Non c’è crescita senza Meridione

Come ha affermato qualche giorno fa il Presidente Napolitano non si può crescere senza l’apporto “decisivo” delle risorse del Mezzogiorno

Ovviamente in tempo di crisi a farne le spese è sempre il più debole… Ma chi non vuole che il Mezzogiorno si affermi e diventi parte integrante di una nazione degna di avere una popolazione omogenea e pronta a fungere da protagonista in un mercato sempre più ampio e competitivo? Come ha affermato qualche giorno fa il Presidente Napolitano non si può crescere senza l’apporto “decisivo” delle risorse del Mezzogiorno… E di risorse il Mezzogiorno ne ha tante, una fonte di sviluppo consolidata è rappresentata dalle energie rinnovabili in cui la Puglia si attesta leader sia nella produzione di energia da impianti fotovoltaici che nella produzione di energia eolica. Ma non solo, in Puglia quando si parla di fonti di sviluppo si parla di turismo sempre più destagionalizzato ma anche di industria del cinema, di siderurgia e di meccanica, per arrivare a settori più sofisticati quale quello dell’aerospaziale. La Puglia potrebbe sostenere un ruolo da Regione trainante ed il Mezzogiorno, per vicinanza geografica e per apertura culturale, potrebbe rappresentare quel “famoso ponte” verso il Mediterraneo volto a cogliere le dovute opportunità in un’area di libero scambio dove tutto è ancora in fase di definizione. Ma per uscire dall’attuale impasse economica, come sottolinea il rapporto Svimez 2011, è necessario promuovere una politica industriale specifica per il Sud con risorse adeguate ricorrendo ad una fiscalità di vantaggio contrastando, a mio avviso, anche chi possa temere un’eccessiva concorrenza da parte delle aziende del Sud! Non c’è più tempo, occorre una visione d’insieme del Paese con l’obiettivo di un riposizionamento dell’economia italiana, e per questo lo sforzo dei Governi locali non basta ed è necessario che il Governo centrale adotti, una volta per tutte, misure di serietà e di responsabilità.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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