La provinciale bellezza dell'identità

Dopo un'estate in sordina, il Movimento Regione Salento torna agli onori delle cronache eleggendo la sua Miss

Eravamo convinti che la lunga estate dell'immaginaria Regione Salento, fra proclami di autodeterminazione e trattative politiche sotto l'ombrellone, fosse già volta al termine; possiamo ammettere, non senza passare almeno un attimo per sprovveduti, che ci sbagliavamo abbondantemente. Il caldo afoso e la vicinanza alle belle spiagge non sono riusciti a fermare la sete di comunicazione del movimento presieduto da Paolo Pagliaro. Dopo il rifiuto per i “festival tarocchi”, tipo Italia Wave – troppa esterofilia, meglio “le pietanze in salsa locale” -, la manifestazione “in salsa locale” per antonomasia, la Notte della Taranta, accantonava Telerama – TV di Pagliaro – preferendole Telenorba. La libido nel vedere i 100mila dimenarsi a ritmo di tamburello veniva meno, tanto da racimolare, nel TG di Telerama, solo quattro miseri minuti di cronaca a fronte delle lunghe ore di entusiasmo appartenenti ormai al passato. Tuttavia, la delusione per un'estate così poco campanilista e parca di soddisfazioni non poteva abbattere il morale di quanti desideravano un'iniziativa che rappresentasse degnamente il popolo indipendentista salentino; detto, fatto. Domenica scorsa, a Santa Maria di Leuca, si è svolta la prima edizione di Miss Regione Salento. E già, proprio una rassegna per le ragazze simpatizzanti del movimento. La sensazione è che non sia esattamente il paradigma della manifestazione culturale, ma tant'è. Dall'ufficio stampa del MRS specificano che “Miss Regione Salento è un’esperienza culturale […] che si fonda sull’identità salentina e il sentimento patriottico e nazionale dell’Italia unita, da Santa Maria di Leuca ad Aosta”. E così, con l'elezione di una bella 23enne brindisina, anche i 150 anni dell'Unità nazionale sono stati accontentati. La kermesse nostrana arriva nel momento in cui anche il più celebre Miss Italia perde appeal: dopo un'invernata di sovraesposizione mediatica di belle fanciulle poco vestite, dalla politica ai programmi di approfondimento in TV, il concorso di bellezza ha la digeribilità del cannolo dopo la torta nuziale. Pardon, del pasticciotto. Ma, ecco, l'elezione di domenica scorsa, a detta degli organizzatori, assumeva la dignità de “l'identità storica, culturale, geografica e politica”. “Mica pizza e fichi” direbbero a Trastevere. E chi in rispetto di cotanta identità salentina si aspettava una Carmela, una Antonietta, ma anche solo una Maria, ha patito un attimo di disorientamento quando ha visto la fascia di vincitrice finire tra le mani di Muriel. Muriel Gagliano, per la precisione. La stessa ragazza che qualche tempo fa, casualmente (o no?), veniva presentata proprio su Telerama per essere diventata testimonial di un noto marchio di filati (link del video). “Tutta un’altra storia rispetto a Miss Padania – ci tenevano a sottolineare dal MRS – che, al contrario di Miss Regione Salento, nasce per contrapporsi all’Italia”. Ma in fondo, a pensarci bene, le differenze non sono poi tante. Così come da noi, anche ad altre latitudini l'illogicità e l'incongruenza riemergono nei periodi di difficoltà come questo. Incongruenza che ci accomuna, in maniera esemplare, nel senso che può avere l'eleggere la Miss di un luogo che non c'è.

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