Sp 71. Le serre vincono sull’alta velocità

Casarano-Ruffano. La campagna di informazione del Tacco ha dato i suoi frutti: la conferenza dei servizi ha bocciato il progetto di ampliamento della strada elaborato dalla Provincia

CASARANO – L’identità salentina è salva. E la campagna di informazione che il Tacco d’Italia ha portato avanti ha dato i suoi frutti. La conferenza dei servizi di ieri ha infatti bocciato il progetto per l’ampliamento della strada provinciale 71 che collega Ruffano a Casarano, considerato esagerato per le esigenze di pubblica sicurezza e, d’altro canto, per la natura dei luoghi in cui l’arteria si snoda. Esultano i comitati di cittadini e di ambientalisti che si erano costituiti per manifestare la propria contrarietà al programma di ampliamento. Esultano i proprietari delle abitazioni che, con la modifica della strada, avrebbero perso vaste porzioni delle proprie residenze in cambio di indennizzi di poco conto. Esultano infine gli estimatori del Salento e delle sue peculiarità, come le strade strette che attraversano le serre e che, se percorse con la giusta calma, così come impone tra l’altro il limite di velocità dei 50 km all’ora, permettono di respirare a pieni polmoni l’anima vera di questa terra. La strada oggi è larga 6 metri in tutto; ma il progetto elaborato dall’ingegnere Stefano Zampino, dirigente del Settore Lavori pubblici e Mobilità, la prevedeva quattro volte più larga, fino a raggiungere i 25 metri, con due complanari e due rondò ad inizio e fine percorso (spesa prevista, 2.856.346,60 euro di cui per il momento sarebbero disponibili 1,8 milioni). Tutti in nome della sicurezza stradale. Una motivazione più che nobile, ma che non teneva conto dei vincoli cui l’area è sottoposta. Decisivi sono stati, per il rigetto dell’idea progettuale di Palazzo dei Celestini, i pareri negativi del Comune di Casarano, che l’ha definita “esuberante” e della Regione Puglia. In effetti, come il Tacco ha fatto sapere, la Regione, nelle Linee guida per le rinnovabili, ha inserito la Casarano-Ruffano tra i 20 coni visuali presenti sul territorio regionale – quelle aree che meritano di essere tutelate solo per la loro bellezza, cioè per il piacere che ne deriva alla vista. Inoltre, l’area delle serre salentine è un Sic, cioè un sito di importanza comunitaria, da proteggere, sul quale sorgerà il parco naturale delle serre salentine. Come ha fatto la Provincia di Lecce a non tenere conto di tutto questo nell’elaborare il progetto? Come ha potuto pensare di allargare fino a 25 metri una strada che il Pptr, il Piano paesaggistico territoriale regionale della Puglia, cataloga come “strada corridoio ecologico“, ovvero una strada che costeggia o attraversa elementi come serre, costoni, lame, canali, coste di falesie o dune (in questo caso serre) e sulla quale vanno ridotti al minimo gli interventi di modifica in quanto possono destabilizzare il delicato equilibrio che vi regna? Come ha potuto Palazzo dei Celestini pensare un progetto così in controtendenza rispetto alle indicazioni di tutela paesaggistica previste dalla Regione? Avremmo voluto chiederlo all’autore del progetto, l’ingegnere Zampino, ma oggi non è in Provincia, il telefono squillava a vuoto e non siamo riusciti a contattarlo. Continueremo a provarci. L’assessore provinciale Gianni Stefano, di Casarano, e pertanto interessato anche “territorialmente” alla questione, è invece poco informato sui fatti e ci ha detto di aver bisogno di leggere il verbale della conferenza dei servizi per conoscere da vicino le motivazioni che hanno portato alla bocciatura del progetto. Ma, motivazioni del rigetto a parte, il progetto avrebbe dovrebbe conoscerlo bene, visto che riguarda proprio il suo Comune di appartenenza. Gli abbiamo chiesto quindi chiesto: Non le sembra che fosse esagerato rispetto all’arteria in questione e ai luoghi in cui sorge? “Non poteva essere elaborato altrimenti”, ci ha risposto. Insomma, era il progetto migliore che si potesse pensare? L'assessore deve vedere le “carte”. E che ci dice dei coni visuali e dell’area Sic e delle serre salentine da proteggere? Non ci dice a. Tutto rimandato a quando avrà letto il verbale della conferenza. 