Edilizia popolare. 5 milioni dalla Regione per Lecce

Lecce. Il Comune dovrà riqualificare gli alloggi già esistenti. Finanziati interventi anche a Brindisi, Barletta, Bari, Taranto e Foggia

LECCE – 5 milioni di euro per riqualificare gli alloggi di edilizia popolare. E’ la somma stanziata per il Comune di Lecce dalla Regione Puglia tramite l’accordo di programma firmato ieri a Roma dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e dall’assessora regionale alla Qualità del Territorio Angela Barbanente. L’accordo dà attuazione del Piano Nazionale di Edilizia Abitativa. Interessate dall’accordo di programma e dunque beneficiarie del finanziamento sono oltre a Lecce, anche le città di Brindisi, Barletta, Bari, Taranto e Foggia, individuate sulla base della diffusione dei problemi di disagio abitativo legati all’aumento degli sfratti, alla difficoltà di accesso della proprietà, alla riduzione progressiva del reddito. Per le prime tre città – Lecce, Brindisi e Barletta – il finanziamento è destinato direttamente al Comune per l’attuazione, nel caso di Lecce e Brindisi (5 milioni di euro a testa), di “programmi di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile”, e nel caso di Barletta (3 milioni di euro) per la realizzazione ex novo di 24 alloggi. A Bari (per cui sono stati stanziati 3.827.726,00 euro), Taranto (5.500.000,0 euro) e Foggia (4.434.250,00 euro), invece, il finanziamento va allo Iacp per la costruzione di nuovi alloggi, rispettivamente 36, 60 e 45. I fondi regionali, 27 milioni in tutto, si sommano a quelli statali (24.964.423,53 euro), di Comuni e di altri enti pubblici (14.776.175,36 euro) e di privati (28.535.923,86 euro) per una dotazione complessiva del Piano pari a 94 milioni di euro. Il programma privilegia l’affitto a lungo termine e contiene interventi immediatamente cantierizzabili per fornire una riposta immediata ai bisogni dei cittadini. Gli interventi sono volti ad incrementare il patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l’offerta di abitazioni di edilizia residenziale sociale, da realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati. Gli alloggi da destinare alla locazione dovranno essere offerti a canone concordato ai cittadini in possesso dei requisiti previsti per accedere all’edilizia residenziale pubblica agevolata, a favore di particolari categorie sociali (indicate all’art. 11 del D.L. n. 112/2008 – L. n. 133/2008): nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito, giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, studenti fuori sede; soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio; immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale o da almeno cinque anni nella stessa regione. “E’ un intervento imponente in grado di fornire risposte tempestive ed efficaci per garantire il diritto alla casa – ha dichiarato il presidente Vendola -. Gli alloggi che forniamo sono realizzati in base a principi di sostenibilità ambientale con un punto di equilibrio tra recupero delle vecchie case e costruzioni di nuovi alloggi. Un approccio che riflette le nostre politiche abitative orientate a fornire una risposta alla domanda di case, ma anche alle istanze di una migliore qualità della vita”. “Siamo finalmente giunti alla conclusione di un percorso – ha spiegato Barbanente – che è stato concertato e condiviso con un ampio partenariato istituzionale e socioeconomico, che ci ha consentito di individuare le grandi città pugliesi quali destinatarie delle risorse del Piano nazionale di edilizia abitativa”. Articoli correlati: Case o palafitte? Situazione disperata per 23 famiglie La crepa? Basta coprirla e il problema sparisce

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