Antonio Capone: 'Lecce è una latrina'

Lecce. La denuncia dell'ex assessore della giunta Poli e candidato sindaco di Lecce sulla sporcizia del centro storico e delle marine

LECCE – Indossati gli abiti del reporter e macchinetta fotografica alla mano, il rappresentante della lista civica “Verso Lecce” denuncia le nuove abitudini del popolo della notte. Rispondono ai propri bisogni fisiologici proprio lì, dove si trovano. Il fatto che poi lo facciano preferibilmente in prossimità delle edicole non è confortante per noi giornalisti. Ma come dar loro torto? Il livello della libertà d'informazione in Italia è agli ultimi posti nella classifica mondiale, ben al di sotto di quelli occupati da paesi dell'Africa nera. Inoltre, come abbiamo denunciato più volte, è impossibile trovare nel centro del capoluogo servizi igienici pubblici aperti, funzionanti e puliti. Semplicemente non ci sono. Dapprima cominciarono a chiamare Lecce “Porta d’Europa”; poi vennero allargati i confini e qualcuno parlò di “Città del mondo”. Subito dopo, per non farci mancare a, fu la volta dello “sbocco sul mare”, del “Corridoio per San Cataldo”, al fine di dare vita a “Lecce Lido” o, niente poco di meno che, alla “Riviera di Lecce”, includendo le marine del capoluogo. Parole roboanti, smancerie linguistiche che servono soltanto a riempirsi la bocca in qualche conferenza stampa. I leccesi sono stanchi di essere presi in giro e non sono pochi quelli che ci accompagnano per mostrarci il degrado in cui versano la nostra città e le sue marine, nell’amara consapevolezza che, se fossero stati spesi tutti i denari giunti dall’Unione Europea per riqualificarle e migliorarle, dovremmo essere diventati un’altra “Città eterna”. La “Porta d’Europa”? La possiamo vedere tutti, nei pressi di Porta Napoli, accanto a cui si nota un orinatoio e cielo aperto che accoglie, con i suoi miasmi, tutti i turisti che scendono nei pressi dell’Obelisco e da lì raggiungono il centro storico. Da mesi e mesi, un bugigattolo, ex rivendita di frutta e bibite, ha abbassato le saracinesche e l’unica funzione a cui assolve è quella di colmare l’assenza di bagni pubblici nella “Città del Mondo”…

Lecce latrina Antonio Capone

La “Riviera di Lecce”? Spostiamoci a San Cataldo e resteremo esterrefatti dalle montagne di alghe accatastate nei pressi della darsena. Un’autentica alterazione visiva del paesaggio o, meno romanticamente, una discarica a cielo aperto. Mi chiedo: se un privato cittadino avesse, nei suoi terreni, ammassati in pittoresche colline, rifiuti quali sono le alghe, da conferire in discarica, non prenderebbe multe milionarie?

Alghe a San Cataldo
Alghe a San Cataldo 2
Alghe a San Cataldo 3

E per non farci mancare a, di fronte a questi enormi panettoni hanno anche organizzato il mercato della domenica, nella cosiddetta “Marina dei leccesi”, guardandosi bene, ovviamente, dal portare almeno un paio di bagni chimici. E già, non ce ne è bisogno: a due passi, proprio alle spalle, c’è una confortevolissima pineta… Tanto Lecce, per loro, un domani diventerà anche “Città della natura”! Antonio Capone candidato sindaco di Lecce

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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