Pini italici da salvare

Nociglia. Il paradosso di un progetto assurdo. Tagliare gli alberi per costruire una pista ciclabile

NOCIGLIA – Tengono ormai da alcuni mesi con il fiato sospeso non solo l’intero basso Salento, ma tutt’Italia. Sono i viali a Pino italico di Nociglia, patrimonio arboreo di rilievo nella piccola cittadina del sud Salento, che per tutta una serie di varie circostanze, la passata amministrazione aveva deciso di tagliare. Ne è partita così una sollevazione popolare, con un tam tam internet che ha coinvolto l’Italia intera, e centinaia di mail e telefonate sono piombate, con accorati appelli alla ragione, sulle linee telefoniche ed internet del piccolo grazioso comune salentino, fin quasi ad intasarle. “Una polemica che deve aver pesato non poco nei giudizi della cittadinanza nei confronti della sua passata amministrazione – ha affermato il Coordinamento civico per la tutela del territorio – fatto sta che le recenti elezioni hanno ribaltato la situazione politico-amministrativa. Forse un altro segno dei tempi e della maggiore sensibilità nei confronti del tema paesaggio ed ambiente”. E’ così che il neoeletto sindaco Massimo Martella, ha voluto organizzare nel suo ufficio un tavolo tecnico tra ingegneri e responsabili comunali (tra questi l’architetto Silvia Giannotta responsabile dell’Ufficio tecnico, l’ingegnere Olindo Rizzo incaricato al progetto della pista ciclabile, Antonio Argene tecnico dell’Ufficio tecnico comunale), le associazioni ambientaliste salentine che più si sono impegnate per la salvezza di quegli alberi, i “nonni verdi” di Nociglia anche chiamati, il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio della Salute e dei Diritti del Cittadino di Maglie (rappresentato da Oreste Caroppo, e dalla segretaria Daniela Gualtieri), ed il Co.Ri.Ta.-Comitato Rimboschimento Taranto, (rappresentato dal suo presidente il prof. Valentino Valentini, dalla biologa Raffaella Bozza, e da Nunzia Ranaldo), insieme a Valentino Traversa, dottore forestale. Oggetto di questo primo tavolo tecnico la salvezza degli alti e solidi Pini ad ombrello del “Vignale”, il bellissimo ed unico viale di belvedere che alla periferia ovest di Nociglia guarda verso la vallata dei Paduli, da poco regionale “Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere”, “per la cui valorizzazione e cura paesaggistica primario – dice il Coordinamento – è nelle intenzioni del nuovo sindaco l’impegno, anche per questo impegnato al grado massimo per fronteggiare le spade di Damocle di progetti industriali eolici e fotovoltaici devastanti, ormai anche incompatibili con i nuovi piani e leggi, ma ancora non ritirati e preoccupanti che pendono sul futuro dell’ “orizzonte quotidiano” di ogni nocigliese, minacciandolo. Sono ben 22 alti Pini Italici ad ombrello, che fanno piacevolissima ombra ai passanti, quelli del Vignale, su via Onorevole Manfredi. A metterli a rischio il progetto di una pista ciclabile dell’ unione dei comuni di cui Nociglia fa parte. Un non-senso che ha gettato nello sconcerto tutti quanti, indignati, si sono messi a difesa degli alberi. Una pista ciclabile deve servire per godere della natura, e poi se vi è anche ombra di chiome sotto cui pedalare tanto di guadagnato, invece il primo progetto prevedeva: via gli alberi al posto della pista infuocata dal sole, e magari ripiantare poi li stesso altri alberi più piccoli che avrebbero impiegato un secolo per diventare quanto gli odierni. Si è pertanto cercata una soluzione che salvasse sì il progetto, ma soprattutto gli alberi, ed in tal caso fondamentali sono state, da un lato la grande disponibilità dell’ingegnere Olindo Rizzo, incaricato al progetto della pista, dall’altro la consulenza gratuita data di Valentino Traversa, che ha portato tanti eccellenti esempi nazionali di intervento, (da Roma dove proprio i simbolici Pini italici son ovunque a centinaia lungo le strade, i Fori imperiali, come nei pressi del Colosseo e nel frequentatissimo parcheggio-scalo autobus antistante la Stazione Termini, a Milano, a Torino ecc., dove il verde che esplode in ogni dove al grado massimo è un obbligo quasi delle amministrazioni, non un optional magari anche rinunciabile o sacrificabile per altro), in situazioni simili, atti a risolvere anche il problema che nell’immediato deve essere più di ogni altro affrontato, ovvero la pavimentazione del viale di belvedere, che realizzata in mattonelle di cemento diversi decenni or sono, senza prevedere adeguate aiuole intorno agli alberi soffocati di conseguenza dal cemento, le vede oggi per la più parte sollevate dalle vitali radici, che comunque lì sul Vignale svolgono anche una non trascurabile azione di consolidamento del terrapieno artificiale che è presente. Non ha senso rimuovere gli alberi per il problema radici per poi ripiantarne altri che nel tempo arrecheranno i medesimi danni crescendo; le radici attuali invece son già abbastanza stabilizzate essendo gli alberi già