Settore pubblico in piazza con la Cgil

A Roma la grande manifestazione, voluta dalla Cgil, dei lavoratori della Funzione Pubblica. Contro i tagli ai servizi, per un cambio di rotta

I lavoratori della funzione pubblica scenderanno in piazza oggi a Roma per una grande manifestazione promossa dalla Cgil per difendere il lavoro ed i servizi pubblici. Dal Salento sono in arrivo quattro pullman nei quali c'è anche Antonella Cazzato, segretaria confederale della Cgil Lecce: “È il momento di far sentire la voce di queste persone; – ha dichiarato la Cazzato – lavoratori della Pubblica Amministrazione, della Sanità, della Scuola sono oggi insieme per dire no ad un sitema che pensa solo a togliere e indebolire con dei tagli di fondi senza criterio. La manovra finanziaria appena approvata non da scampo a tutte queste categorie che, tra l'altro, sono le più vessate da tasse e imposte”. La polemica sollevata dalla Cgil investe anche le scelte in ambito di comunicazione intraprese dal Governo: “un governo che fa campagne pubblicitarie contro l'evasione fiscale (“Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti, con servizi pubblici”, recita uno spot a nostro avviso ridicolo), non può permettersi di attaccare, per l’ennesima volta, il lavoro pubblico. – spiegano dal sindacato – È un controsenso: perché i lavoratori del pubblico impiego non possono evadere le tasse”. Quando abbiamo chiesto ad Antonella Cazzato quali possano essere le soluzioni al problema, non ha esitato: “Investimento vuol dire crescita. Oggi i lavoratori pubblici non possono garantire un servizio degno di questo nome ai cittadini. I tagli al personale stanno riducendo all'osso le funzioni della nostra Sanità: chiedetelo a chi è in lista d'attesa. Scelte diverse si potrebbero vagliare, ma la strada aperta da questo Governo non fa altro che depotenziare l'area del lavoro pubblico, dalla Scuola alla Sanità, passando per la Pubblica Amministrazione”. Le conseguenze della crisi continuano ad abbattersi violentemente soprattutto nel Mezzogiorno, dove le nuove generazioni sono escluse dal lavoro, dal Welfare e dal diritto allo studio.

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