad una politica piegata al consenso e distante dai reali bisogni dei cittadini e delle cittadine leccesi, che fa leva sulle situazioni di fragilità per guadagnare il terreno perso in tanti anni di cattiva amministrazione del bene pubblico. Lo stesso discorso vale, purtroppo, per l’annunciata inaugurazione del “Dopo di noi”: la struttura, appena inaugurata, ricade solo territorialmente nel comune di Lecce ma è stata finanziata con risorse regionali ed europee ed è gestita con fondi dell'Ambito territoriale comprendente dieci Comuni, appartenenti allo stesso distretto socio sanitario. Precisarlo non vuole dire banalizzare l’attivazione di questi servizi: ma presentarli alla comunità come lavoro congiunto, nel quale sono impegnati più soggetti istituzionali nel difficile compito di costruire strutture, spazi, attività; nel dare diritti forti ai soggetti deboli. Chi privilegia le autocelebrazioni mistificando ruoli e accreditandosi meriti esclusivi riduce questioni delicate in mere occasioni di propaganda. Carlo Salvemini

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