Il ‘virtuosismo trascendentale’ per un Cartellone di spessore

Lecce. Eraldo Martucci critico musicale e vicepresidente della Fondazione Ico “Tito Schipa”, ci spiega la Stagione Sinfonica e di Balletto

LECCE – Un Cartellone che piace. Un programma di tutto spessore. Artisti di grosso calibro. Eccellenze salentine. E’ la Stagione Sinfonica e di Balletto della Fondazione Ico “Tito Schipa”, direttore artistico e principale Marcello Panni. Ne abbiamo parlato con il critico musicale Eraldo Martucci, vicepresidente della Fondazione Ico. Nel Calendario della Stagione ci sono anche musicisti di rilievo non solo nazionale, che sono le nostre eccellenze. Casualità, o volutamente programmato? “La presenza nella stessa stagione delle punte d’eccellenze tra gli artisti salentini, Francesco Libetta, Roberto Cappello, Fredy Franzutti e Massimo Quarta, non è una novità. Nelle scorse rassegne alcuni di loro erano già presenti, ed il Balletto del Sud di Franzutti collabora con l’Orchestra dal 1997. Quest’anno però la loro presenza è più consistente, ed è dovuta al fatto che, e mi riferisco in particolare ai tre musicisti, sono tra i più grandi virtuosi del loro strumento, ed è stato perciò quasi doveroso inserirli in una stagione dedicata al virtuosismo”. C’è un “fil rouge” che lega i concerti della Stagione? “A parte il balletto ‘La bella addormentata’ e la serata finale del concorso internazionale di canto ‘Tito Schipa’, il conduttore della stagione è il virtuosismo trascendentale, in occasione del bicentenario della nascita di Franz Liszt, il sommo virtuoso del pianoforte di cui non sempre è stata riconosciuta la grandezza di compositore, pure tra i massimi dell’Ottocento”. Tanti i ragazzi delle scuole alla prova generale del concerto di Uto Ughi con l’Orchestra Ico, tanti i volti giovani, nella serata di inaugurazione. Ancora una volta l’impegno della Provincia e della Fondazione Ico si rivolge ad educare e sensibilizzare i giovani alla musica classica? “Dopo aver constatato negli scorsi anni il successo delle prove generali aperte ai giovani studenti, quest’anno la Fondazione Ico e la Provincia hanno voluto intensificare questa scelta, premiata dal grande entusiasmo suscitato la mattina della prova di Uto Ughi. Una scelta fondamentale perché bisogna dare ai giovani la possibilità di conoscere la musica classica, il pubblico del domani è costituito da loro e se non hanno un’educazione musicale e non vengono più ai concerti, la sopravvivenza della musica ‘forte’ è a rischio”. Venerdì prossimo in scena il pianista Francesco Libetta, l’orchestra della Fondazione Ico diretta dal maestro Marcello Panni. Del pianista salentino, un nome nel panorama internazionale della musica classica, la critica più autorevole parla con grande entusiasmo e usa termini impegnativi. Paolo Isotta ad esempio sul Corriere della Sera dice di “un virtuosismo così miracoloso e un così delicato senso dell’eloquio melodico, da indurci alla domanda: quale altro artista della sua generazione, non solo in Italia, può essergli accostato”? John Ardoin ha dichiarato che della nuova generazione di pianisti, Francesco Libetta è “il più ispirato e creativo”.

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