Costa: ‘Ecco le regole per una scuola sicura’

 

PALAZZI ROMANI. Il preside, sentinella dei guasti e una polizza assicurativa per risarcire gli incidenti. Il tutto nel disegno di legge del senatore del Pdl

ROMA – Il degrado in cui versa l’edilizia scolastica è ormai divenuto una vera e propria emergenza nazionale. Negli ultimi anni, ad una maggiore consapevolezza del problema da parte dell’opinione pubblica non ha corrisposto la volontà politica di individuare le strategie idonee e necessarie ad invertire la tendenza. In tal senso, l’ultimo rapporto di Legambiente, “Ecosistema Scuola”, traccia un quadro a dir poco allarmante: quasi la metà degli edifici scolastici del nostro paese è privo delle certificazioni di agibilità e più di un terzo degli stessi ha bisogno di interventi urgenti di manutenzione. Senza dimenticare che il 50% delle scuole sono situate in territori a rischio sismico. In riferimento a quest’ultimo dato la memoria non può non andare alla tragedia dell’ottobre 2002, quando a causa del terremoto che colpì San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso, morirono per il crollo di una scuola 27 bambini e la loro maestra. Anche in conseguenza di questo tragico evento, il senatore del Popolo della Libertà Rosario Giorgio Costa ha presentato un disegno di legge, il n. 552, finalizzato a stabilire norme chiare e stringenti in materia di sicurezza delle istituzioni scolastiche. All’interno dello stesso, precisamente nell’articolo 2 si stabilisce che, al fine di garantire la sicurezza delle attività svolte nelle istituzioni scolastiche, assumono rilevanza gli interventi finalizzati alla sicurezza statica degli edifici, degli impianti elettrici, degli impianti termici, dei materiali ed impianti di proprietà dell’istituzione scolastica, degli impianti di proprietà dei terzi nonché la predisposizione delle vie di fuga e del documento di valutazione dei rischi. Un provvedimento che lo stesso Costa definisce “minuzioso per il modo con cui fissa le condizioni alle quali debba rispondere un edificio scolastico per essere totalmente sicuro”. La scadente condizione dell’edilizia scolastica è ormai comunemente individuata come una emergenza nazionale. Dal rapporto 2011 di Legambiente “Ecosistema Scuola” si evince che il 36% degli edifici scolastici nazionali necessitano di interventi di manutenzione urgente e che solo il 58% degli edifici è dotato di certificazione di agibilità. Tale situazione mette seriamente a repentaglio la vita degli alunni e del personale docente e scolastico. In che modo il suo disegno di legge intende ovviare a tali problematiche? “Il mio disegno di legge prende le mosse dallo stato d’animo di cittadini, genitori, professori, studenti, rimasti fortemente sensibilizzati dagli eventi luttuosi, per fortuna pochi, verificatisi negli anni passati in ambito scolastico. È infatti accaduto che bambini e ragazzi, recatisi a scuola per aumentare le loro conoscenze, abbiano purtroppo trovato la morte. Questo però non ci deve far dimenticare il fatto che in passato le scuole siano state molto meno sicure rispetto ad oggi. Se si pensa, per un momento, a come erano gli edifici scolastici nell’immediato dopoguerra ci si rende conto di quanti passi in avanti si sono fatti. Voglio precisare questo aspetto perché credo sia giusto sottolineare lo sforzo lodevole e notevole che si è fatto nei decenni passati per poter passare da un paese di analfabeti ad un paese di dottori. I tempi nuovi e le esigenze nuove rendono necessario un disegno di legge che fissi in modo certo e chiaro i requisiti che gli istituti scolastici devono avere per essere considerati a tutti gli effetti efficienti e sicuri. Si pensi che su questa materia anche in passato si è legiferato. A tal proposito, non è casuale che il banco dove siede un bambino a scuola abbia dimensioni fissate per legge sia per quanto riguarda l’altezza sia in merito all’inclinatura dello schienale. Ciò dimostra che anche i precedenti legislatori sono stati molto attenti alle problematiche della scuola. Io ho motivo di ritenere che questo disegno di legge affronti minuziosamente il problema sicurezza negli edifici scolastici”. Il suo provvedimento amplia i compiti del dirigente scolastico in merito alla sicurezza degli edifici. L’articolo 8 stabilisce infatti per quest’ultimo l’obbligo di segnalare, all’ente locale competente, l’impossibilità a svolgere le lezioni nel caso in cui sia oggettivamente presente una situazione di rischio. Nel caso in cui ciò non avvenisse entro 30 giorni dall’accertamento della violazione, l’ufficio scolastico regionale competente per territorio può procedere al commissariamento della struttura. Può spiegarci meglio questo punto? “Tenga conto di una cosa: all’alba della Repubblica in ogni Comune vi era un solo edificio scolastico. Non a caso le scuole elementari che furono realizzate durante il periodo fascista avevano la denominazione di ‘edificio scolastico’. Da allora si sono fatti molti passi in avanti. E’ vero che esiste la responsabilità dell’amministrazione comunale o più precisamente del dirigente dell’ufficio tecnico ma il dirigente dell’ufficio tecnico non vive la vita della scuola. Pertanto, cooptare all’azione di responsabilità