Nel borgo in bici

Specchia. Per vicoli strade e corti, in bici, per visitare uno dei borghi più belli d’Italia

Al via uno speciale tour autunnale su due ruote. Tra i vicoli e le stradine di uno tra i più bei borghi d'Italia, quello Specchiese, rigorosamente in bicicletta, i Cicloamici propongono un itinerario tra storia architettura e gastronomia. Si parte da Brindisi con il regionale delle 8:50, arrivo a Lecce e partenza alle 9:43 con le FSE per Muro Leccese da dove comincia la pedalata verso Specchia. La cittadina salentina sita su un’altura che domina la pianura sottostante, definita uno dei 100 “borghi più belli d’Italia”,trae le sue origini dal IX secolo quando, i contadini vi si rifugiarono per sottrarsi alle scorrerie saracene. Dell’insediamento originario rimangono poche tracce essendo stato distrutto durante le lotte tra angioini ed aragonesi nel corso dei secoli XII e XIV. Le strette stradine interrotte da rampe di scale che oggi possiamo ammirare sono frutto in larga misura di un'architettura spontanea che ha avuto origine nei secoli XVI e XVII e che è giunta quasi intatta sino a nostri giorni. “Al visitatore che in silenzio e in solitudine si avventura per il borgo, parleranno i semplici e composti portali catalani o barocchi, le cornici di pietra leccese, le iscrizioni in italiano o latino, i beccatelli dei balconi proiettati sulle strade, le logge panciute in ferro battuto, gli archetti pensili, che ancora adornano le facciate di case un tempo signorili, i fregi, le statue, le colonne, le edicole votive con immagini sacre sbiadite dal tempo”. (Antonio Penna “Specchia e la chiesa di S. Eufemia”). L'itinerario prosegue poi fino a Tricase, dove ci saranno i soci di TERRAROSSA, una cooperativa sociale attiva nella produzione e trasformazione di prodotti agricoli che opera cercando di limitare al massimo l' impatto delle sue attività sull' ambiente per preservare e valorizzare il territorio. Quale sosta migliore di questa per un pranzetto ecosostenibile dunque? E dopo pranzo si fa ritorno a casa, stanchi dei 35 km circa di percorso, ma felici e sazi, senza aver dimenticato neppure per un istante la filosofia di Didier Tronchet “.. quando vedrete passare un ciclista trasognato, non fidatevi del suo aspetto inoffensivo e bonario: sta preparando la conquista del mondo.”!

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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