Scurdammoce 'o pass auto

Quello che per tutti i leccesi resta solo un sogno, è realtà per 500 privilegiati: poter parcheggiare ovunque gratis. Tra questi, il vice sindaco Garrisi

Un permesso di sosta gratuito e illimitato, sia per tempo che per zona tariffata, si può definire, coi tempi che corrono e senza esagerare, un vero e proprio lusso. Soprattutto, poi, se parliamo di una città come Lecce, dove le strisce blu sono state dipinte oltre ogni limite dettato dal codice della strada: sugli incroci, invadendo le carreggiate e riducendo quasi all'estinzione le sempre più rare strisce bianche. Se poi ci aggiungiamo le tariffe, sempre meno accordi con il portafogli della gente comune, il possessore del tanto anelato permesso di sosta gratuito può dirsi una persona fortunata. Certo, rimarrebbe poi il compito volgare e ingrato, destinato indistintamente a tutti i mortali, di cercare un parcheggio libero. E già, un misero stallo sufficiente ad ospitare la propria auto; che disdetta avere il permesso di parcheggiare ovunque, gratuitamente, e non trovare un posto libero. È proprio quello che deve aver pensato il vice sindaco del Comune di Lecce Gianni Garrisi, lunedì pomeriggio scorso, quando di spazio per la sua Mini Cooper decappottabile ne ha trovato solo metà. Vero è che, rispettando la tendenza di buona parte dei leccesi, l'avvocato Garrisi abbia così voluto ridurre al minimo il margine di distanza che lo separava dal punto di arrivo: il suo ufficio in via Mantovano.

Il contrassegno del quale il vice sindaco leccese è munito è datato 2009 e fa parte dei circa 500 permessi che Sgm ha messo a disposizione del Comune. Non ci è dato sapere, però, i criteri secondo i quali sono stati assegnati. E soprattutto chi ne usufruisce. Sebbene i pass in questione risalgano al 2009, sono tutt'oggi validi perché, a differenza di quelli ordinari, non scadono ad ogni 31 di dicembre. Da ciò si potrebbe dedurre che chi ha ricevuto il contrassegno nel 2009 lo possegga ancora oggi. Il problema è che, mancando il rinnovo, viene a cadere il controllo sulla leggittimità dell'esenzione. Se nel 2009 un qualsiasi cittadino leccese ha meritato, secondo il Comune, di ricevere il permesso gratuito, non è detto che oggi, nel 2011, lo stesso individuo mantenga ancora i requisiti, peraltro sconosciuti, per i quali lo aveva ottenuto. Circa due anni fa, proprio sugli ambiti contrassegni, il PD aveva presentato una mozione con la quale richiedeva chiarezza e trasparenza all'amministrazione Perrone, ma è rimasta lettera morta. Così come a si sa, per ora, di chi siano i fortunati detentori dei permessi sempreverdi, nella città delle strisce blu.

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