anche il dirigente scolastico che vive all’interno della casa scolastica significa trovarsi nella condizione di avere un vero e proprio periscopio. Nel momento in cui chi vive nella scuola si rende conto che c’è un’infiltrazione o una qualsivoglia disfunzione, ha l’obbligo di segnalarla immediatamente e di chiedere se possa essere rimossa o meno. È evidente che a rimuoverla non può essere lui, non avendo a disposizione uffici tecnici. Tuttavia, è opportuno, ripeto, che sia cooptato alla responsabilità di segnalarlo. Non bisogna arrivare al punto che la scuola crolli proprio perché nessuno ha operato la segnalazione. Non si scordi che quando noi andavamo a scuola negli anni ’60 vi erano aule dove pioveva e bisognava aprire l’ombrello per continuare a fare lezione. Molto dipende dalla organizzazione che ci si vuole dare. Sarebbe sufficiente che ogni sindaco assegnasse un piccolo fondo spese ad ogni scuola, compatibilmente con lo stanziamento di bilancio, affinché non fosse sempre il Comune ad essere chiamato ad andare a riparare qualsiasi minima disfunzione o danno ma invece il preside che, previa vigilanza sulla entità della spesa, autorizzi la stessa per la riparazione. Se tutte le famiglie dovessero chiedere al sindaco di riparare i guasti che ci sono negli edifici sarebbe impossibile soddisfare tutte le richieste. Quindi questo significa che bisogna anche ammodernare il modo di vedere il governo della spesa pubblica anche quando si tratta di piccole e minute spese che non arricchiscono nessuno e non inducono nemmeno in tentazione”. Il problema principale purtroppo è sempre quello della scarsa disponibilità di risorse. Una situazione, presente ormai da molti anni, che rappresentata motivo di forte contrapposizione tra Governo centrale e Regioni. Queste ultime rimproverano infatti il Governo di non metterle in condizione di esercitare le prerogative attribuite loro in ambito scolastico, dopo la modifica dell’articolo 117 della Costituzione proprio a causa della mancanza di fondi. Si scatena in questo modo un rimpallo di responsabilità dal quale è difficile uscire… “Si deve anche tenere conto che le finanze dello Stato e della pubblica amministrazione sono oggi più che mai ossificate. Tengo però a precisare che prima che il Governo Berlusconi concludesse la sua azione politica in questa legislatura vi era un piano serio di interventi del Ministero delle Infrastrutture per tutte le scuole d’Italia. Il Ministero delle Infrastrutture aveva concordato questo piano con le Regioni. In una Conferenza dei servizi con il Ministero delle Infrastrutture, con l’ex ministro per i rapporti con le Regioni Fitto e con le diverse Regioni, avevamo anche concordato il piano di riparto. Ho motivo di ritenere che la caduta del Governo abbia bloccato il divenire di questo processo”. Il suo disegno di legge prevede la corresponsione di un risarcimento provvisorio, da parte dell’istituto assicuratore, a favore delle vittime di eventi lesivi avvenuti negli edifici scolastici. Può spiegare meglio questa disposizione? “Questo aspetto va combinato con l’eventuale polizza di assicurazione. Oggi stiamo sempre più andando nella direzione di consentire all’ente pubblico ma anche al privato di poter assicurare la qualità e il rischio connesso agli immobili. In Francia avviene già che tutte le abitazioni siano assicurate contro la criminalità e contro i rischi del dissesto, del crollo e cosi via. In Italia si è tentato un paio di volte con due leggi finanziarie di percorrere questa strada però non si è avuto il coraggio di andare avanti perché si trattava di istituire una vera e propria tassa a carico dei cittadini. Per le scuole ho motivo di ritenere che le stesse ed i comuni abbiano proceduto alla stipula di una polizza assicurativa. L’obiettivo è modulare quel contratto in modo tale che venga prevista la liquidazione provvisoria a cura di un collegio arbitrale formato ad esempio dal Comune o dalla Provincia, proprietario dell’edificio scolastico, dalla compagnia di assicurazione e da un terzo nominato dal Tribunale, in modo tale da procedere alla quantificazione del danno e ad una liquidazione provvisoria in misura percentuale. Questo può essere parte integrante del contratto di assicurazione che l’ente proprietario dovrebbe andare a stipulare. E comunque opportuno precisare che questo è un disegno di legge aperto a tutti i contributi di modifica e di implementazione. È importante che dell’argomento si prenda atto. Se la scuola è stata giustamente oggetto di attenzioni alcuni decenni addietro ed in tempi di povertà, quando il legislatore come, detto in precedenza, stabilì perfino la misura dei banchi e l’altezza delle sedie, non si comprende perché ciò non possa e non debba avvenire oggi, in misura sicuramente anche maggiore”. // Chi è Rosario Giorgio Costa è senatore PDL. È componente della commissione Finanze e Tesoro del Senato nonché Presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’uranio Impoverito. In questa legislatura ha presentato come primo firmatario 84 disegni di legge.

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Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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