10 novembre 2011 Sp 71. Allargamento bocciato CASARANO – Il progetto di allargamento e di ammodernamento della strada provinciale Casarano-Ruffano (SP 71) non si farà più. La Conferenza dei Servizi, riunitasi ieri a Lecce presso gli uffici tecnici della Provincia, si è conclusa con esito negativo, decretando l’abbandono del faraonico progetto. Decisivi i pareri negativi della Regione Puglia e del Comune di Casarano. Esulta il Comitato spontaneo dei frontisti e le associazioni ambientaliste (“Legambiente” e “Italia Nostra”) che avevano contestato i lavori. Il progetto prevedeva l’allargamento della carreggiata dagli attuali 6 metri a 25 metri e la realizzazione di due complanari e di due rondò ad inizio e fine percorso, con una spesa prevista di 2.856.346,60 euro di cui per il momento sarebbero disponibili 1,8 milioni. Che il progetto fosse destinato a essere messo da parte alla Provincia lo sapevano da circa un mese. Il Servizio Urbanistico della Regione Puglia, con nota del 13 ottobre scorso, aveva fatto pervenire all’ente presieduto da Antonio Gabellone un parere nettamente negativo. La Regione, infatti, aveva chiesto, “per poter effettuare le valutazioni di competenza, una adeguata documentazione fotografica, una correlazione del progetto con le previsioni del Pai, un rilevamento delle essenze vegetali presenti lungo il tracciato”, dando quindi valenza primaria all’aspetto ambientale completamente ignorato dalla Provincia. Non solo, ma la regione ha scritto nero su bianco quanto da settimane dicevano, inascoltati, i cittadini del comitato e le associazioni ambientaliste. L’ufficio regionale, infatti, ha considerato “eccessivamente impattante la realizzazione delle complanari di accesso ai fondi”, giudicandole “sproporzionate rispetto alla oggettiva necessità di messa in sicurezza della strada”. Per la Regione, infine, sarebbero sufficienti a ridurre la velocità, le due rotatorie previste sul tracciato. Anche il Comune di Casarano, rappresentato al tavolo tecnico dall’architetto Francesco Longo e dal geometra Anselmo Antonaci, ha espresso parere negativo, definendo “esuberanti” le opere previste. “Prima della procedura di competenza del Consiglio comunale – ha scritto il Commissario prefettizio, Giovanni D’Onofrio – si ritiene necessario procedere ad una rielaborazione del progetto stradale, in particolare nel tratto dove sono previste le complanari. In esito a detta rielaborazione – conclude il parere – finalizzata a ridurre le caratteristiche dimensionali delle opere in progetto, che si presentano ‘esuberanti’, si riserva di procedere agli adempimenti necessari”. Quanto al Comune di Ruffano, ieri assente, si è limitato a chiedere un ulteriore rinvio del tavolo. La Provincia, la vera sconfitta della partita, ora dovrà trovare una soluzione alternativa per mettere in sicurezza la strada, magari installando un paio di autovelox come da più parti viene suggerito. E con una spesa irrisoria rispetto ai circa 3 milioni di euro programmati. 9 novembre 2011 Sp 71. Oggi la conferenza dei servizi CASARANO – Dopo il rinvio del mese scorso, la Conferenza dei Servizi per il progetto sulla strada provinciale Casarano-Ruffano (SP 71) si terrà questa mattina, negli uffici di via Botti 2 a Lecce, per deliberare in merito ai lavori di allargamento e di ammodernamento della strada. Oltre agli attori ordinari del tavolo tecnico, sarà presente anche una delegazione dei proprietari dei terreni e delle abitazioni che si affacciano sulla strada, costituitisi in comitato, che contesta con forza il progetto. Il rinvio dello scorso mese di ottobre era stato voluto dal Comune di Ruffano per un