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Quante storie lungo la strada

Attraversa arte, tradizioni, sentimento religioso ed ambiente da tutelare. Ecco che cosa si incontra percorrendo la 275. Basta solo un po’ di attenzione

Da Maglie a S. Maria di Leuca c’è una strada che in questi anni è stata percorsa in lungo ed in largo dalle polemiche. E’ la statale 275 che, a breve, sarà trasformata in una superstrada a quattro corsie, almeno fino a San Dana. Le polemiche hanno riguardato soprattutto il raddoppio fra Montesano e Leuca: gli ambientalisti si sono battuti per salvare da asfalto e cemento siti naturalistici di rara bellezza. La strada infatti attraversa zone verdi, boschi e macchia mediterranea caratterizzati dalla presenza di varietà vegetali quali la quercia vallonea, i lecci, la roverella, il pino domestico e quello d’Aleppo. Ci sono poi siti archeologici, villaggi rupestri, necropoli e antiche masserie che raccontano una storia antica, com’è antica questa terra incastonata fra due mari. Così, per esempio, Sant’Eufemia, frazione di Tricase, anticamente era una piccola masseria appartenente al monastero dei Basiliani. Sulla strada provinciale da Sant’Eufemia ad Alessano, c’è la cripta bizantina dedicata alla Madonna del Gonfalone, scavata in un declivio tufaceo e risalente al IX secolo. I diversi momenti storici dell’insediamento sono attestati dal complesso edilizio. Ad Alessano, comune di origine bizantina, c’è Macurano, masseria dall’architettura fortificata con torre cinquecentesca, cappella votiva e, nelle vicinanze, un tipico esempio di residenza signorile. Gli arredi litoidi delle grotte e le mole olearie dei frantoi ipogei evidenziano l’origine bizantina del sito. La necropoli, oltre la quale passa la ferrovia, delimita a est l’abitato che deriva dalla cultura greca, con i suoi affreschi e le sue croci graffite. Più giù, a San Dana, frazione di Gagliano del Capo, c’è la cripta di S. Apollonia. L’interno presenta nicchie scavate nei diversi ambienti ricoperti dagli affreschi del XVI secolo. Nelle vicinanze è stata scoperta una villa di epoca romana, oggetto di studio da parte dell’Università del Salento. Infine, attraverso stradine di campagna che presentano segni di civiltà rurale poco noti, come l’iscrizione incisa sull’architrave di una pajara, si giunge a Salignano alla chiesa della Madonna delle Rasce nel Comune di Castrignano del Capo. La chiesa, del 1678, è caratterizzata da mascheroni che decorano l’interno e l’esterno. L’elegante e imponente struttura si salda per continuità storica alle tracce medioevali del sito, delle quali rimangono interessanti testimonianze nelle zone vicine. Ma questi sono solo piccoli esempi dei tesori che un occhio attento – o ben guidato – può osservare nella campagna salentina fino a Leuca: un viaggio piacevole e ricco di scoperte, da fare, per gli amanti del genere, anche in bicicletta.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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