di buone dimensioni, e negli anni il loro eventuale ulteriore accrescimento arrecherà eventuali deformazioni certamente inferiori a quelle attuali, oggi riparabili con minimi interventi di manutenzione stradale. Gli interventi suggeriti: – asporto dell’attuale pavimentazione; – realizzazione della pista ciclabile sotto gli alberi con opportuna scelta delle sabbie compattate assorbenti da utilizzare, eventualmente rialzando il livello di calpestio di qualche centimetro per porre sotto suolo le radici superficiali nei pressi dei tronchi; – realizzazione di un marciapiede in basolato, e comunque non cemento, sul lato strada; – cordone di aiuola in corrispondenza dei tronchi centrali degli alberi al fine di aumentare anche complessivamente il verde con alloggiamento di arbusti autoctoni, erbetta, piante da fiore; – rifacimento del manto stradale d’asfalto usurato dal tempo e lievemente alterato dalle radici di alcuni degli alberi in alcuni punti, lungo via Onorevole Manfredi; – costruzione di barriere in cemento sommerse a tutela della rete di fognatura, che passa proprio accanto al marciapiede, al fine di proteggerla dalle radici invasive; barriere da ubicarsi adiacentemente ai condotti ed in corrispondenza di ogni albero. Ma anche tante altre virtuose soluzioni di variante son ancora al vaglio, certo è che si è affermata, grazie anche alla maggiore sensibilità della nuova amministrazione, la baricentrica importanza di quegli alberi in qualsiasi soluzione che si dovesse adottare. Il principio e l’obiettivo sono: trasformare il Vignale in un luogo di passeggio e ristoro diurno e serale, rispettando il suo stile liberty inconfondibile e di pregio, data la presenza di elegantissimi parapetti in colonnine tornite in pietra locale, e l’uso rigoroso della pietra locale. Pertanto si è anche suggerito che l’impianto di illuminazione e le panchine siano in ferro battuto ben sposate con lo stile liberty-neoclassico del contesto, così come è stato concepito ab origine. E per la maggiore valorizzazione scenica dello stesso, che è il biglietto da visita di Nociglia, insieme alle altre sue alberature a Pino domestico negli ingressi nord e sud del paese, per chi percorre la Maglie-Leuca, si è suggerito anche la notturna illuminazione altamente suggestiva, dal basso, dei Pini, con luci gialle calde; tutto uno studio illuminotecnico che richiami a passeggiare lungo il ritrovato belvedere e a sostarvi, (pertanto che aborrisca l’uso di luci fredde che creano invece repulsione dai luoghi). Già non a caso, lì, lungo il Vignale son nati dei baretti prefabbricati in legno in elegante stile ben abbinato alle suggestioni naturali del luogo. Non solo, nello spazio antistante, nel campo in parte olivetato dove si affaccia il belvedere del Vignale, (che taluni chiamano anche il “lungomare di Nociglia”), si modellerà la nuova vasca di raccolta e smaltimento in falda delle acque pluviali non più a mo’ di cava a pareti squadrate, a mo’di forra, ma a mo’ di laghetto naturale a pareti irregolari e scoscese molto più dolcemente (eliminandone la pericolosità così), piantumato nei bordi con essenze vegetali autoctone e non recintato da orride murature, ma al più da reti metalliche, o meglio anche staccionate in legno. Un bacino che dopo le abbondanti piogge, e in caso di ristagno di acque per alcuni mesi, darà le suggestioni di un lago godibile esteticamente dal Vignale, in cui lasciar crescere piante acquatiche, anche per un azione di naturale fitodepurazione delle acque pluviali cittadine, che li si raccolgono naturalmente. Al termine della proficua riunione – scrive il Comitato – uscendo dal Comune di Nociglia, l’attenzione dei tecnici e ambientalisti è stata poi catturata dai bei fregi neoclassici e floreali del municipio, illuminati dal sole in un cielo azzurro cristallino e a sprazzi nuvoloso, dalle balaustre dei suoi balconi in ferro battuto rappresentanti delle api stilizzate portanti polline sulle zampe, simboli di operosità, e di antichi valori, come di amore per i prati in fiore, e per la campagna, e da una singolare epigrafe posta proprio sopra la porta d’ingresso, scolpita nella pietra leccese e adorna di foglie e fiori di cardi, carciofi, con scritto in latino “Rure Ego Viventem / Tu Dicis In Urbem Beatum”, un verso del poeta latino Orazio, (nato in Lucania ai confini con la Puglia, nel 65 a. C.), dove due contendenti dibattono su quale sia il luogo migliore in cui vivere, se la città o la campagna, dicendo “Felice io chiamo chi vive in campagna, tu chi vive in città”, e a Nociglia, più che in ogni altro paese del basso Salento, proprio quei Pini in periferia, che connotano tanto piacevolmente quel sereno borgo, rendendo dolcissimo e quasi impercettibile ed armonioso il passaggio dalla campagna alla città, realizzano il massimo accordo tra quei due contendenti del verso Oraziano. Articolo correlato: I ‘Nonni verdi’ condannati a morte

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