La Dia di Lecce non chiude. Il 'paradiso' può attendere

La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce non sarà soppressa. Lo ha escluso Alfredo Mantovano

La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce, il fiore all’occhiello della Procura del capoluogo salentino, non sarà soppressa. Lo ha escluso categoricamente l'ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, esponente di spicco del PdL. Nonostante sia da pochi giorni fuori dal Viminale, è assai probabile che Mantovano abbia ricevuto rassicurazioni dalla nuova Ministra Anna Maria Cancellieri. Eppure era stato lo stesso procuratore capo Cataldo Motta a lanciare il sospetto che ci fossero ancora dei rischi sulla chiusura della Dia leccese. Per fortuna, un pericolo scongiurato. La DIA di Lecce ha contrastato duramente la Sacra corona unita per tutti gli anni ’80 e ’90, riducendo il potere, soprattutto economico, della mafia pugliese che, grazie all’azione della magistratura è entrata solo marginalmente nei gangli vitali della politica regionale, e nei Comuni più a rischio. Lo ha detto Motta: quello che ora cerca la Scu è il consenso: è questo il fenomeno più pericoloso, che vede il tentativo della mafia di diventare capillare, talmente tanto sottile da diventare invisibile. Così, sparita la mafia, perché incardinata nel tessuto sociale e produttivo, continuando a tessere indisturbata la sua trama, e sparita la Dia, si potrebbe gridare al un miracolo degno delle sfere celesti. Per ora invece, e per fortuna, il paradiso può attendere.

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