I terminali obsoleti non suportano i nuovi software. Le Poste vanno in tilt

La parlamentare Teresa Bellanova ha annunciato una interrogazione per chiedere delucidazioni sul blocco degli uffici postali ai danni di tanti utenti

Gli uffici di Poste Italiane sono, da giorni, paralizzati. Il problema che ha scatenato le proteste di numerosi cittadini è da ricondurre al blocco dei terminali e, così, molti uffici postali sono, in pratica, isolati e non possono svolgere nemmeno in parte il loro lavoro. Il motivo di questo “black out” è dovuto alla differenza, in termini di resa, tra il nuovo software adottato da Poste Italiane e le infrastrutture di rete che dovrebbero supportarlo. In poche parole, il programma richiede troppo alle poche possibilità dei terminali e questo genera un crollo di comunicazione. Lo stop ha causato non pochi disagi e l'onorevole Teresa Bellanova, del Partito Democratico, ha dichiarato che presenterà nell'immediato un'interrogazione per chiedere delucidazioni sulla vergognosa situazione. “È inaccettabile che siano i pensionati a pagare lo scotto di una modernizzazione zoppa – si legge in un comunicato della parlamentare salentina -; l'indiscutibile necessità di informatizzare le procedure della pubblica amministrazione non può prescindere da un contemporaneo adeguamento delle infrastrutture. Quello che è successo in questi giorni in tanti uffici postali è emblematico: persone anziane costrette in estenuanti attese e personale imbarazzato, incolpevolmente paralizzato da terminali muti”. Tutto questo è, ancora secondo la Bellanova, “un po' come ritrovarsi alla guida di una Ferrari tra le sabbie del deserto. Una modernizzazione portata avanti in questo modo è evidentemente solo di facciata”. Nell'impossibilità di trovare una soluzione in tempi brevi e per evitare che la gente si accalcasse davanti all'entrata degli uffici, nei giorni scorsi alcune sedi delle poste hanno chiuso le porte prima del previsto.

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