Cariddi: Ato inefficiente e costosa

Otranto. Il sindaco si scaglia con l’autorità di bacino e sugli alti costi imposti dalle aziende private a cittadini e comuni

Otranto. L’Ato è inefficiente in più è costosa. Lo conferma il sindaco di Otranto Luciano Cariddi . Il primo cittadino idruntino denuncia l’inefficienza nell’attuale gestione regionale dei rifiuti e nell’ATO Lecce e l’aggravio dei costi che ciò comporta, anche alla luce dell’introduzione nel 2013 della Tares. “Il prossimo Consiglio Comunale – conferma Cariddi – ci vedrà impegnati nella discussione sulle previsioni regolamentari di cui dovrà dotarsi il nostro Comune per calibrare al meglio questa tassa sulle diverse categorie di immobili. E’ da precisare che gli acconti sono stati già versati dai cittadini con due rate, in totale pari al 90 % di quanto era stato pagato nel 2012 a titolo di Tarsu. Resterà ora da effettuare il versamento del conguaglio che sarà dovuto in base ai diversi nuovi criteri introdotti da questa imposta”. Il tutto, secondo il sindaco, graverà sulla testa dei cittadini con un aumento della tassazione. Aumento dovuto alla totale copertura da parte dei comuni dei costi per lo smaltimento, il che impedirebbe l’abbassamento dell’imposta a carico della comunità. “Ma occorre essere sinceri sul fattore che, più di tutti, incide sulle tasche dei cittadini: l’incremento esponenziale registratosi in questi ultimi anni nei costi del ciclo dei rifiuti previsto per il nostro territorio. Probabilmente sarò ripetitivo con questa mia denuncia, ma continuo a vedere grandi lacune, da un lato, nel ciclo impostoci dalla Regione Puglia, e dall’altro, nei progetti e contratti messi in essere dalle diverse Ato / Aro”. “E’ inammissibile – secondo Cariddi – imporre obblighi organizzativi ai Comuni e ai cittadini per raggiungere determinati livelli di differenziata quando l’impiantistica prevista per un compiuto ciclo dei rifiuti ancora non è adeguatamente disponibile. Infatti, con l’attuale sistema di impiantistica disponibile e con la pessima organizzazione dei metodi di raccolta, la Puglia si assesta intorno al 22% di rifiuti differenziati, a fronte di un obiettivo datosi pari al 65%”. La mancata riduzione, denuncia Cariddi, è dovuta al fatto che tutta l’impiantistica è nelle mani di società private che hanno fatto cartello creando un oligopolio sui prezzi. “E’ inaccettabile che si faccia pagare ai Comuni, per il ritiro di rifiuti riciclati quali vetro, carta, plastica e metallo, 50,00 euro a tonnellata (per la verità fino a poco tempo fa anche 200,00 euro a tonnellata), quando ai gestori del servizio di raccolta, dai consorzi che acquistano tali rifiuti per riciclarli, la stessa tonnellata viene pagata circa 200,00 euro. Praticamente le aziende guadagnano due volte: prima dai cittadini e poi dai consorzi. Auspico – conclude – da sindaco e da cittadino, che ci si voglia realmente approcciare a questo tema con serietà e competenza, da qui in avanti, affinché si riesca ad individuare percorsi virtuosi che consentano di limitare la produzione di rifiuti, da un lato, e a calmierare i costi di smaltimento, dall’altro, per poter, di conseguenza, ridurre la tassazione sui cittadini”.

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