Il Lecce conquista un punto d’oro a Genova

Primo pareggio del Lecce targato Eusebio Di Francesco; al Marassi i giallorossi conquistano un punto prezioso al cospetto del Genoa di Rodrigo Palacio

Coriaceo, compatto, pratico ed essenziale fino a sfiorare i picchi più elevati del pragmatismo calcistico. Per il bel gioco e i gol da cineteca pare si debba attendere ancora allungo, ma è attraverso le “bellicose” virtù agonistiche che il Lecce,dinanzi alla bolgia del Marassi, strappa al Genoa il primo pari dell’era Di Francesco col risultato di 0 – 0. Palese e lampante già da settimane che il Lecce non potesse più indugiare nel guardarsi allo specchio in attesa di piacersi e di aspettare quello sgargiante vestito di ricami, merletti e fraseggi che avrebbero dovuto consegnare ai giallorossi le chiavi di un gioco basato sul possesso palla. Roba per gente navigata; oggi questo Lecce ha disertato l’esame di “eleganza e preziosismo” superando a pieni voti l’esame dello spirito di abnegazione, del sacrifico e soprattutto dell’umiltà. Il pareggio a reti bianche è figlio delle prestazioni maiuscole di tutto il pacchetto arretrato, abile ad aver difeso con le unghie e con i denti la porta del buon Benassi, autore di alcuni interventi provvidenziali per le sorti del match. Fortuna che nel calcio non si assegnino vittorie ai punti, perché i nove calci d’angolo battuti solo nel primo tempo dagli uomini di Malesani e il clamoroso palo di Jorquera a dieci minuti dal triplice fischio, lasciano ben intendere quale tipologia di partita il Lecce abbia dovuto affrontare. Una gara sempre in mano al Grifone dove le rare sortite offensive giallorosse, orfane delle giocate di David Di Michele, hanno messo in luce i gravi limiti tecnici dell’attacco di mister Di Francesco. Primo tempo: il Genoa attacca ma il risultato non si sblocca. Il solo Palacio non basta. La gara, arbitrata da Gava di Conegliano, è condizionata da un terreno di gioco ridotto ai limiti della praticabilità a causa delle zolle ballerine e della sabbia presente sul manto erboso. Le due formazioni si presentano entrambe con un 4-3-1-2 dove Grossmuller da una parte e Merkel dall’altra sono i collanti tra centrocampo e attacco. Il Lecce in difesa schiera un quartetto quasi obbligato composto da Oddo,Esposito,Tomovic e Mesbah complici gli infortuni di Diamoutene,Carrozzieri e Ferrario. A centrocampo i mediani Strasser, Obodo e Giacomazzi rappresentano la linea mediana tutto corsa e muscoli. Il primo brivido è di marca rossoblu al 4° minuto con Merkel che, su passaggio dall’ out destro di Kucka, scalda le mani di Benassi abile a deviare in corner. La risposta del Lecce non si fa attendere e dopo appena due minuti, Mesbah si libera grazie all’astuto velo di Grossmuller e lascia partire un tiro che sorvola la traversa. La conclusione del franco-algerino, tra i migliori in campo, rimane l’unico sussulto del primo tempo; il resto è un monologo rossoblu con Palacio assoluto protagonista di tutte le trame offensive della formazione di Malesani. L’argentino è una spina nel fianco per la retroguardia salentina, unico funambolo dei 22 in campo capace di aprire brecce nel muro giallorosso. Fino al fischio che manda tutti negli spogliatoi si gioca ad una sola porta e il Grifone colleziona una serie di corner i quali non producono gli effetti sperati. Secondo tempo: anche quando il Genoa rimane in 10 uomini il Lecce non riesce a pungere e rischia la sconfitta. Nella ripresa si torna in campo con gli stessi uomini per ambo le squadre e la gara prosegue sulla falsa riga della prima frazione con il Genoa sempre padrone del campo. Le iniziative sterili dei locali regalano ripartenze ai leccesi che al 51° sciupano l’unica nitida palla gol con Pasquato; l’azione, nata da un “dai e vai” tra Giacomazzi e Grossmuller libera il talentino scuola Juventus, che dal centro sinistra, batte a colpo sicuro sul secondo palo mancando incredibilmente lo specchio. Dal 60° in poi ha inizio la girandola di cambi, con i due tecnici che tentano di vincere la gara cambiando gli interpreti d’attacco senza però incidere sul risultato finale. Anche l’espulsione a un quarto d’ora dalla fine di Kaladze per doppia ammonizione in seguito a proteste reiterate, non sposta gli equilibri del match e il Genoa continua il suo forcing nella metà campo avversaria. A un minuto dalla fine il volo plastico di Benassi, attento nello sventare una punizione dai 30 metri di Jankovic, chiude le velleità e permette al Lecce di muovere la classifica e arrivare a 4 punti. Di certo l’astinenza dal gol e la “piccolezza” del reparto avanzato, d’ora in avanti obbligherà il “vecchio” Di Michele a fare gli straordinari. Ma almeno per oggi, lamentarsi, non vale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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