approfondimento della questione. Ieri sera, però, durante la riunione del comitato dei cittadini è circolata la voce che forse Ruffano non si presenterà al tavolo, rinunciando a formulare il proprio parere. Sarà sicuramente presente, invece, il rappresentante del Comune di Casarano, l’architetto Francesco Longo, ma non si conosce il parere di Palazzo dei Domenicani sul progetto. Gli altri soggetti invitati alla conferenza dei servizi, oltre alla Provincia e ai comuni interessati, sono Regione Puglia, Enel, Telecom, Acquedotto Pugliese, “G6 Rete Gas”, Soprintendenza ai beni ambientali, Soprintendenza ai beni archeologici e i progettisti. Il comitato si è riunito ieri sera per decidere altre iniziative contro il progetto. Intanto, saranno presenti oggi alla conferenza dei servizi e sperano di avere almeno la facoltà di parlare. Contestano l’impatto ambientale dell’opera e l’eccessivo costo, quando per evitare altri incidenti stradali e mettere in sicurezza la SP 71 basterebbe installare un paio di autovelox. Nei mesi scorsi, tra l’altro, i comandi dei vigili urbani dei due Comuni interessati hanno inoltrato alla Provincia richiesta di installazione di rilevatori della velocità. A sua volta, la Provincia ha trasmesso le richieste alla Prefettura, a cui spetta la decisione. La procedura, però, è molto lunga e complicata e non si conosce lo stato delle richieste. Ma il fatto importante rimane che la Provincia ha deciso di coprire di asfalto una zona di alto pregio paesaggistico, indicata dalla Regione Puglia tra le aree da salvaguardare solo per la loro “bellezza”. Il progetto prevede l’allargamento fino a 25 metri della carreggiata (oggi è di 6 metri) e di dotare la strada di complanari e di due rondò ad inizio e fine percorso (spesa prevista: 2.856.346,60 euro di cui per il momento sarebbero disponibili 1,8 milioni). Il progetto è stato contestato anche dalle associazioni ambientaliste “Legambiente” e “Italia Nostra”. 13 ottobre 2011 aggiornamento delle ore 8:00 Sp 71. Conferenza rinviata a novembre Rinviata la Conferenza dei servizi, in programma questa mattina, relativa ai lavori di allargamento e ammodernamento della strada provinciale Casarano-Ruffano (SP 71). Il dirigente del settore “Lavori pubblici e mobilità” della Provincia, ing. Stefano Zampino, ha notificato alle parti in causa la comunicazione di rinvio. La seduta della Conferenza di servizio è stata aggiornata al 9 novembre prossimo, alle ore 10, presso gli uffici della Provincia in via Botti n. 2 a Lecce. Il rinvio è stato chiesto dal Comune di Ruffano per avere più tempo per studiare i relativi documenti. E’ probabile, invece, che l’ente amministrato dal Commissario prefettizio, Valeria Pastorelli, voglia approfondire la questione dopo le proteste del comitato dei residenti e delle organizzazioni ambientaliste (“Italia Nostra” e Legambiente) che hanno sollevato, tra gli altri, un problema molto serio sull’impatto ambientale che causerà la nuova arteria. Il faraonico progetto, infatti, prevede una strada che si allarga dopo circa 2 km dall’uscita di Casarano, con una rotatoria del diametro di 28 metri. Poi quadruplica la sua larghezza, da 6 a 25 metri, e prosegue con il percorso principale e le complanari parallele, abbattendo tutto ciò che trova sul proprio cammino: muretti a secco, vegetazione, terrazzamenti, giardini ed ampie porzioni di ville, per terminare con una seconda complanare, stavolta nel territorio di Ruffano. Un impatto enorme che sconvolgerà un’area che risulta assoggettata a vincolo paesaggistico. 