Nel parco, l’autostrada delle biciclette

Otranto-Leuca-Tricase. Oggi la presentazione del Documento di analisi del territoriale del parco. Che prevede anche una rete per le bici

OTRANTO-LEUCA-TRICASE – Un’idea progettuale che potrebbe cambiare il volto di un’area costellata attualmente da 12 Comuni e abitata da circa 65mila cittadini salentini. Il Parco Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase svolta e decide di scendere dal cavalletto di “Area protetta” e confrontarsi ancora di più e meglio con gli enti e le popolazioni locali alle quali “è demandata la cura e la sopravvivenza del proprio capitale territoriale”. Sono proprio questi i termini che adoperano i redattori del “Documento di analisi preliminare del Piano territoriale” del Parco che verrà presentato quest’oggi, dalle ore 16 fino alle 20.30 presso la sala consiliare della provincia di Lecce a Palazzo dei Celestini. Un Piano necessario e non più rimandabile, se si tiene conto del notevole “stress territoriale” a cui la fascia di territorio da Otranto a Leuca, secondo quanto riferiscono i numeri statistici, è sottoposto da diverso tempo per effetto del carico insediativo e urbanistico che produce il flusso turistico. Basti pensare che il solo Comune di Otranto nel 2009 ha aggiunto alla popolazione residente, 5mila abitanti in tutto, circa 709mila presenze turistiche. Un dato positivo sul fronte economico, ma che si scontra con la ricaduta sul territorio, con la produzione di rifiuti solidi urbani, con il consumo idrico e la produzione di liquami fognari. Ma che cosa prevede il Documento preliminare del Piano? Lo strumento si muove su tre temi, popolati da differenti fenomeni, che influenzano la vita del parco: frammentazione degli ambienti naturali; clima, acqua, aria e suolo; erosione. E su queste direttrici imposta una serie di iniziative per esaltare l’idea di Parco come un “bene comune, il cui valore va oltre gli interessi, le aspettative e i desideri locali”. In una condizione di equilibrio tra una “concezione puramente naturalistica e una concezione ambientale e urbanistica, più complessa e articolata in cui i contesti più naturali si integrano con le componenti paesaggistiche, storico culturali, insediative e infrastrutturali e le aree più strettamente protette si integrano con vaste zone di bordo e contigue (zone pre-parco, zone tampone) che anticipano il Parco e preparano anche alla sua fruizione visiva ed emozionale”. Il progetto ambisce quindi a costruire un telaio col quale unire le differenti parti che caratterizzano l’area del parco: una grande “Autostrada delle biciclette” lungo la litoranea Otranto-Leuca connessa alle tante stazioni della ferrovia locale e una rete ecologica lungo appositi corridoi che danno continuità tra il Parco e lo spazio locale delle singole municipalità. Aprirà i lavori dell’incontro il presidente dell’assemblea del Parco Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, poi interverranno Nicola Panico, presidente del Comitato esecutivo, il presidente della provincia Antonio Gabellone, e i sindaci Osvaldo Stendardo (Alessano), Carmine Pantaleo (Andrano), Anna Maria Rosafio (Castrignano del Capo), Luigi Carrozzo (Castro), Biagio Cazzato (Corsano), Antonella Carrozzo (Diso), Antonio Buccarello (Gagliano del Capo), Francesco Rausa (Ortelle), Daniele Cretì (Santa Cesarea Terme), Ippazio Morciano (Tiggiano) e Antonio Musarò (Tricase). Interverranno anche i coordinatori delle operazioni di progetto: gli ingegneri Mininanni, Retucci, Longo e Quarta, insieme al Comitato esecutivo del Parco composto da Nicola Panico, Luisella Guerrieri e Francesco Minonne. // Come in Germania Un’idea. Un sogno? Una “visione concettuale”, così testualmente la definiscono i tecnici incaricati di redigere il Documento di analisi preliminare del Piano territoriale. Un progetto che potrebbe presto diventare realtà: un’Autostrada delle Biciclette nel Parco Otranto-Leuca e Bosco di Tricase sul modello della prima Autostrada al mondo per Bici prevista in Germania, lunga circa 60 chilometri che collegherà precisamente Dortmund e Duisburg, i due più popolosi centri del bacino della Ruhr. Qui nel Salento, invece, i progettisti del Parco prevedono nei loro piani, o meglio “visioni”, di realizzare il percorso lungo la litoranea Otranto-Leuca, legando questa Autostrada con le tante stazioni della ferrovia locale Sud-Est e da qui ai percorsi urbani e ai sentieri rurali che collegano i centri antichi con il parco attraversando la grande campagna olivetata costellata di beni storici architettonici e della tradizione fino a giungere a mare: alle spiagge, agli approdi, ai porti. “Per ora questa Autostrada è solo una simulazione, ma chissà domani potrebbe diventare una bella e concreta realtà – ci spiega l’ingegnere Salvatore Mininanni competente in progettazione urbanistica e ambientale -. Nelle previsioni pensiamo di mutare la condizione attuale della litoranea, che adesso ospita di solito autovetture e mezzi pesanti, in una vera e propria autostrada per mezzi lenti, come le biciclette, su cui cittadini e turisti possano godere e contemplare con rilassatezza le bellezze e i paesaggi del territorio del Parco. Tutto ciò, integrato con la linea ferroviaria locale che giunge in numerosi Comuni, favorirà la qualità territoriale e la salvaguardia dell’ambiente”.

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