Esiste davvero la cripta di Borgagne? Alcuni cittadini (e qualche studioso) ci credono

LA STORIA DELLA DOMENICA. Borgagne. Ne parlano i libri ed i racconti tramandati dalle voci delle persone. Ma per le istituzioni non c’è e non la cercano

BORGAGNE – Riportarla alla luce sarebbe come farla nascere, oggi, per la prima volta. Perché il paese, tranne qualche rara voce che in genere viene presa per matta, l’ha dimenticata, e chi dovrebbe far di tutto per ritrovarla, come le istituzioni, invece la nasconde, fa finta di non averne mai sentito parlare, pensa a coprirla con nuovi lavori invece di scavare con la unghie e con i denti per ritrovarla e donarla ai cittadini. Eppure c’è chi giurerebbe che nel cuore del paese, proprio sotto piazza Sant’Antonio, da secoli giaccia una cripta bizantina di valore ancora sconosciuto. E non sono solo le antiche credenze tramandate fino ad oggi dalle anziane signore, ma grandi studiosi, ad averlo sostenuto, nel tempo. Come ricorda un giovane appassionato studioso di storia, Alberto Rescio, Cosimo De Giorgi,intellettuale leccese di fine Ottocento (a cui si deve la scoperta dell’anfiteatro di Lecce), scrive: “Presso questa chiesa [la Parrocchiale], scavando sotterra, fu rinvenuta una bellissima cripta con santi greci dipinti a fresco sulle pareti. Nel 1860 fu vandalicamente interrata per formare una piazza dinanzi alla parrocchiale”. Alcuni decenni dopo, Medea, aggiunge che in quella cripta era stato trovato un frammento di pietra con l’iscrizione “LUCASSTATIM”, di origine incerta. Ma se è scritto nero su bianco, perché nessuno la cerca? Perché a nessuno viene la voglia di sapere di più delle proprie radici? Di conoscere meglio il proprio territorio ed anche se stesso? Se la notizia della cripta dovesse trovare conferma, molti nuovi dettagli sulla storia di Borgagne verrebbero alla luce. Ad esempio si potrebbe finalmente studiare la presenza del rito monastico in un paese lontano dalla Grecìa salentina che però a questa fu collegato in qualche modo, come dimostra il fatto che presso i Comuni che ne fanno parte esiste il nome griko per Borgagne, “Vrani”. Inoltre la cripta potrebbe costituire un importante elemento di attrazione turistica, come già accade in altri paesi che hanno esposto, invece di nasconderle, le proprie ricchezze un tempo celate sottoterra. L’invito è all’Amministrazione, affinché consideri meglio l’idea di cercare la cripta e, se dovesse esistere davvero, di valorizzarla adeguatamente. Ed a tutti i cittadini ed i curiosi e gli Sherlock Holmes di casa nostra: cercatela. E restituitela ai cittadini.

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