Il triste primato del carcere di Bari

Domenica scorsa, il carcere di Bari, ormai il più affollato d’Italia, ha chiuso le porte perché non ci sono più posti disponibili.

Il fatto che le carceri sovraffollate, nel nostro Paese, non facciano più notizia è sintomo di una situazione ormai fuori controllo, in metastasi, ma che da bravi italiani abbiamo imparato a tollerare insieme a tanto altro. Poi, però, una volta servita la tragedia sulle prime pagine dei giornali, i mea culpa sono solo un'eco lontana tra i moniti, le accuse e le lacrime di circostanza.  Le condizioni del carcere di Bari hanno raggiunto, negli ultimi giorni, livelli intollerabili per qualsiasi Paese che abbia la pretesa di definirsi “civile”. La disponibilità di 190 posti a fronte dei circa 530 detenuti presenti, è pari a un indice di quasi il 300% di sovraffollamento e rende la casa circondariale del capoluogo pugliese, in relazione ai suoi numeri, la più affollata d'Italia.  Questi dati, nel dettaglio, si traducono così: in camere dove potrebbero essere ospitati 6 o 7 detenuti ne sono stati stipati fino a 20 e, nelle sezioni ordinarie, camere da 4 posti vengono riempite con 10 persone ed i letti a castello raggiungono il muro a quasi 5 metri da terra.  Il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, ha già denunciato alle autorità competenti, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la gravità di una situazione che, col passare del tempo, può rivelarsi sempre più incontrollabile. Nelle sezioni detentive è ormai scattata la protesta da parte di molti reclusi: si rifiuta il cibo o si sbattono le pentole contro le inferriate. Il sopraggiungere della stagione estiva, con l'aumento delle temperature, non può che aggravare lo stato delle cose. Le condizioni igienico-sanitarie, indegne per qualsiasi essere umano, sono una possibile fonte di epidemie e la giustificabile tensione che si sta generando tra i detenuti potrebbe provocare problemi ulteriori. È triste constatarlo, ma Bari, purtroppo, rappresenta solo la punta dell'iceberg: la Puglia intera si trova da ormai troppo tempo a cercare di arginare il problema del sovraffollamento delle carceri. Foggia ospita 700 detenuti in un carcere da 370 posti, Taranto 640 avendo disponibilità per 315 e Lecce che conta 1400 persone in uno spazio concepito per 660. La legge, superfluo specificarlo, prevede tutt'altro. Risulta singolare la volontà, da parte dello Stato, di punire un individuo senza rispettare, a sua volta, i diritti, la giurisprudenza, la Costituzione. La vera Giustizia non segue la via della tortura, ma quella del rispetto e dell'esempio; la vera Giustizia, oggi, paradossalmente, rimane fuori dalle nostre carceri.

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