Voglia di Dalì

Otranto. Grande successo per la mostra del genio surrealista. Oltre 10mila visitatori in un mese

In poco più di un mese la mostra Dalì il genio ospitata dal Castello Aragonese di Otranto ha già superato quota 10mila visitatori. Un risultato straordinario in assoluto e se confrontato con i primi trenta giorni delle precedenti mostre di Mirò e Picasso che nel 2009 e 2010 avevano complessivamente registrato la già ragguardevole cifra di 90mila presenze. Per il mese di giugno (che non rappresenta ancora l’apice delle presenze turistiche nel Salento e a Otranto) è un risultato sorprendente anche se paragonato ad altre mostre presenti sul territorio. La campagna di comunicazione capillare e la perseveranza della gestione della Società cooperativa Sistema Museo di Perugia e dell’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie stanno sicuramente ripagando il lavoro fatto in questi anni. Lavoro che sta trasformando il Castello di Otranto in un vero e proprio contenitore di grandi mostre con la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari. I salentini possono finalmente ammirare le opere di grandi artisti internazionali ma sono soprattutto i turisti (circa 2/3 del pubblico complessivo) a scegliere di visitare la mostra in un contesto architettonico e culturale di grande prestigio. Il tutto a dimostrazione che esiste una forta domanda di cultura e che il turismo culturale, nel Salento, è presente e rappresenta un'interessante fetta di mercato. Il turismo culturale però è esigente, si tratta di turisti che mal sopportano lo scempio del territorio e delle coste. Che non richiedono le grandi velocità di strade come la 275, che lambisce proprio Otranto, per poi proseguire fino a Leuca, violentando la secolare natura di quei luoghi. La mostra, aperta sino al 25 settembre (ingresso 6/4 euro) a cura di Alice Devecchi accoglie sei sculture originali in bronzo, tra le quali “Elefante cosmico” (di grandi dimensioni – h 120 x 90 x 350 cm), e una selezione di cinquantaquattro incisioni originali, che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari e che ancora una volta testimoniano la grande capacità grafica del maestro spagnolo. Dal clima gotico travasato in surrealismo bianco/nero de “Il Castello di Otranto”, ai colori pallidi delle “Fiabe Giapponesi”, al vuoto di colore della carta lasciata nuda in “Tristano e Isotta”, al nero e oro glitterato degli “Amours Jaunes”, Dalì precipita con la sua gamma espressiva multiforme nel vero Castello Aragonese di Otranto. Lo invade, lo trasforma, semina il panico con il suo ingombrante mistero, proprio come il gigantesco elmo che mette in moto la trama del romanzo di Walpole che l’artista spagnolo illustra in una delle serie di incisioni in mostra. Dalì si muove, agile e rapido come un gatto, tra testi completamente diversi per registro, tono, epoca, con l’unico filo rosso che è l’indubbia riconoscibilità delle sue figurette allungate, delle sue fughe vertiginose di linee, della sua irreprensibile indole provocatoria. Le sculture in bronzo paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica. Ma grande apprezzamento sta riscuotendo anche OltreDalì rassegna collaterale a cura di Raffaela Zizzari, che trasforma il castello in una tappa obbligatoria per chiunque visiti Otranto, mutandolo in una grande macchina culturale dedicata all’arte e alle sue nuove espressioni. In tale contesto la rassegna interagisce omaggiando Dalì, le sue manifestazioni artistiche, gli elementi caratterizzanti di una figura poliedrica come quella del “genio polimorfo”, trasformati e reinterpretati da artisti nazionali. Dai baffi ceramici di Monica Righi alle tele molli di Pasquale Pitardi, dal fuori scala di Marino Ficola alle sedie di Luigi Orione Amato, dalle miniaturistiche illustrazioni di Massimo Pasca ai macro ciottoli di Studio Paladini, dalla seduta bocca di Gufram< alle sedute di Romano Alcide Rizzo, dal sub reale di Giuseppe Piccioli all’uovo di Raffaela Zizzari e un eccezionale omaggio di Fabio Novembre. È un susseguirsi di emozioni, vibrazioni, stratificazioni, cromatismi e matericità che esaltano il significante del maestro, contribuendo alla comprensione e alla conoscenza di una figura “dalle molte forme” che afferma: “a sei anni volevo diventare cuoco. A dieci Napoleone. Da allora in poi le mie ambizioni sono sempre andate crescendo”. Infine sabato 16 luglio alle 19.00 si terrà l’inaugurazione di Ice – glaciazioni contemporanee di Marino Ficola a cura di Andrea Baffoni. Palazzo Morelli Fine art di Todi presenta Marino Ficola che dopo i successi italiani ed internazionali della personale di Todi e delle collettive di Parigi e Danzica – quest’ultime nell’ambito della rassegna istituzionale promossa dall’Unesco Evolution Art Revolution – giunge nei prestigiosi spazi del Castello Aragonese di Otranto, nell’ambito della rassegna OltreDalì, per un nuovo, attesissimo e accattivante, solo show. Ad offrire questa possibilità al giovane artista originario di Deruta sono Sistema Museo di Perugia e Orione di Maglie, gestori del Castello Aragonese di Otranto, sempre molto sensibili all’arte e alle rutilanti evoluzioni di Ficola. Identificandosi pienamente nel concept della rassegna OltreDalì, negli scenografici spazi del Castello, si potranno ammirare una serie di lavori, dipinti su resina e le caratteristiche sculture in terracotta con “fascette” in plastica – global mix -, consacrati ad una visione fossile ed arcaica della nostra civiltà, ma quanto mai contemporanea; restituita con la consueta, sensibile e talvolta scanzonata interpretazione del mondo attuale che Ficola sa offrire come pochi altri. Opere in cui l’artista darà sfogo alle sue intense e brillanti meditazioni sul valore estetico e, soprattutto, concettuale di tutto quanto continuamente fluisce intorno a noi, lasciandoci come spettatori congelati ad assistere lo scorrere della vita dietro ai suoi dipinti. Ice. Questa mostra è collaterale alla presenza dell’artista all’interno del Padiglione Umbria della 54° Biennale dell’Arte di Venezia; allestito in Palazzo Collicola a Spoleto ed anch’esso curato da Vittorio Sgarbi. Apertura al pubblico da sabato 28 maggio a domenica 25 settembre 2011 Orari: maggio 10-13 / 15-19; giugno e settembre 10-13 / 15-22; luglio e agosto 10-24. Aperto tutti i giorni. Ingresso: intero 6,00 euro; ridotto 4,00 euro (6-14 anni, oltre 65 anni, scolaresche, diversamente abili e relativi accompagnatori, gruppi superiori a 20 unità, convenzioni attive). Visita guidata individuale alla mostra + castello a orari prestabiliti (in italiano): • tutti i giorni luglio e agosto ore 17:00 – 18:00 – 19:00; 2,00 euro + ticket d’ingresso Visita guidata di gruppo su prenotazione (in italiano, inglese o francese) • solo mostra: gruppi 80,00 euro + ticket d’ingresso; scuole 60,00 euro + ticket d’ingresso • mostra + castello: gruppi 100,00 euro + ticket d’ingresso; scuole 80,00 euro + ticket d’ingresso Info e prenotazioni: Tel. 199.151.123* * Costo della chiamata da telefono fisso di Telecom Italia: 10 centesimi al minuto IVA inclusa senza scatto alla risposta, tutti i giorni, 24/24 h. Per chiamate originate da altro operatore i prezzi sono indicati dal servizio clienti dell’operatore utilizzato. E-mail: infoline@sistemamuseo.it Sito web: www.daliotranto.it

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!