E i pazzi siete voi

CAFFE' NERO BOLLENTE. Per aprire i sei centri diurni per il disagio psichico è bastata una firma. E un cazziatone

Riaprono i sei centri diurni per il disagio psichico della provincia di Lecce. Dopo un tira e molla di quasi due mesi tra le famiglie dei malati e la Asl, e la temporanea chiusura dei centri, alla fine ieri Valdo Mellone, commissario straordinario della Asl leccese ha firmato. I centri riapriranno lunedì. Ma le famiglie, per ottenere la prosecuzione del servizio, hanno dovuto puntare i piedi, occupare la direzione generale della Asl, e anche alzare la voce. La domanda è: se Mellone ha firmato dopo l'occupazione, significa che era in suo potere farlo anche prima? Perché arrivare alla tensione sociale? Perché dare la sensazione, anzi, la dimostrazione ai cittadini, e proprio sul tema del diritto alla salute, perdipiù riguardante persone non autosufficienti, che si stia esercitando un potere discrezionale? Se voglio ti curo, e firmo, se non voglio no. Quelle famiglie esasperate avrebbero dovuto intonare la “Alice” di De Gregori. Ma solo il verso che recita: “E i pazzi siete voi”. Ecco il racconto di Luca Spagnolo, presidente dell’associazione delle famiglie delle persone con disagio psichico “Nuove Speranze” – San Cesario di Lecce: “Per giorni abbiamo avanzato formali richieste di chiarimenti e previsioni sulla tempistica di riapertura dei Centri. Non avendo mai avuto riscontro da parte della direzione generale della Asl, abbiamo optato per un incontro diretto con il commissario che, con toni sgarbati, ci ha messo alla porta, dichiarando che non avevamo il diritto di essere informati se non attraverso canali pubblici. È così che abbiamo deciso per l’occupazione della direzione generale e, in pochi minuti, il commissario, davanti ai nostri occhi, ha firmato l’atto che determina l’immediata riapertura”. Nella delibera, firmata ieri dal commissario Mellone, la riapertura dei sei centri diurni per il disagio psichico è prevista per il prossimo 10 ottobre e fino al 31 dicembre 2011, tempo entro cui si dovrà realizzare il piano di riordino del personale in maniera definitiva. Intanto domani 6 ottobre le famiglie incontreranno l’assessore regionale alle politiche della salute Tommaso Fiore, per contestare il piano di riordino e ribadire la richiesta di un servizio più prettamente sociosanitario e non esclusivamente medicalizzato.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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