Case o palafitte? Situazione disperata per 23 famiglie

Casarano. REPORTAGE. Allagate da anni, infinite richieste d’aiuto senza risposta. Dichiarate ‘agibili’ per necessità

Vive al civico 5 di via Montale da 26 anni e in tutto questo tempo non è mai cambiato a. Cioè, ogni volta che ha avuto bisogno di effettuare piccoli o grandi lavori di ristrutturazione dell’appartamento, se l’è dovuta vedere da sola, mettendo mano al proprio portafogli o contando sull’aiuto dei figli. Ma dallo Iacp, a cui pure ha inviato decine di raccomandate negli anni, hanno sempre scosso le spalle e sminuito il problema, rispondendo che non c’erano soldi a disposizione per l’intervento.

Casarano via Montale 5_il balcone

Casarano, via Miglietta 5. I calcinacci del balcone sono caduti

Casarano via Montale 5_il balcone 2
Casarano via Montale 5_il balcone 3

E la stessa cosa s’è sentita rispondere quando ha sollecitato la messa in sicurezza dell’appartamento. Perché l’umido in casa c’è sempre stato ed i muri anneriti pure, ma da maggio la situazione si è ulteriormente aggravata (l’ultima raccomandata inviata è datata 22 giugno 2011; nessuno ha mai risposto). Intonaco ed interi pezzi di muro si sono staccati cadendo giù dalla pensilina del balcone; è stato solo un caso se nessuno si è fatto male. A vivere in queste condizioni la signora Franca Petruzzi, 69 anni, vedova, proprio non ce la fa. Ogni giorno che passa, guarda dalla finestra la sua casa cadere a pezzi e non riesce a star tranquilla.

Casarano via Montale 5_il soffitto

L'umido ha inzuppato pareti e soffitto L’umido che affiora dai sotterranei bagna le pareti di tutte le stanze, annerisce i soffitti, rosicchia gradualmente il bianco della pittura di un tempo e la sensazione è di essere prigionieri in casa propria. In alcune stanze è diventato impossibile accendere la luce; “Quando si schiaccia l’interruttore, salta tutto”; e poi può essere pericoloso; meglio quindi togliere le lampadine.

Casarano via Montale 5_il corridoio

La luce salta per la troppa umidità E poi ci sono giorni in cui l’odore forte di umido dà alla testa; soprattutto quando fuori è scirocco ed anche aprendo le finestre, è difficile cambiare l’aria nelle stanze.

Casarano via Montale 5_il bagno

Il bagno. Il nero avanza Al sopralluogo di venerdì scorso, i vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile l’appartamento della signora Petruzzi e l’intera palazzina; altrettanto avevano fatto i tecnici comunali in una visita di un po’ di tempo fa. Ma lo Iacp, presente venerdì al controllo, ha ammesso di non avere a disposizione altre sistemazioni per i residenti nello stabile e per questo di essere costretto a dichiararlo agibile. L’umido che affiora dalle pareti è problema comune anche alla signora Maria Fasano, che abita da sola in un appartamento al civico 1. Nel suo caso il problema riguarda soprattutto i muri esterni, in molti casi gonfiati dall’umidità o anneriti o resi “verdi” per il muschio che vi è cresciuto sopra.

Casarano_via Montale 1_il muro umido

Casarano, via Montale 1. L'umido ha gonfiato le pareti esterne Antonio D’Aquino e Giulia De Marco, nello stesso stabile, sono costretti a lavare ogni giorno le pareti annerite. “Ma appena finiamo di strofinare, l’umido è di nuovo lì; i muri ed i soffitti sono ormai completamente imbevuti d’acqua”.

Casarano casa D Aquino_muro umido

Casa D'Aquino. Il muro ritorna nero nonostante sia sempre lavato Dopo una visita agli scantinati, tutto diventa più chiaro. L’aria è pesante ed è difficile respirare; l’odore forte di umido travolge chiunque si avvicini all’entrata. Sembra di stare per strada dopo un acquazzone, ma oggi non piove e questa è la norma.

via Montale, scantinato_i pilastri

Gli scantinati. La discesa agli inferi Il tetto è stato assicurato nel corso del sopralluogo di venerdì, ma come sostegno sono stati improvvisati dei pilastri in mattoni di cemento, incastrati con dei blocchetti di legno; facile capire che berranno l’acqua in poco tempo e presto diventeranno insicuri.

via Montale, scantinato_i pilastri 2
via Montale, scantinato_i pilastri 3

Man mano che ci si addentra nel corridoio del sotterraneo, l’aria si fa sempre più irrespirabile. Non c’è luce. Non sanno dire se sia saltata per l’eccessiva umidità o se non c’è mai stata. Ad ogni modo, ci si muove con una torcia. Nonostante l’illuminazione precaria, è facile vedere l’acqua che ricopre il “pavimento”, uno strato d’acqua di un centimetro che in alcuni casi diventa più profondo. Dal soffitto, alcune travi fuoriescono; altre sono spezzate e si vedono i lembi che hanno ceduto; alcuni sostegni sono in legno, praticamente delle spugne piene d’acqua; altri sono in metallo, ma sono anneriti o arrugginiti e sono “a vista”, perché l’intonaco o la muratura sono venuti via. A tre quarti del percorso, c’è una buca per terra. L’hanno scavata, venerdì scorso, i tecnici dello Iacp, sempre nel corso del sopralluogo. E’ una specie di “fogna a perdere”, un vero e proprio pozzo realizzato per farvi confluire l’acqua in eccesso. Un modo per nasconderla, l’acqua, anziché assorbirla. Un modo per rimandare ancora il problema e fare spallucce.

Casarano, via Montale, scantinato_buca per terra

“Da almeno 10 anni – dice Remigio Venuti, per due mandati sindaco di Casarano – abbiamo chiesto ufficialmente che intervenisse lo Iacp, proprietario degli appartamenti. Ma non abbiamo mai ricevuto risposta”. Ce lo conferma Anselmo Antonaci, il funzionario comunale responsabile dell’ufficio tecnico: “Il servizio case del Comune e i servizi sociali si sono più volte attivati per chiedere sopralluogo e lavori di ristrutturazione, ma senza mai avere riscontro”. “Venerdì scorso, avendo sollecitato per l’ennesima volta lo Iacp senza aver avuto riscontro – dice Francesco Memmi, avvocato degli abitanti di via Montale – ho consigliato di chiamare i vigili del fuoco. Così, sull’onda emotiva della tragedia di Barletta sono arrivati tutti. Hanno messo dei puntelli di legno inadeguati. Marciscono i muri, figuriamoci il legno”. Questa è la situazione che si vive da anni in quattro palazzine di via Montale, per un totale di 23 appartamenti. I vigili del fuoco, venerdì, hanno dichiarato che è necessario agire in fretta per risolvere il problema e che bisogna evacuare tutti e quattro gli stabili. Perché questi sono costruiti in maniera tale che al crollo di uno, seguirebbe il crollo di tutti.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!