Aiuti alle imprese. 820 milioni dalla Regione

Bari. 18 bandi in due anni; 3.500 progetti ammessi a finanziamento; 4.500 nuovi posti di lavoro. Sono i dati dell’economia pugliese che nel biennio 2009-2010 ha fronteggiato la crisi puntando su ricerca ed innovazione

BARI – Innovazione contro la crisi. E' la ricetta della Regione Puglia che, per contrastare la cattiva congiuntura economica dell'ultimo biennio, ha puntato su ricerca e sviluppo. Ciò tramite la pubblicazione di 18 bandi, di cui sette sono aperti, nel 2009-2010. Gli interventi erano finalizzati ad immettere nel sistema economico 820milioni di euro e muovere prestiti per 1 miliardo. Questo scenario economico è stato illustrato ieri dal presidente della Regione Nichi Vendola e dall’assessora allo Sviluppo economico Loredana Capone. I progetti ammessi a finanziamento, hanno riferito, sono quasi 3.500 e valgono oltre 1,851 miliardi di euro, cioè il 3,4% del prodotto interno lordo della Puglia. I nuovi posti di lavoro previsti dai progetti (una volta entrati a regime) superano le 4.500 unità. Un ulteriore dato positivo è rappresentato dai tempi intercorsi dalla presentazione della domanda alla deliberazione dell’ammissibilità al finanziamento: da quattro settimane a sei-otto mesi. Secondo un report del gruppo Bancario Intesa San Paolo, pubblicato il 14 aprile di quest’anno, nel 2009, il 25% delle imprese manifatturiere pugliesi ha concluso i 12 mesi con un fatturato in aumento, in alcuni casi del 10%, in altri del 20%. Merito anche delle erogazioni regionali alle imprese, che nel 2009 hanno toccato quota 524 milioni di euro. “Le nostre politiche economiche – ha spiegato Capone – fanno parte di un unico disegno strategico che è un vero e proprio Piano per lo Sviluppo. In questo programma gli ingredienti principali sono rappresentati dall’attenzione all’innovazione e alla ricerca che deve entrare in tutte le imprese, nelle grandi come nelle piccole. Questo metodo ci ha fatto notare sui mercati esteri dove sono cresciute le esportazioni di oltre il 20%, mentre l’Istat ci dice che le imprese piccole e medie che innovano in Puglia sono tra il 27 e il 33,9%. Adesso stiamo lavorando perché gli stessi riscontri si vedano nell’occupazione. L’innovazione è il nostro marchio di fabbrica e il tratto distintivo di questo governo regionale. Solo così le imprese impossibili non esistono”. // Tutti i bandi Aperti 1. Contratti di Programma (risorse pubbliche: 230 milioni) 2. Programmi Integrati di Agevolazione (PIA; 168 milioni) 3. Aiuti per Programmi di Investimento di Micro e Piccole Imprese (definito per brevità “Titolo II”; 100 milioni) 4. Aiuti alle Piccole Imprese Innovative di Nuova Costituzione (detto “Nuove Imprese Innovative”; 5 milioni) 5. Titolo II – Turismo (chiamato per intero “Aiuti agli investimenti iniziali alle piccole imprese operanti nel settore turistico”; 25 milioni) 6. PIA Turismo (per esteso Aiuti alle medie imprese e ai consorzi di PMI per Programmi Integrati di Agevolazione; 20 milioni) 7. Start up (“Sostegno allo Start up di microimprese di nuova costituzione realizzate da soggetti svantaggiati”; 43 milioni) Chiusi 1. Aiuti agli investimenti in ricerca per le PMI (48 milioni) 2. Promozione internazionale dei Consorzi agro-alimentari (3 milioni) 3. Promozione internazionale dei Consorzi turistico-alberghieri (3 milioni) 4. Promozione internazionale dei Consorzi Export per l’internazionalizzazione delle PMI manifatturiere (3 milioni) 5. Contrasto all’usura per Fondazioni e Cofidi (0,77 milioni) 6. Fondo di garanzia per Cooperative di garanzia e Consorzi Fidi (50 milioni) 7. Iniziative per le infrastrutture di supporto degli insediamenti produttivi (100 milioni) 8. Prevenzione del fenomeno dell’usura (0,95 milioni) 9. Concessione di contributi destinati alla costituzione di fondi rischi dei consorzi fidi e delle cooperative artigiane (Artigiancredito) (0,5 milioni) 10. Aiuti alla diffusione delle tecnologie dell’informazione e Comunicazione nelle reti di PMI (10 milioni) 11. Aiuti alle piccole imprese innovative operative (10 milioni)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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