13 ottobre 2011 Sp 71. Oggi Conferenza dei servizi Il contestato progetto della strada provinciale Casarano-Ruffano (SP 71) giunge alla scelta decisiva. Stamattina, infatti, è in programma a Lecce, presso gli uffici della Provincia in via Botti n. 2, la Conferenza dei servizi che dovrà deliberare in merito ai lavori di allargamento e di ammodernamento della strada provinciale. Alla Conferenza dei servizi sarà presente una delegazione dei proprietari dei terreni e delle abitazioni che si affacciano sulla strada, costituitisi in comitato, che contesta con forza il progetto. Sabato scorso, i residenti si sono riuniti per decidere le iniziative da intraprendere affinché la Provincia desista dal portare a termine l’iter amministrativo dell’attuale progetto. Stamattina la delegazione depositerà in Conferenza dei servizi il verbale dell’assemblea che si è tenuta sabato, firmato da decine di cittadini, corredato da una serie di richieste. All’assemblea erano presenti, tra gli altri, anche i rappresentanti di due importanti associazioni ambientaliste, e precisamente “Italia Nostra” (Marcello Seclì) e “Legambiente” (Mario D’Aquino), che appoggiano le proteste dei residenti perché il progetto non tiene conto dei “configgenti interessi di carattere paesaggistico, ambientale e agricolo” e del fatto che l’area interessata risulta assoggettata a vincolo paesaggistico. L'arteria programmata si allarga dopo circa 2 km dall'uscita di Casarano con una rotatoria del diametro di 28 metri. Poi quadruplica la sua larghezza, da 6 a 25 metri, e prosegue con il percorso principale e le complanari parallele, abbattendo tutto ciò che trova sul proprio cammino: muretti a secco, vegetazione, terrazzamenti, giardini ed ampie porzioni di ville, per terminare con una seconda complanare, stavolta nel territorio di Ruffano. Lunedì 10 ottobre 2011 ‘Sp 71 più sicura, prima di nuove vittime’ Non c’è albero secolare o muretto a secco che valga una vita umana. Si proceda, quindi, alla messa in sicurezza della strada provinciale Casarano-Ruffano prima che possa mietere nuove vittime. E’ questo in sintesi il punto di vista dell'Aifvs, l’associazione italiana familiari e vittime della strada, che insieme al comitato per la sicurezza della SP 71 (la Casarano-Ruffano appunto), si è moto battuta negli scorsi mesi per un progetto di ammodernamento dell’arteria. Un ammodernamento, spiegano dall’associazione, necessario a prescindere da quale fosse il progetto redatto. E infatti l’Aifvs non è mai entrata nel merito del progetto presentato. “Essendo l'Aifvs a favore della vita – dicono dall’associazione – , ha come unico scopo la messa in sicurezza della strada nel più breve tempo possibile e se questo significhi inserire una postazione fissa di controllo elettronico della velocità, o paradossalmente realizzare una sola corsia a senso unico o ancora una ‘mega arteria’ come è stata definita, ben venga, anche se questo significhi sradicare diversi alberi di ulivo, diversi centinaia di metri di muro a secco. Certo che gli espropriati possono chiedere spiegazione in provincia, ma questa associazione non può e non deve entrare in merito a tali discussioni”. 9 settembre 2011 Asfalto sulle serre ‘belle da vedere’ di Laura Leuzzi CASARANO-RUFFANO. Miopia e scarsa attenzione al territorio. E’ ciò che ci viene in mente nel leggere del progetto di ampliamento e “messa in sicurezza” della strada provinciale Casarano-Ruffano, la numero 71, cosiddetta “extraurbana secondaria di tipo C”. Un’arteria oggi larga 6 metri in tutto, che la Provincia (progettista, l’ingegner Stefano Zampino) vorrebbe ampliare di quattro volte, fino a raggiungere i 25 metri, e dotare di complanari e due rondò ad inizio e fine percorso (spesa prevista, 2.856.346,60 euro di cui per il momento sarebbero disponibili 1,8 milioni). Motivazione: cercare di evitare i frequenti incidenti stradali che si verificano sull’arteria. Incidenti spesso causati dall’alta velocità, quando il limite di percorrenza della strada è di 50 km all’ora. Il punto non è mettere in sicurezza una strada. Il punto è prevedere un intervento così impattante in una zona di alto pregio paesaggistico, indicata dalla Regione Puglia tra le aree da salvaguardare solo per la loro “bellezza”. Una bellezza che potrebbe essere deturpata per sempre.

