Nuovo centro termale in preda ai vandali

Santa Cesarea Terme. Ciò che c’era da rubare è già stato rubato. Mercoledì scorso due distinti episodi di furto di cavi in rame

SANTA CESAREA TERME – Scene di ordinario sciacallaggio al Nuovo centro termale di Santa Cesarea Terme. La struttura ormai da anni abbandonata, è sempre più mira di predoni che come già in passato hanno stavolta solo tentato di portare via una parte di quello che ancora rimane all'interno: gli ultimi cavi di rame superstiti dopo le varie razzie già messe a segno. A mettere in fuga i malviventi nel pomeriggio e nella serata di mercoledì scorso sono stati i vigilanti dell'istituto privato La Folgore, i quali nei loro rapporti riferiscono gli episodi verificatisi e scrivono: “Intorno alle 15 e 30 – racconta una guardia giurata – mi trovavo a fare il solito controllo al Centro termale, quando ho sentito delle voci di almeno due individui provenire dall’interno. Io chiedevo a voce alta chi fossero e loro in tutta risposta buttavano per terra una scala da muratore e si davano alla fuga”. Uscito per avvertire la centrale e farsi mandare sul posto i Carabinieri, il vigilante tornando dentro intimava ai ladri di uscire ma invano. Giunti sul posto i militari, dopo un altro giro di perlustrazione, riuscivano a rinvenire una cesoia grande con manici telescopici per tranciare grossi cavi e in più uno zaino con martelli, seghetto e chiavi inglesi. Nella stessa serata un altro grave episodio. Verso le 21.45, un addetto alla sicurezza stava entrando nel Centro quando improvvisamente è stato preso di mira da due grossi sassi che lo hanno mancato. Necessario ancora una volta l’intervento dei Carabinieri che hanno constatato il fatto e dato il via alle indagini. Probabilmente i due malviventi erano tornati in serata sul posto per recuperare gli attrezzi lasciati all’interno dopo la prima fuga. Intanto il nuovo centro termale, in concessione d’uso a “Terme spa”, continua a non funzionare come dovrebbe, come spiega il sindaco di Santa Cesarea Daniele Cretì, perché vi è in atto un lodo arbitrale tra il Comune e la stessa società termale su chi tra i due enti dovrà gestire questa struttura in preda all’incuria.

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