Traffico di rifiuti speciali. 54 arresti tra Taranto e Lecce

Taranto. Con la collaborazione di imprenditori compiacenti, l’organizzazione trafficava materie plastiche, gomma e pneumatici tra l’Italia e la Cina

TARANTO – Raccoglievano rifiuti speciali da depositi di tutta Italia e, caricandoli su container, li imbarcavano verso la Cina. Si è conclusa ieri quella che è stata definita la più grossa operazione mai condotta in Italia nell’ambito del traffico transnazionale di rifiuti. E’ la più grossa per la quantità di rifiuti interessata: circa 34 milioni di kilogrammi in 1.507 container. L’esito dell’operazione della Guardia di finanza di Taranto è di 54 arresti (60 indagati) ed il sequestro di beni nei confronti di 21 aziende per oltre 6 milioni di euro. Con la collaborazione di piccoli imprenditori compiacenti, l’organizzazione trafficava in modo illecito ingenti quantitativi di rifiuti speciali, soprattutto materie plastiche, gomma e pneumatici fuori uso, tra l’Italia e l’estremo Oriente. L’operazione è stata denominata “Gold Plastic” ed è stata condotta, a partire dal 2009, dalla Guardia di finanza di Taranto e dall'ufficio Antifrode della Dogana in 13 Regioni: Puglia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana, Abruzzo, Emilia Romagna, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Lazio ed Umbria. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip del tribunale di Lecce che ha coordinato il blitz. Tra gli arrestati ci sono quattro cinesi, due dei quali erano i referenti in Italia – a Pisa e a Sora – per l'interediazione della richiesta di rifiuti speciali e della raccolta illecita, ed una salentina. Si tratta di Debora Pedone, 37 anni, originaria di Maglie ma residente a Veglie. I container venivano spediti da diversi porti italiani. Dieci in tutto quelli finora scoperti: principalmente Taranto, ma anche Palermo, Catania, Gioia Tauro, La Spezia, Napoli, Genova, Livorno. Nei confronti degli arrestati (tra rappresentanti di società operanti nel settore del recupero e riciclaggio di rifiuti speciali, spedizionieri doganali e agenti di compagnie di navigazione) sono stati ipotizzati i reati di associazione a delinquere transnazionale finalizzata all’illecito traffico di rifiuti e falsità ideologica in atto pubblico.

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