Affitti. La riduzione resta sulla carta

Casarano. L’obiettivo era ridurre di circa il 51% gli affitti passivi non ritenuti essenziali, ma ci si è fermati al risparmio del 10%

CASARANO – Il Piano per la riduzione degli affitti, varato dalla giunta di Ivan De Masi nel settembre 2010, che doveva portare un risparmio sostanzioso per le casse comunali, è rimasto solo sulla carta. L’obiettivo programmato dal piano, che tendeva a ridurre di circa il 51% gli affitti passivi non ritenuti essenziali, non è stato raggiunto, fermandosi a un misero 10% di risparmio. I servizi comunali che dovevano essere trasferiti nell’incubatore d’impresa nella zona industriale (ex Cisi), di proprietà della società “Puglia Sviluppo”, sono rimasti dov’erano, ossia in immobili di privati cittadini per i quali Palazzo dei Domenicani continua a pagare la relativa locazione. Nel frattempo, però, il Comune ha cominciato a pagare l’affitto dei locali dell’incubatore d’impresa. Il Piano (del. 341/20010) prevedeva la risoluzione dei seguenti contratti: l’affitto dei locali di via Padova, sede dei Servizi Sociali, contratto con l’Immobiliare S. Anna (gruppo Filanto) per un canone annuo di 55.777,36 euro; affitto della sede dell’Ufficio Circoscrizionale del Lavoro in via S. Domenico, di proprietà di Romano Augusto, per un canone annuo di 21.949,00 euro; nello stesso immobile, sempre di proprietà dell’imprenditore tessile, il Comune paga un canone annuo di 2.840,52 euro per il ricovero degli automezzi comunali; infine, Palazzo dei Domenicani aveva contratto una locazione con la ditta Pefranflex per l’affitto dell’ex sede del distaccamento dei vigili del fuoco (canone annuo di 34.125,00 euro). “Ex sede dei pompieri” perché Palazzo dei Domenicani è riuscito ad anare solo questo contratto; gli altri sono ancora attivi. Nel contempo, per poter garantire una sede ai servizi che venivano spostati, il Comune, nell’ottobre dell’anno scorso, ha firmato un contratto con “Puglia Sviluppo” per l’affitto di 8 moduli e 5 uffici nell’ex Cisi, per un canone annuo di 56.626,56 euro. Con la disponibilità di questi locali, l’amministrazione De Masi ha cominciato a trasferire gli uffici del settore “Sviluppo locale” (Area Sistema, Area Vasta, Pit9), liberando palazzo D’Elia e l’ex ufficio sanitario. Di fatto, sono gli unici uffici a essere stati trasferiti nell’ex Cisi. Il paradosso è che prima occupavano locali a titolo gratuito (gli immobili erano comunali); oggi, invece, il Comune è costretto a pagare un affitto annuo. Caduta l’Amministrazione De Masi e cominciata la gestione commissariale l’intera operazione si è sorprendentemente bloccata. Perché? Non si conoscono le ragioni, anche se si parla di una forte resistenza dei dipendenti interessati con la benevolenza dei dirigenti, fatto sta che il Comune paga un affitto per diversi locali rimasti vuoti. Tra l’altro, particolare non irrilevante, il risparmio sugli affitti era uno degli obiettivi per cui il dirigente preposto ha ricevuto l’incentivo per il raggiungimento del risultato.

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