Le bare inquinavano. Sequestri per sei milioni

Indagato il titolare dell’azienda e sette dipendenti della Monteco

Scarico non autorizzato di acque di dilavamento dei piazzali, emissioni in atmosfera non autorizzate e gestione illecita di rifiuti speciali, anche pericolosi. Così i Carabinieri del Noe di Lecce, affiancati dalla compagnia di Brindisi e dallo Spesal, hanno eseguito un sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale, pari a sei milioni, di una società leccese che si occupava di produzione di bare. Le indagini avevano evidenziato che l’azienda scaricava al di fuori del perimetro aziendale le acque di dilavamento dei piazzali di pertinenza dell’impianto in assenza di autorizzazioni e senza sottoporle ad alcun trattamento depurativo. Inoltre utilizzava diverse cabine, non autorizzate, per la verniciatura e rifinitura delle bare, una caldaia in cui venivano bruciati gli scarti della lavorazione, pur essendo priva di autorizzazione per le emissioni in atmosfera. Il Noe ha anche scoperto che l’azienda gestiva illecitamente rifiuti speciali e pericolosi, come ad esempio imballaggi di cartone, carta abrasiva, filtri di abbattimento polveri, ceneri derivanti dalla combustione del legno, risidui di vernici e solventi. Tutti questi rifiuti venivano raccolti dagli automezzi compattatori della ditta “Monteco”, incaricata della raccolta dei rifiuti solidi urbani. I rifiuti venivano poi trasportati dalla Monteco e smaltiti nella normale discarica per rsu di Brindisi. Risultano perciò indagato sia il legale rappresentante della ditta produttrice di bare, sia sette dipendenti Monteco, in qualità di autisti dei mezzi compattatori. La Monteco, nonostante sia estranea ai fatti, si è vista sequestrare otto automezzi. Il provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal Gip del tribunale di Brindisi, è arrivato a parziale conclusione di indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Lecce.

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