Mafia e politica. Bellanova interroga i ministri

Roma. La deputata ha inviato un’interrogazione per fare chiarezza sui rapporti tra la politica leccese e la Scu

ROMA – Obiettivo: vederci chiaro su presunti contatti tra gli ambienti politici leccesi e quelli della criminalità organizzata. L’esigenza diventa ancora più forte in seguito agli effetti determinati dall’operazione “Augusta”. Ed allora, come preannunciato nei giorni scorsi la deputata salentina del Pd Teresa Bellanova ha presentato alla Camera dei Deputati l’interrogazione parlamentare indirizzata ai ministri degli Interno Roberto Maroni e della Giustizia Nitto Palma. Di seguito il testo dell’interrogazione: INTERROGAZIONE a risposta in Commissione BELLANOVA – Al Ministro dell’Interno, al Ministro della Giustizia. Per sapere, premesso che: – durante la notte di martedì 4 ottobre 2011 i Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, di concerto con i Militari del Ros hanno portato a compimento un’importante operazione, denominata “Augusta”, che ha sgominato, con circa 45 arresti, una vasta organizzazione criminale, radicata nel territorio e nella realtà salentina, rinviabile alla già conosciuta sacra corona unita. In più di quattro anni di indagini le forze dell’ordine hanno documentato il processo di riorganizzazione di uno dei clan storici della sacra corona unita. Le accuse emesse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Da quanto si legge sui media sembrerebbe che il clan avesse conquistato il monopolio del mercato degli stupefacenti, soprattutto cocaina, si legge “da spacciare tra i politici e rampolli della Lecce bene”; – da quanto riportato dagli organi di stampa sembrerebbe emergere un rapporto sistematico tra figure politiche locali ed ambienti della sacra corona unita per l’approvvigionamento di cocaina; – tali notizie hanno destato un enorme clamore tra i cittadini e gli stessi amministratori del Comune di Lecce tanto da riempire quotidianamente le pagine dei giornali locali e regionali; – in un comunicato stampa, diffuso sabato 8 ottobre ed a firma del Procuratore della Repubblica di Lecce, dottor Cataldo Motta, si legge “non è stata intercettata e non c'è negli atti delle indagini alcuna conversazione telefonica o tra presenti e non è risultato – neanche durante i servizi di osservazione – alcun contatto dal quale possa ritenersi, ricavarsi o comunque desumersi che- alcun politico […] avesse acquistato, acquistasse o dovesse acquistare qualsivoglia tipo di droga ovvero ne avesse fatto, ne facesse o dovesse farne uso. Le uniche conversazioni cui partecipino esponenti della politica o nelle quali a loro si faccia riferimento trattano esplicitamente di argomenti leciti”; – il rispetto per le Istituzioni ed in particolare per il locale Procuratore dottor Cataldo Motta induce a ritenere assolutamente veritiere e quindi indiscutibili le affermazioni diffuse a mezzo comunicato stampa, ma esiste un dato oggettivo che rinvia alle informazioni pubblicate, in questi giorni, dagli organi di stampa ricche di tali e tanti particolari che si ritiene non possano essere frutto di ricostruzioni giornalistiche fantasiose. Facendo fede a ciò che asserisce la Procura, risulta ipotizzabile, dunque, che le notizie alle quali hanno fatto riferimento i professionisti della stampa possano avere origine da una fonte investigativa; – nel corso di una conferenza stampa tenuta il 5 ottobre il Procuratore Motta ha giustamente asserito che “se non vogliamo perdere la battaglia in partenza con la malavita organizzata, ci vogliono indagini costanti ed aggiornate […] e soprattutto un cambio di mentalità”. Proprio a tal fine, a parere dell’interrogante, instaurare frequentazioni, da parte di un amministratore locale con soggetti che rinviano a mondi legalmente torbidi, anche quando non hanno rilevanza penale, non è materia che può attenere alla sola sfera privata ed alle coscienze individuali, ma interessa la collettività. Il rapporto tra criminalità e politica risulta essere attività assolutamente incompatibile, poiché un amministratore pubblico dovrebbe rappresentare un esempio per la cittadinanza e non dovrebbe essere soggetto a nessun tipo di ricatto e/o condizionamento. Persone che entrano in contatto con ambienti criminali possono piegarsi, invece, al meccanismo del “do ut des” pur di soddisfare esigenze personali che a hanno di attinente rispetto all’interesse collettivo che un amministratore pubblico dovrebbe rappresentare; – appare singolare e comunque degno di essere chiarito all'opinione pubblica, ad esempio, la circostanza che i giornali abbiano diffusamente parlato di rapporti tra uomini politici e delle istituzioni con l'ambiente dei malavitosi della s.c.u., ed inoltre anche di società come la Iron Service che avrebbero conquistato il monopolio in un settore assai delicato e lucroso, qual è il servizio di ordine e vigilanza in relazione a fiere e manifestazioni pubbliche anche gestite o finanziate dal Comune di Lecce. Tra le notizie diffuse dai mezzi della informazione si accenna infatti a rapporti privilegiati che i gestori o i titolari di quella società avrebbero intrattenuto con uno o più uomini politici e delle Istituzioni locali. Appare necessario quindi, anche in presenza di rassicuranti dichiarazioni del procuratore Motta, conoscere se gli organi delle investigazioni abbiano effettuato accertamenti approfonditi in quella direzione, anche per porre la Magistratura inquirente nelle condizioni di svolgere fino in fondo il proprio delicato e difficile ruolo; – in una fase di dilagante sfiducia verso le Pubbliche Istituzioni risulterebbe più che opportuno, nei confronti dell'intera cittadinanza leccese, chiarire tutti gli aspetti di questa delicata vicenda, fugando ogni minino dubbio in merito ad eventuali rapporti tra politica e criminalità; se i Ministri interrogati non ritengano opportuno, ciascuno nel proprio ambito di competenza, intervenire, e quindi riferire in merito alla vicenda sopra esposta, per chiarire se gli investigatori, per le ragioni che dovranno essere comunque accertate, abbiano omesso di riferire, nella informativa ufficiale diretta al Procuratore della Repubblica di Lecce, in ordine a frequentazioni e contatti tra esponenti della criminalità organizzata e persone del mondo politico e della amministrazione comunale di Lecce, ovvero su rapporti preferenziali accordati da amministratori a soggetti imprenditori non estranei al mondo della criminalità organizzata, sulla base di dati emersi nel corso delle investigazioni medesime. Bellanova Articoli correlati: Test antidroga a Palazzo Operazione Augusta

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