Strisce blu: la giungla di Lecce

Quante sono le aree di parcheggio, nel Comune di Lecce, che non rispettano il Codice della Strada?

Il Codice della Strada è un complesso di norme che servono per regolare la circolazione stradale dei pedoni e dei veicoli; purtroppo, vista la quantità di contravvenzioni che ogni giorno vengono comminate, si può affermare con ragionevole approssimazione che molti cittadini non rispettano queste regole; altrettanto ragionevolmente, avendo torto, pagano. Si può dire lo stesso del Comune di Lecce? L'amministrazione leccese rispetta le norme? Analizzando alcuni articoli del Codice della Strada, il dubbio si palesa. Articolo 7, comma 6: le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.  Fatto salvo che i margini della carreggiata sono segnalati con strisce di colore bianco, quanti parcheggi a norma ci sono a Lecce? Alcuni tra questi, come si può vedere dalla foto, sono particolarmente pericolosi perché, oltre a non essere correttamente segnalati, sono a “spina di pesce”. La carreggiata utilizzabile, di fatto, si dimezza. Nell'esempio segnalato, addirittura, la striscia blu si sovrappone a quelle pedonali!

Articolo 158, lettera f: la fermata e la sosta sono vietate nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale. Le strisce blu che superano abbondantemente il limite sono tante. Troppe. Basta passeggiare in città e farci caso.

Articolo 7, comma 8: qualora il comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l'installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta.  Anche in questo caso, è facile notare come il Comune di Lecce abbia strategicamente ubicato i parcheggi a pagamento laddove fare cassa è certamente più facile. I parcheggi delimitati dalle strisce bianche, e quindi gratuiti, sono, nella stragrande maggioranza, lontani dalle zone commerciali e più centrali della città; non certo “su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze”.

Per concludere, l'articolo 7, comma 7 recita così: i proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti agli enti proprietari della strada, sono destinati alla installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento e le somme eventualmente eccedenti ad interventi per migliorare la mobilità urbana. Parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, a Lecce: non pervenuti. E semmai avessero investito tutto quel denaro per “migliorare la mobilità urbana”, possiamo candidamente ammettere di non essercene accorti. Quanto incasserà il Comune di Lecce dalle tanto amate strisce blu? Quanti di quei proventi sono stati fino ad ora investiti come impone la legge? Quante aree di parcheggio illegittime ci sono a Lecce? Ci auguriamo che qualcuno, da Palazzo Carafa, voglia rispondere a queste poche e semplici domande. Sapere che c'è trasparenza e rispetto delle regole, renderebbe perfino il pagare multe e tagliandini meno amaro.

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