Produzione di olivo, ma qualificata. Due giorni a convegno

Bari. Dal Gargano fino a Santa Maria di Leuca,l’olivo è centrale nell’economia pugliese. Le nuove tecniche per la produzione e la difesa

BARI – Due giornate di relazioni scientifiche distribuite in quattro sessioni per presentare il Progetto interregionale per la qualificazione del vivaismo olivicolo. Oggi e domani, infatti, presso Villa Romanazzi Carducci a Bari, nell’ambito del convegno “Ricerca e Trasferimento delle innovazioni tecnologiche nel vivaismo olivicolo”, saranno illustrati i contenuti del progetto che ha visto coinvolte 25 Istituzioni di Ricerca operanti su tutto il territorio nazionale nel settore della caratterizzazione varietale, della diagnosi fitopatologia e del vivaismo. Obiettivo generale del progetto è stato quello di contribuire al miglioramento degli standard qualitativi del vivaismo olivicolo. L’elaborazione di una “carta d’identità” varietale attraverso metodologie comuni, il riordino del patrimonio varietale attraverso l’impiego di marcatori e descrittori comuni, la selezione di materiali sanitariamente migliorati, l’ottimizzazione degli schemi di produzione e di difesa fitosanitaria da applicare in vivaio, sono i traguardi che il progetto ha raggiunto e che verranno presentati e discussi nelle sessioni del convegno. “Siamo orgogliosi – dichiara l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno – di ospitare a Bari un convegno di caratura nazionale di così elevato valore scientifico su una coltura, quella dell’olivo, che oltre a caratterizzare il paesaggio pugliese senza soluzione di continuità dal Gargano fino a Santa Maria di Leuca, è centrale e fondamentale nell’economia del Sistema Puglia”. “Una ricerca, quella che sarà illustrata nel convegno, – continua Stefàno – che presenta interessanti caratteri di novità, perfettamente integrate con i processi di ammodernamento di tutto il comparto agroalimentare pugliese – promossi da tempo dalla Regione – che anche grazie alle cospicue risorse del Programma di Sviluppo Rurale trovano oggi concreta attuazione”. “Le innovazioni tecnologiche proposte – conclude Stefàno – hanno ulteriori pregi, in primis quello di rispettare i sistemi ecocompatibili di gestione della produzione vivaistica e, inoltre, quello di preservare il patrimonio della nostra biodiversità. La salvaguardia ambientale e la tutela delle varietà culturali sono punti qualificanti delle nostre filiere produttive a cui annettiamo valore strategico”.

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