Biomasse. I cittadini: ‘Un'altra Copersalento'?

Maglie. Il Rapporto Legambiente cita un impianto a biomassa solida da 7,7 MW nel territorio magliese. Mistero, però, sull'ubicazione dell'impianto

MAGLIE – L’incubo di un nuovo inceneritore ritorna a far discutere i cittadini di Maglie e Comuni vicini. Un’associazione del territorio segnala infatti un’anomalia nell’ultimo Rapporto di Legambiente, presentato a Bari lo scorso 29 novembre. In quello studio vengono infatti citati gli unici due impianti a biomassa solida presenti in Puglia; si trovano, dice il Rapporto, uno a Maglie, per la potenza di 6,6 MW, ed uno a Calimera, potente 1 MW. Quest’ultimo impianto è tra l’altro segnalato come buon esempio di impianto a biomasse in quanto a filiera corta e in quanto “ecosostenibile”, per via del risparmio di emissioni di CO2 in atmosfera che consente. E dell’impianto di Maglie che cosa si sa? Il Rapporto non entra nel dettaglio e si limita solo a segnalarne la presenza. Ecco che scatta l’allarme. Ed ecco che i cittadini si chiedono di quale impianto si tratti, dal momento che non ne sono a conoscenza. “Il territorio di Maglie e i Comuni vicini hanno già pagato un tributo elevatissimo, sia in termini di morti e ammalati, sia in termini di terreni e animali contaminati da diossina e per questo abbattuti”, dichiarano facendo riferimento alla presenza, sul territorio, della Copersalento. “Che cosa succede adesso? Di quale impianto si sta parlando? Si possono formulare tre ipotesi: 1) clamoroso errore di Legambiente. 2) Legambiente è a conoscenza di un progetto che tutti tengono ben nascosto nel cassetto. 3) Legambiente considera Copersalento un ‘modello ecosostenibile’ ed ignora che, a causa di tutti i danni provocati, il vecchio stabilimento è stato raso a suolo. Nel caso della seconda ipotesi, invitiamo regione, Provincia e Comune di Maglie – aggiungono – a rendere pubblico il progetto, in modo che i cittadini, sempre più traditi da una classe politica distante anni luce da gli stessi, si possano organizzare per far conoscere e valere le proprie ragioni”. Sull’impianto misterioso abbiamo cercato di fare chiarezza, contattando il direttore regionale di Legambiente Maurizio Manna, il quale ci ha confessato di non conoscere nel dettaglio la questione né di sapere se l’impianto citato nel Rapporto sia proprio la ex Copersalento. Ci siamo così rivolti alla responsabile nazionale del Rapporto Legambiente, Katiuscia Eroe, che ci ha risposto che i dati inseriti nello studio non sono dati di Legambiente, ma sono stati forniti direttamente da Gse, il Gestore nazionale dei servizi energetici e che pertanto non ne sapeva molto di più. Il fatto che l'impianto sia stato indicato da Gse, significa che è collegato alla rete energetica nazionale; non è detto che sia già in funzione, ma potrebbe essere pronto a partire. La resposanbile del Rapporto ha precisato, tuttavia, che l’impianto a biomassa solida inserito di cui si parla nello studio non è la ex Copersalento. Una rassicurazione. Magra, per la verità, visto che della presenza dell’impianto – se c’è – i cittadini non erano stati neppure informati. Leggi le inchieste del Tacco sulla Copersalento Tacco 63, Copersalento, veleni da 20 anni Tacco 66, Contaminati Articoli correlati: Fiusis, biomasse da imitare Rinnovabili. Minervino premiato da Legambiente

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