Provincia di Lecce: i conti non tornano

Con la conferenza di ieri, il centro-sinistra smentisce i conti di bilancio della gestione Gabellone.

Dalle precedenti amministrazioni provinciali, la gestione di Antonio Gabellone non ha ereditato nessun buco da 7 milioni di euro. Questa, in poche parole, la tesi sostenuta nella conferenza stampa di ieri dal gruppo consiliare del PD e dagli ex presidenti Lorenzo Ria e Giovanni Pellegrino. Il punto, però, è che, secondo il centro-sinistra leccese, il buco proprio non esiste.  Stando ai conti dell'opposizione, nel bilancio del 2011, la cifra in rosso dovrebbe essere pari a 800mila euro. Nulla a che vedere con l'apocalisse prevista, dunque. La domanda, a questo punto, è: come mai Gabellone aumenta l'aliquota Rc auto se la situazione non è poi così drammatica? La risposta prova a darla Cosimo Durante, dichiarando che, con l'aiuto di questo aumento, si sta cercando solo di rientrare dai tagli agli enti locali previsti dal governo Berlusconi. Insomma, l'ipotesi del PD è la seguente: per depistare i cittadini e distrarli dalla mannaia di Tremonti, la Provincia di Lecce ha inventato un debito record ereditato dalle vecchie gestioni. Sembra fanta-politica, ma, in tutto questo caos di numeri, sembra esserci qualcosa anche di fanta-matematica. Insomma, l'eredità sarebbe tutt'altra: Operazioni di IRS (Interest Rate Swap), Rinegoziazione dei mutui Cassa DD.PP., Emissione Obbligazionaria (BOP), Gestione della Liquidità. Grazie a queste operazioni, gli interessi su anticipazioni e crediti sarebbero, invece, questi: anno 2008: 2.591.173,26 euro; anno 2009: 1.719.520,85 euro; anno 2010: 1.116.000,00 euro; anno 2011: 829.229,00 euro; anno 2012: 559.130,00 euro; anno 2013: 480.887,00 euro. Ad avvalorare quanto sostenuto dal PD ci sono poi le verifiche da parte dello Stato nel 2002 e nel 2009, e quella dell'Agenzia FitchRatings, che nel 2005 valutava il merito di credito della Provincia come “a livello pieno”. “Sempre a proposito di disastro finanziario ereditato – si legge nel comunicato della confrenza – come si può sbandierare il dissesto allorquando l’Ente non versa neppure in una situazione strutturalmente deficitaria? Se un ente fosse in procinto di dissesto e dunque come da più parti paventata non fosse nella possibilità di pagare gli stipendi ai dipendenti, come si spiega che nel bilancio di previsione è stata prevista l’assunzione di mutui pari ad euro 48.228.024,00 nel quadriennio 2010-2013?” Tutte domande, queste, alle quali l'attuale gestione dovrà rispondere presto e in maniera chiara; sempre che voglia soffocare questa corrente di accuse reciproche, che sanno sempre di mezze verità.   Articoli correlati: Pellegrino e Ria: ‘Il buco di Bilancio? Una scusa studiata a tavolino'

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