Codice antimafia, Mantovano: primo punto fermo su documentazione e certificazione

Roma. Così lo ha definito il sottosegretario intervenuto alla presentazione del Commento al testo entrato in vigore ai primi di ottobre

ROMA – “Lo sforzo di forze di polizia e autorità giudiziaria in questi anni ha consentito di ottenere risultati eccellenti sul fronte antimafia anche grazie alle misure che sono state introdotte”. Lo ha detto il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano questa mattina a Roma riferendosi al Codice antimafia – entrato in vigore il 13 ottobre – in occasione della presentazione del Commento al Codice (a cura di Alberto Cisterna, Maria Vittoria De Simone, Bruno Frattasi e Stefano Gambacurta) presso la Scuola superiore di Polizia. Il Codice, secondo Mantovano, è “un primo punto fermo sulla documentazione e sulla certificazione in una materia che era come il vestito di Arlecchino, al quale ogni volta si aggiungeva una toppa”. “Si può certamente fare meglio”, ha detto il sottosegretario rispondendo ad alcune osservazioni sul Codice da parte del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, intervenuto alla presentazione insieme al capo della Polizia Antonio Manganelli. “Le norme sono in rodaggio – ha proseguito Mantovano -. Probabilmente era necessario più tempo a disposizione ma sono sicuro che sulla base delle valutazioni e del confronto con la realtà e con gli addetti ai lavori non mancherà la volontà e l'intelligenza per completare il lavoro e affrontare quei nodi che non sono stati sciolti”.

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