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La zona compresa tra Casarano e Ruffano ed altri paese limitrofi coincide con il territorio delle Serre Salentine ed è caratterizzata da un paesaggio rurale che oggi più che mai si è intenzionati a salvaguardare.

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Un paesaggio dagli equilibri delicati, dalla vegetazione spesso spontanea o alberi centenari, dalle costruzioni tradizionali in pietra come i muretti a secco, i trulli, le pajare e simili. Il Salento ne è pieno. La zona attraversata dalla Casarano-Ruffano anche.

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E la strada 71, oggi, percorsa lentamente come richiede il paesaggio in cui si snoda, accompagna alla scoperta di una memoria che qui, nelle Serre Salentine, è ancora viva.

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Ancora per poco. Perché, invece, l’arteria programmata dagli uffici della Provincia si allarga dopo circa 2 km dall’uscita di Casarano, con una rotatoria del diametro di 28 metri. Poi quadruplica la sua larghezza, da 6 a 25 metri, e prosegue con il percorso principale e le complanari parallele, abbattendo tutto ciò che trova sul proprio cammino: muretti a secco, vegetazione, terrazzamenti, giardini ed ampie porzioni di ville, per terminare con una seconda complanare, stavolta nel territorio di Ruffano. Un monumento alla velocità. La negazione di tutto ciò che i turisti, ma anche i salentini, cercano in una strada che attraversa serre e collega campagne, mantenendo viva l’identità del luogo. Il progetto stride in pieno con le indicazioni della Regione. Le Linee guida regionali in materia di energie rinnovabili (entrate in vigore il 1° gennaio 2011), infatti, nel disporre le norme sugli insediamenti degli impianti di energia rinnovabile, riconoscono quali “aree di pregio ambientale” non solo quelle zone riconosciute da leggi e direttive comunitarie, ma anche i cosiddetti “coni visuali”, zone panoramiche il cui unico bene da tutelare è la “bellezza”, da poter contemplare. La Casarano-Ruffano è inserita in questo elenco esattamente come il Castello di Oria, le vedute panoramiche di Otranto, Santa Maria di Leuca e il santuario de Finibus Terrae e tanti altri scorci paesaggistici che nessun progettista si sognerebbe mai di sventrare e coprire con asfalto.

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Inoltre, le Linee guida contenute nel Pptr, il Piano paesaggistico territoriale regionale della Puglia, che descrive le caratteristiche e le relazioni ideali che dovrebbero sussistere tra una strada ed il territorio attraversato, cataloga la Casarano-Ruffano come “strada corridoio ecologico”, ovvero una strada che costeggia o attraversa elementi come serre, costoni, lame, canali, coste di falesie o dune (in questo caso serre).

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“Gli indirizzi e i criteri progettuali corrispondenti – si legge nel Piano – sono orientati alla riduzione delle perturbazioni causate dalle infrastrutture sugli ecosistemi, in particolare per il loro effetto di barriera al movimento delle specie animali e di disturbo derivato dall’inquinamento acustico, luminoso e atmosferico, e all’inserimento della rete viaria in una trama di naturalità diffusa, sviluppandone il ruolo di connessione ecologica”. La Regione insomma chiede di ridurre il più possibile un intervento infrastrutturale su queste aree, aggiungendo che “le infrastrutture viarie, con le loro fasce di rispetto, possono diventare oggetto di interventi finalizzati al potenziamento delle funzioni ecologiche, con la realizzazione, tra l’altro, di interventi di compensazione (barriere, siepi, boschi, zone umide di margine) e di aumento della permeabilità rispetto al passaggio degli animali”. Quindi, se intervento ci deve essere sugli assi stradali che attraversano serre e paesaggi rurali, deve potenziare le “funzioni ecologiche” dell’arteria e non il contrario. Ma non è tutto. Perché come dicevamo, oltre a travolgere muretti, campagne e terrazzamenti, la nuova strada passerebbe sulle case, butterebbe a terra giardini, cortili e cancelli, fatiche di una vita, per allargarsi dentro le proprietà private in cambio – questa polemica si alzò già in estate alla presentazione del progetto provinciale – di un indennizzo di poche decine di euro.

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(Casina De Paolis. La nuova strada ne conserverebbe solo una stanza)

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Noi la Casarano-Ruffano l’abbiamo percorsa. In macchina (a 50 km all’ora, esattamente come richiesto) ed a piedi. Nel nostro viaggio abbiamo costeggiato ville anche antiche, come Villa Capozza, giardini signorili impreziositi dal buon gusto, casine rimodernate ed adattate ai tempi.

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(Villa Capozza)

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(Villa Belgrado)

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(L’ampia villa dal sapore orientale da “Mille e una notte” che si affaccia sulla Casarano-Ruffano) Tutto questo subirebbe profonde lesioni, se il progetto provinciale dovesse essere realizzato.

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(altre ville che verrebbero ridimensionate dal progetto di allargamento della strada)

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