Alitalia. Gli azionisti salentini chiedono 25 milioni a premier e ministero

Lecce. La quota richeista sarebbe un risarcimento dei danni subiti per il ritenuto illecito smembramento ed il fallimento dell’ex compagnia aerea di Stato

LECCE – Nuovo importante capitolo da Lecce della querelle tra gli azionisti di minoranza della fallita compagnia aerea di Stato Alitalia ed il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Decine di azionisti di minoranza, rappresentati e difesi dall’avvocato Francesco D’Agata e dall’avvocato Francesco Toto, anch’egli azionista Alitalia e capofila degli interessati, chiedono a Berlusconi e al Ministero dell’Economia e delle Finanze 25milioni di euro come risarcimento dei danni subiti per il ritenuto illecito smembramento ed il sostanziale fallimento dell’ex compagnia aerea di Stato. Secondo Toto, la questione della privatizzazione di Alitalia sarebbe “la truffa del secolo magistralmente organizzata da Silvio Berlusconi in danno dei cittadini”. I legali hanno deciso di ricorrere all’istituto della mediazione introdotto di recente dal decreto legislativo 28/2010 sotto la forte spinta dell’ex Ministro di Giustizia Angelino Alfano, e ieri mattina hanno depositato le istanze presso la sede di Lecce del “Centro Nazionale di Mediazione e Conciliazione – Aprile Group S.r.l.”. La questione si dipana tra un processo civile incardinato nel 2009 innanzi al tribunale monocratico di Lecce ed una denuncia-querela, trasmessa per competenza territoriale alla Procura della Repubblica di Roma (che attende udienza innanzi al gip per la prevista discussione in Camera di Consiglio), nei confronti del premier Berlusconi, proposta dall’avvocato Toto. Il mediatore incaricato di gestire la controversia, Massimo Aprile, ha già fatto sapere che già da oggi provvederà a convocare le parti per l’incontro che quasi certamente si terrà entro la fine del mese corrente.

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