La crepa? Basta coprirla e il problema sparisce

IL REPORTAGE. Ugento. Infiltrazioni d’umido e problemi strutturali mettono a rischio la vita di 300 famiglie. Lo Iacp non risponde

UGENTO – In via Edison, ad Ugento, il Tacco c’era stato sei anni fa, quando una crepa mise in allarme i residenti nella palazzina che venne evacuata fino alla realizzazione di un intervento di messa in sicurezza. I residenti nella zona ci dissero che uscivano di casa con un nodo allo stomaco perché non sapevano se l’avrebbero più rivista lì, la loro casa, a fine giornata. Poi i lavori di sistemazione sono stati eseguiti. Ed ecco che, quando il crollo della palazzina di Barletta è ancora storia presente, abbiamo deciso di fare ritorno in quel rione. Per vedere di persona i lavori eseguiti e sentire se i residenti si sentono più sicuri. La risposta è no. I lavori di messa in sicurezza si sono ridotti ad un po’ di stucco a coprire la crepa. I segni si vedono perfettamente, appena ci si avvicina. E’ facile capire che non c’è stata né la cura né l’interesse a realizzarlo a dovere. La palazzina, ma non solo questa, ha problemi strutturali. Le radici degli alberi vicini hanno reso il pavimento totalmente insicuro. Per i tanti bambini e per gli anziani che vivono nel quartiere è un vero pericolo. Molte mattonelle sono state divelte e sono state lasciate lì; le crepe nei muri sono profonde. Non si sa quanto le stesse pareti reggeranno, in queste condizioni. E’ questa la messa in sicurezza statica che lo Iacp è stato in grado i garantire ai condomini? Continuiamo il nostro giro e ci spingiamo fino alle palazzine di via Sabin. Qui il problema sono le infiltrazioni di umido. Ci sono da sempre. Ma nonostante le continue segnalazioni, l’Istituto case popolari ha ignorato il pericolo. Fernando da dieci anni abita uno degli appartamenti della palazzina di via Sabin. Con lui ci sono la moglie e tre figli, di cui due in età di scuola. Ogni giorno lotta con le crepe e con l’acqua che bagna le pareti. “Anche se le copro – dice – riaffiorano subito dopo, perché il problema andrebbe risolto alla radice. Ma quando scriviamo o telefoniamo allo Iacp, ci ignorano”. Ma Fernando ha paura; teme per l’incolumità della sua famiglia, “perché l’umido, si sa che è pericoloso ed è meglio non scherzare”. Problemi strutturali ci sono anche negli appartamenti a schiera di via Einstein, La signora Patrizia ci vive con la sua famiglia da 30 anni; sono otto in tutto. In casa ci sono anche dei bambini. Lo Iacp le ha consegnato l’appartamento prima ancora di concluderlo e poi non si è mai più fatto vivo; “Non c’è mai stato il cancello e molti lavori li abbiamo terminati noi”. Però adesso non ci sono soldi per sistemare il pavimento del cortile, che sta gradualmente cedendo mentre le mattonelle stanno saltando via. Crepe profonde nei muri e per le scale sono la norma. E non c’è molto da fare se non andare via. Magari all’estero. Come ha già fatto il figlio della signora. La sua giovane moglie e la sua bambina lo raggiungeranno presto. Ad Ugento in tutto 300 famiglie abitano le case dello Iacp. In tutte le palazzine si riscontrano i problemi di cui abbiamo parlato. Aprire gli occhi e le orecchie di fronte alle segnalazioni di pericolo è una questione di coscienza, oltreché un dovere. Articolo correlato: Case o palafitte? Situazione disperata per 23 famiglie

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