Montimare. Il progetto non convince la Regione

Lecce. Via Capruzzi lo ha giudicato carente ed in alcuni casi “irricevibile” disponendo che venga assoggettato a Via. Rotundo: “Si convochino le Commissioni”

LECCE – La zona interessata dall’intervento è sottoposta a vincolo idrogeologico e vincolo paesaggistico. Non solo. Nel piano regolatore è classificata come E4 “zona a parco agricolo produttivo”. Ma non è solo per queste ragioni che la Regione Puglia ha chiesto che il progetto di ampliamento della struttura ricettiva “Montimare” proposto dalla omonima società in località Torre Rinalda, venga sottoposto a valutazione di impatto ambientale. Sono tante le ragioni elencate dal Comitato di valutazione regionale che renderebbero necessario uno studio più dettagliato della questione e vanno dall’impatto sul territorio all’inadeguatezza della documentazione presentata. Il completamento del complesso turistico “Montimare”, presentato nel 2003 e più volte modificato, prevede la realizzazione di mini alloggi monopiano, di una sala mensa per 472 posti a sedere, un auditorium da 380 posti a sedere, reception, alloggio custode e minimarket, piscina, impianti sportivi con relativi servizi. Il tutto per un totale di 34mila metri quadrati su un terreno di 17 ettari, compreso tra dune sabbiose e litoranea. Il progetto è già stato approvato dal Comune di Lecce e dalla Provincia. Ma il Comitato di Valutazione della Regione l’ha ritenuto carente e pertanto ha chiesto che venga meglio definito per una serie di ragioni: 1) la presenza del parco naturale regionale “Bosco e Paludi di Rauccio” a meno di un kilometro e mezzo di distanza; 2) la tipologia di fondazione degli alloggi. La modesta profondità della falda potrebbero determinare danni agli edifici; 3) la inusuale superficie della piscina (3.200 metri quadrati), che non viene sufficientemente messa in rapporto con la falda acquifera e la sua situazione in caso di svuotamento; inoltre non si conosce la provenienza dell’acqua di alimentazione; 4) la compatibilità del bacino di accumulo idrico rispetto al Pai (Piano di assetto idrogeologico); 5) per le cabine ed i chioschi bar non vengono citate le leggi regionali in materia di arredi e materiali compatibili; 6) la vicinanza al villaggio “Residenza Torre Rinalda” ed il relativo impatto cumulativo; 7) la carta dei vincoli, dice infine il Comitato, è in scala “assolutamente inadeguata”, così come molte cartografie che non provengono dal database della Regione e non risultano con esso sovrapponibili. “In verità – aggiunge – buona parte delle cartografie della Tavola R2 ‘Studio di Prefattibilità Ambientale’, che molto interessa il Comitato regionale di Via, sono irricevibilì”. Per tutte queste ragioni il Comitato regionale ha disposto che il progetto venga assoggetto a valutazione di impatto ambientale, “anche in considerazione – specifica – del numero consistente dei posti letto del villaggio progettato, superiori a 500, nonché per una più approfondita analisi dei vincoli”. Sulla questione è intervenuto nelle scorse ore il capogruppo del Pd Antonio Rotundo il quale ha chiesto la convocazione delle commissioni Ambiente e Urbanistica per discutere nel dettaglio il progetto e tutte le problematiche ad esso relative.

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