Nella tavola calda, tre dipendenti ‘in nero’

L’imprenditore rischia la sospensione dell’attività oltre ad una sanzione in denaro dai 1.500 a 12.000 euro per lavoratore

Nella sua “tavola calda” occupava tre dipendenti. Tutti in nero. Sono stati i finanzieri della Tenenza di Casarano a scoprire la condizione di irregolarità nel corso di un servizio condotto in due distinte fasi. In un primo momento i militari, tramite appostamenti, hanno potuto individuare il numero dei dipendenti dell’esercizio in questione; successivamente, attraverso l’incrocio dei dati acquisiti dall’iniziale lavoro di osservazione con quelli scaturiti dalle dichiarazioni rese dai lavoratori in sede di intervento, hanno verificato per ognuno di loro le reali mansioni svolte, l’effettivo impiego nell’arco dell’intera giornata e la data di inizio del rapporto lavorativo. L'imprenditore rischia la sospensione dell’attività per non aver provveduto a comunicare al Centro per l’Impiego l’assunzione del suo personale. L’impiego di manodopera “in nero” o irregolare è punito con una sanzione amministrativa da 1.500 a 12.000 euro per ciascun lavoratore, maggiorata di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo, cui si aggiunge una sanzione per l’omesso pagamento dei contributi e premi, riferiti a ciascun dipendente, non inferiore a 3.000 euro indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. C’è poi da aggiungere, come in questo caso, la misura più grave della sospensione dell’attività imprenditoriale quando l’impiego del personale in nero è pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro oggetto di accertamento.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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