Fitodepurazione. La rivoluzione parte dal Salento

Melendugno. Sei vasche in successione e comunicanti, su una superficie di 5 ettari. L'impianto, del valore di 2,2 milioni, è stato realizzato con fondi della Regione Puglia

MELENDUGNO – “L'impianto che presentiamo oggi è il primo in Italia di questo tipo e spero diventi un esempio da imitare, eliminando il luogo comune secondo cui depurazione significa solo trattamento di reflui”. Così ha esordito l’assessore alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, presentando ieri mattina l’impianto di bio-fitodepurazione di Melendugno, il più grande d’Italia, tra i primi d’Europa per grandezza e capacità di portate di reflui civili e vincitore del premio nazionale “Pianeta acqua 2011”. “Quest'impianto – ha detto l'assessore – serve a modificare il nostro vocabolario. Fino ad oggi infatti, parlando di ‘impianto di depurazione’ reagiamo come se fossimo di fronte al racconto dell'inferno: ciò accade forse anche perché non usiamo il nome, più positivo, di sanificazione. Anche il solo parlare così serve a dire che il grande investimento fatto in Puglia nel settore della depurazione dei reflui prodotti dagli esseri umani è servito per trasformare questi ultimi in una risorsa, coniugando l'esigenza di sanificazione e il recupero ambientale. Questo impianto deve diventare l'emblema di questa congiunzione e deve contestualmente servire a raccontare ai cittadini, spesso eccitati dalla politica, che quello della sanificazione è un processo di modernità e salute e che tutti dovrebbero fare a gara per avere nel giardino di casa propria una realtà come questa”. L'impianto di fitodepurazione delle acque provenienti dall’impianto consortile di depurazione di Melendugno, del valore di 2,2 milioni di euro, è stato realizzato con fondi della Regione Puglia e comprende sei vasche in successione e comunicanti, che occupano una superficie pari a circa 5 ettari. L’impianto si presenta come un bacino palustre naturale ed è il più grande d’Italia riprodotto artificialmente. L’impianto di fitodepurazione o area umida artificiale (“Constructed Wetland”) rappresenta un’alternativa ai trattamenti finali della depurazione tradizionale, rispetta l’ambiente ed è vantaggioso dal punto di vista economico (risparmio d’energia elettrica, limitati costi di gestione) ed ambientale (attraverso un miglior impatto sul paesaggio, la eliminazione di trattamenti di disinfezione e loro sottoprodotti). 14 luglio 2011 Fitodepurazione. L’impianto di Melendugno è il più grande d’Italia MELENDUGNO – Il più grande impianto di fitodepurazione d’Italia si trova a Melendugno. La struttura, che è anche tra le prime in Europa per grandezza e capacità di portata di reflui civili, lo scorso marzo ha vinto il premio nazionale “Pianeta acqua 2011”. Si tratta di un’esperienza pilota nel campo della gestione delle acque in Puglia, che mira a coniugare l'esigenza della depurazione e dello smaltimento delle acque reflue con quella della riqualificazione ambientale e dell'arricchimento del “mosaico eco-paesaggistico” regionale, tramite la creazione di un'area umida per la tutela della fauna e della flora tipica di tali ambienti. L'impianto, in funzione da circa un anno, è stato finanziato dal Commissario delegato per l'emergenza ambientale in Puglia ed oggi (ore 11)sarà presentato ufficialmente dall’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati. “Festeggiamo l’acqua che non ti aspetti” è il titolo dell’evento-presentazione alla stampa, che si svolgerà presso l’eco-parco del depuratore consortile di Melendugno, Calimera e Martignano (5° km strada prov. Melendugno – San Foca). In occasione della presentazione, sarà anche sottoscritta una convenzione con Legambiente per assicurare le attività di monitoraggio e valorizzazione di natura ambientale dell’area umida ricostruita presso le aree dell’impianto. Legambiente assicurerà il censimento ed il monitoraggio delle specie floristiche e faunistiche presenti, nonché delle dinamiche di colonizzazione da parte di nuove eventuali specie. Parteciperanno il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il sindaco di Melendugno Antonio Potì, l’amministratore unico di Acquedotto pugliese Ivo Monteforte e il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini. Articolo correlato: E' la Puglia il ‘Pianeta acqua'

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