Licenziamento facile. Fini critica, Sacconi appoggia

Secondo un nostro lettore, il risanamento del Paese dalla crisi economica sarà a carico dei pensionati, degli operai, dei precari, delle classi più deboli

Alcuni giorni fa il nostro Presidente della Camera Gianfranco Fini, a proposito delle nuove misure prospettate dal governo per riformare il mercato del lavoro, si esprimeva così: “Se si tende solo a favorire la possibilità di licenziare c’é il rischio di veder moltiplicare il tasso di disoccupazione che da qualche anno a questa parte sta crescendo e che riguarda in particolare un’area del Paese… mi auguro che il governo non sia così irresponsabile da non confrontarsi con le parti sociali e le categorie economiche per tutelare non solo le imprese ma anche per farle crescere e prosperare“. Chiosando, alla fine, sul rischio di “un autunno caldo che ci farebbe tornare indietro”. Parole confortanti dalla terza carica dello stato, ma che non tranquillizzano i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro per un qualsiasi pretesto. Non si può dire altrettanto del ministro Sacconi, che da una parte scongiura l’avvento di una nuova stagione di piombo, dall’altra “terrorizza” la povera gente a suon di manovre “ammazza famiglie”. Non è eticamente e politicamente corretto far pagare la crisi a chi non l’ha causata. Il ministro ha assunto un atteggiamento(lui si!) da “terrorista” comportandosi da maldestro cerchiobottista, consapevole della grande ingiustizia che si sta perpetrando nei confronti del già debole mondo del lavoro e facendo il processo alle (sue!) intenzioni. Ma, ahinoi! Possiamo continuare a scrivere romanzi su quello che si sarebbe potuto fare prima di arrivare al collasso, solo se qualcuno avesse avuto la bontà di dire come stavano realmente le cose; mentre oggi, ci resta l’amara constatazione che il risanamento di questo paese, dopo la “letterina” del nostro governo all’Europa, sarà a carico dei pensionati, degli operai, dei precari, delle classi più deboli. Chi non pagherà “dazio” saranno i grossi gruppi bancari, gli artefici di questo “default” dell’economia, che invece saranno “premiati” con l’apporto di denaro fresco nelle loro casse e grandi manovre di ricapitalizzazione. E poi c’è la politica che resta uno dei più grandi fardelli sulle spalle degli italiani: Ben 350 euro a famiglia “l’oneroso” costo dei nostri “ molto poco onorevoli” deputati. Nel frattempo, tutto va a rotoli, c’è il rischio concreto del ripetersi di un nuovo caso “Argentina” ma solo pochi mesi fa c’era qualcuno che ci cantava, tutti i giorni, la nenia di Voltaire “Tutto è bene, tutto va bene, tutto va per il meglio possibile“. Pino Montedoro

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