Il futuro di Mercaflor: gestione diretta, no quote ai privati

Taviano. Indiscrezioni sulla trattativa del Comune con la Provincia per acquistarne le quote

Giro di boa in vista per il più grande mercato di fiori del Salento. Mercaflor srl, di proprietà per il 45% della Provincia di Lecce, il 37% del Comune di Taviano, sarebbe alla vigilia di una rivoluzione voluta dal sindaco Carlo Portaccio, intenzionato da una parte ad arginare le perdite e a lavorare in economia, dall’altra ad evitare l’alienazione di un patrimonio collettivo. Mercaflor infatti è il cuore del florovivaismo del sud Salento, in una cittadina rinomata in tutta Europa come città dei fiori. La passata amministrazione guidata da D’argento aveva deliberato (atto di indirizzo formulato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 4 del 11/03/2011) di vendere le quote della Mercaflor di proprietà del Comune. Portaccio invece, con una vera e propria sterzata politica, ha prima deliberato di revocare quella delibera, poi, ma questa è solo un’indiscrezione che il sindaco lascia intendere, senza confermarla alla cronista, avrebbe attivato una trattativa con il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, per acquistarne le quote, pari al 45% dell’azionariato. L’intenzione è proprio quella di portare Mercaflor agli antichi fasti e alla mission originaria. La floricoltura è da molti anni nel territorio di Taviano una delle principali attività economiche agricole, sviluppatasi a partire dalla prima metà degli anni ’70, gli anni d’oro dei fiori, in cui molte aziende sono cresciute, fino a divenire leader del settore portando il proprio prodotto oltre i confini salentini, affermandosi così come protagonisti di un’importante fetta di mercato, distribuita sul territorio nazionale. Questo florido sviluppo ha da un po’ di tempo in qua, dato il via all'uso del marchio ufficiale di controllo di qualità a “TAVIANO CITTÀ DEI FIORI”, allo scopo di caratterizzare e valorizzare la vasta gamma di prodotti tipici della floricoltura : gladioli, alstroemerie, gigli, gerbere, tulipani, garofani, petunie, calle e rose solo per citare alcune delle varietà che con la loro alchimia cromatica abitano il mercato dei fiori di Taviano 4 giorni su 7. Gli addetti al settore dell'agricoltura in Taviano sono circa 3.000 (un’altissima percentuale, se paragonata al numero di addetti al settore artigiano-manifatturiero o del commercio), molti dei quali, giovani figli di capoaziende ancora di prima generazione, che dal niente hanno costruito, petalo dopo petalo, una realtà capace di garantire una continuità produttiva che ha differenziato la realtà tavianese, conferendole il marchio di qualità. Il ’99 è l’anno dell’istituzione della società MERCAFLOR s.r.l., la cui mission è offrire agli operatori del settore servizi innovativi ed in linea con le esigenze del commercio moderno, con l’obiettivo di garantire la valorizzazione e la promozione dei prodotti locali, la promozione della ricerca e dello sviluppo tecnologico del settore, oltre alla trasparente ed equilibrata formazione dei prezzi. Il Mercato dei Fiori della città di Taviano, con i suoi 8.000 metri quadri di copertura,(struttura di proprietà comunale) destinato alla produzione e all’ingrosso, si è qualificato, quindi, come uno dei più importanti centri di commercializzazione delle produzioni florovivaistiche dell’Italia del Sud, merito di un ampio ventaglio d’offerta di fiori recisi, fronde verdi e foglie, piante ornamentali, oltre ai prodotti per i fioristi. La società Mercaflor è composta da diversi soggetti pubblici, in primis Provincia di Lecce e Comune di Taviano, e privati, ai quali si è, in un secondo momento, affiancato anche il Comune di Leverano, la Regione Puglia e la Camera di Commercio, che seppur non partecipando alla compagine societaria, sono stati da sempre vicini al settore. Qualcosa, però, non deve essere andata nel verso giusto ed ha guidato il destino di Mercaflor ad essere serbatoio prima e simulacro poi di aspettative col tempo