Vendola: ‘Ha vinto l’Italia dei beni comuni’

Il commento del presidente della Regione Puglia e leader di Sel ai risultati del referendum. L’Italia, ha detto, vuole uscire dal buio

“C’è stata una straordinaria partecipazione che indica la vitalità democratica di un Paese che sta cercando con grande determinazione di uscire fuori da un’epoca buia”. La vittoria del sì al referendum, secondo il presidente della Regione Puglia e leader del movimento Sinistra, ecologia e libertà Nichi Vendola, non sarebbe solo una vittoria politica, ma la vittoria di una vita, “su questioni che ci hanno visto largamente minoranza per decenni e decenni”. “La battaglia contro l’energia nucleare – ha detto Vendola – ha dovuto attraversare intere epoche dominate dalla spocchia, dalla prosopopea e anche dall’acredine di chi difendeva la scelta nuclearista senza mai consentire un’interlocuzione a coloro che avessero proposto dubbi sulla sicurezza delle centrali o sullo smaltimento delle scorie. La battaglia per l’acqua pubblica, se posso dire così, è stata anticipata dalla mia regione. La Puglia ha il più grande acquedotto d’Europa. Vorrei ricordare che nel 2005, nel momento della mia prima vittoria, dedicai quel risultato così sorprendente alla difesa dell’acqua pubblica e della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese. E la vittoria contro il legittimo impedimento è il tentativo di recuperare un’idea della giustizia che sia bene comune e non spazio di appropriazione indebita di caste e lobbies”. “Insomma – ha aggiunto il presidente della Puglia – vince l’Italia dei beni comuni, perde l’Italia delle lobbies, perde una lunga storia di ossessione privatizzatrice, perde un pezzo abbastanza pregiato dell’ideologia liberista che ha governato le sorti del mondo. E quindi, credo che da qui l’Italia possa ritrovare ossigeno e coraggio per andare verso giorni migliori di quelli che abbiamo sulle nostre spalle”. Articolo correlato: Il quorum degli italiani

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