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Spread-gevoli inconvenienti

Lorenzo Ria e Luigi Pepe colti in fallo dall'inviata de “Le Iene”. Non sanno cosa sia lo “spread”, il “rating” e a quanto ammonta il debito pubblico

Un esperimento collaudato del programma tv Mediaset “Le Iene” vede, da qualche anno, l'inviata Sabrina Nobile mettere in serie difficoltà deputati e senatori della nostra Repubblica con domande di cultura generale che denudano la sorprendente ignoranza di tanti politici italiani. Dalla storia alla geografia, dalla grammatica all'attualità, l'estraneità di certi “onorevoli” alla cultura e all'informazione è capace di scatenare, in ogni spettatore con un briciolo di acume, ilarità di un'amarezza straordinaria. Durante l'ultima puntata, andata in onda mercoledì scorso, le domande con le quali la Nobile tampinava le sue vittime riguardavano lessico e numeri della finanza. Nulla che fosse fuori dalla comune portata. Nello specifico: che cos'è lo spread? Cos'è il rating? A quanto ammonta il debito pubblico italiano? E così via, senza valicare mai quel limite che fa di una persona informata un professionista del settore. Parole come “deficit”, “spread”, “rating” o “default” fanno parte di un pacchetto di termini tecnici, oramai divenuti popolari a causa della drammatica situazione economica del Paese e diffusi generosamente su qualsiasi mezzo d'informazione. E proprio due giorni fa, tra i bersagli illustri di questo sadico gioco rivelatore, c'erano anche due noti politici nostrani: l'onorevole dell'Udc Lorenzo Ria e l'ex deputato Udeur Luigi Pepe. Non crediamo, a tal proposito, che sia necessario infierire entrando nel dettaglio: il video è più che esplicito (GUARDA IL VIDEO). Non è certo elegante sottolineare le défaillance di due persone che, prese alla sprovvista, hanno cercato in tutti i modi di rimanere in piedi mentre la loro immagine veniva sputtanata sul programma tv più visto della serata. Tuttavia, senza voler fare riferimenti speciali, appare evidente come il prototipo del politico italiano strapagato, privilegiatissimo e per giunta impreparato sia entrata già da tempo tra le mura abituali della familiarità. Accantonando per un momento il beffardo episodio di Ria e Pepe su Italia Uno, il cinico servizio della Nobile all'entrata di Montecitorio rischia di assuefarci – qualora non l'abbia già fatto – con un sorriso irriverente, all'inettitune dei nostri amministratori. E in uno scenario deprimente come quello della nostra politica – che in 20 anni ha sdoganato qualsiasi tipo di comportamento – sarebbe opportuno reagire, perfino agli sketch delle “Iene”, con un minimo di sdegno. Così come sarebbe opportuno, per parte di Lorenzo Ria, Luigi Pepe e tutti gli altri, non rispondere mai fingendo di sapere, senza avere contezza di ciò che si dice o cercando di aggirare l'ostacolo con temerarie arrampicate sugli specchi. Questo sia pur solo per evitare incresciosi siparietti. Quando un politico ignora qualcosa, eventualità in alcuni casi giustificabile, dovrebbe avere la compostezza per rispondere come fa la più piccola percentuale di persone in ogni sondaggio che si rispetti. Con un semplice e più degno “non lo so”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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