Nessuno tocchi la Collina dei Fanciulli

Prosegue la mobilitazione a difesa della storica Collina fra Giuggianello, Palmariggi e Minervino. La petizione contro l'eolico arriva al presidente Napolitano

Italia Nostra si rivolge direttamente al Presidente della Repubblica per salvare la Serra di Giuggianello e Palmariggi dalle ormai incontrollabili fattorie del vento. E l'iniziativa è stata sposata anche dal Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino. Il Salento si mobilita, tutto, e porta sul palco degli eventi estivi – vedi la Notte della Taranta e, in questi giorni, la Festa de lu Mieru a Carpignano – la tutela del suo ambiente e dei suoi angoli più belli e ricchi di storia. «Le persone affluiscono spontaneamente e chiedono di firmare per salvare la magica Collina dei Fanciulli e delle Ninfe», raccontano gli attivisti del Coordinamento Civico del Salento, impegnati in questi giorni a fermare i tre progetti di realizzazione di parchi eolici (20 mega torri di 125 metri d'altezza) proprio in quelle aree di pregio. La petizione avviata da Italia Nostra onlus, aperta alla partecipazione di qualsiasi comitato e associazione, ha già raccolto centinaia di firme in pochissime e brevi occasioni, ed il Coordinamento ne ha recuperate altre centinaia durante la Notte della Taranta di Melpignano. Dolmen, menhir e rocce sacre enormi, di cui narravano già Ovidio e Aristotele verrebbero devastate senza ritegno e senza alcun motivo, se non l'arricchimento di qualcuno. E a a è valso sinora l'interessamento di grandi testate nazionali, dal Corriere della Sera ad alcune trasmissioni Rai. La politica e le istituzioni locali dimenticano in fretta la grida di dolore della loro terra. Non così, e speriamo duri, i cittadini, impegnati in una mobilitazione silenziosa e costante per salvare quel luogo magico dalla speculazione. “La petizione – si legge in un comunicato diffuso ieri dal Coordinamento Civico – chiede al Presidente della Repubblica, alla Regione e ai comuni coinvolti di ritirare ogni autorizzazione concessa in merito, a salvaguardia dei luoghi e a stop di ogni ipotesi di anacronistica alterazione paesaggistica e sostanziale del sito, che quegli impianti ad altissimo impatto invece comporterebbero!”

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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