clamorosamente smentite e svuotate di contenuto, a tal punto da divenire un mero burocratico apparato macchinoso che negli ultimi anni ha prodotto solo debito. Che gli obiettivi di Mercaflor siano stati disattesi è una congettura o una palese realtà? Dalle voci raccolte in giro di chi tra i fiori ci vive ogni giorno e ci si costruisce una famiglia ed un futuro si direbbe di no. Che ne sarà quindi di Mercaflor? Si chiedono in tanti, dopo la clamorosa e tanto chiacchierata tentata (s)vendita delle quote societarie (asta andata poi, lo ricordiamo, deserta) ad opera della precedente Amministrazione comunale. Quello che in questi giorni sta accadendo è un’importante trattativa con la Provincia, ad opera della nuova Amministrazione comunale di Taviano, guidata dall’avvocato Carlo Portaccio, che già in campagna elettorale si riprometteva di perseguire l’obiettivo di una significativa “.. riduzione delle spese, un ritorno in economia per Mercaflor, attraverso una gestione diretta da parte del Comune, così come già avviene per il mercato dell’Ortofrutta con una nuova nomenclatura economica. L’epilogo finale è quello che il mercato dei fiori debba essere rilanciato con un piano industriale, ma fatto bene, non creare un Consiglio di amministrazione, tanto per dare incarichi a livello clientelare”. Spiega, l’assessore Eliano Olive (delega all’Agricoltura floricoltura – mercato dei fiori e rapporti con Mercaflor, promozione “Taviano città dei fiori”, servizi ambientali): “Premesso che negli anni la società, complici la congiuntura economica e di settore, nonché scelte gestionali non oculate, era continuamente passiva, non riuscendo più a coprire i costi con i ricavi, siamo fermamente convinti che gli operatori del comparto, veri pionieri della floricoltura pugliese, non meritino la cessione della gestione mercatale a soggetti privati, che questa non sia un atto di giustizia nei confronti di chi abbia dato i natali a questo settore e a chi col quotidiano lavoro ha contribuito all’attribuzione della denominazione di Città dei fiori al Nostro Comune. Siamo convinti che gli amministratori di Taviano non si possano spogliare delle incombenze di supporto all’attività dei floricoltori, come siamo convinti che non possono esimersi dal loro potere – dovere di indirizzi e controllo di un settore trainante dell’economia tavianese. Ebbene, la nostra maggioranza, in linea con il proprio programma elettorale, intende manifestare una discontinuità piena con l’operato della precedente amministrazione, attraverso l’inversione del senso di marcia del cammino amministrativo fin qui intrapreso di uscire dalla compagine societaria di Mercaflor ed esprime la piena volontà di non cedere le proprie quote a privati, in modo tale da poter continuare a esercitare tutti i poteri che le competono, primo fra tutti il potere di controllo sull’attività del servizio pubblico e di mercato dei fiori tavianese e, se possibile, il potere di indirizzo nelle scelte di settore, soprattutto in un periodo in cui occorrono scelte politiche forti e coraggiose per lo sviluppo e il rilancio dell’economia”. Formula di gestione diretta senza consiglio di amministrazione, riduzione delle spese, smantellamento di sovrastrutture e carrozzoni politici: queste, quindi, le parole-chiave, stando all’intenzione del nuovo primo cittadino Portaccio e della sua maggioranza, che il 27 settembre scorso ha deliberato, in Consiglio comunale, la revoca della dismissione delle quote di partecipazione alla Mercaflor Srl (atto di indirizzo per la revoca precedente atto di indirizzo formulato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 4 del 11/03/2011). Detto questo, ci chiediamo: Taviano, vivace fulcro di produzione florovivaistica vivrà una svolta, apporterà quell’innovazione che potrebbe essere foriera di nuovi tempi migliori? Solo il tempo è galantuomo ed il tempo saprà giudicare, che dire altro? Se son rose, fioriranno.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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