Slow Food: 'Ecco il gusto della Puglia'

Da tutto il mondo per studiare il territorio e l’ospitalità pugliese. Per una settimana in Puglia gli studenti del master Food Culture and Communications, grazie a Slow Food e Regione Puglia

Provengono da tutto il mondo i 25 ragazzi del master “Food Culture and Communications” dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – Bra (Cuneo) che Slow Food, partner del corso, ha accompagnato in Puglia per uno stage alla scoperta delle peculiarità enogastronomiche pugliesi e che anche quest’anno ha ricevuto il patrocinio della Regione Puglia. Provengono precisamente da Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Croazia, Germania, India, Inghilterra, Paesi Bassi, Perù, Svezia e Usa. Età media, 31 anni. Sono studenti del master post lauream dedicato all’universo del cibo e ai suoi codici comunicativi, che prepara i futuri esperti internazionali di comunicazione nel settore food, attraverso lezioni teoriche ed esperienze dal vivo sul concetto di qualità, attraverso un approccio antropologico, storico ed economico del consumo alimentare per arrivare alle strategie di comunicazione, promozione e vendita. Lo stage pugliese, che si conclude oggi, si è concentrato in particolare sul territorio che comprende due realtà annoverate dall’Unesco tra i patrimoni dell’Umanità: Castel del Monte e i Trulli di Alberobello. “A poco più di 100 km di distanza – ha dichiarato Michele Bruno, presidente di Slow Food Puglia, che ha organizzato lo stage – si trovano due siti di grande valore architettonico, storico e culturale: i trulli, testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà scomparsa e Castel del Monte, capolavoro dell'architettura medievale, voluto da Federico II di Hohenstaufen di Svevia nel 1240”. Percorrendo la strada che unisce Andria ad Alberobello si percepisce come il paesaggio, nel raggio di pochi chilometri, possa cambiare, rivelando le proprie peculiarità. “Ad unire, tuttavia, le due aree della Puglia – ha aggiunto Bruno – sono la cultura e le tradizioni culinarie. In primis l’olio extravergine d’oliva, comune denominatore di una cucina semplice, ma ricca per la grande varietà di ortaggi e di erbe spontanee, declinate in innumerevoli ricette, ma anche la presenza di piatti a base di pesce e carne. Il mare e la campagna convivono in cucina: il pescato dell’Adriatico, le carni e i formaggi delle Masserie svelano un territorio dove la pesca, la pastorizia e l’agricoltura sono ancora parte integrante dell’economia della Puglia”. “Anche quest’anno – ha osservato Dario Stefàno, assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, partner dell’iniziativa – abbiamo voluto aprire il nostro territorio a questa esperienza formativa straordinaria, occasione anche per promuovere il territorio pugliese, le sue peculiarità enogastronomiche, la cultura della qualità che ci contraddistingue, ai futuri esperti di comunicazione che porteranno in giro per il mondo il brand Puglia, già sinonimo di buon gusto e qualità. E’ bello – ha aggiunto – vedere le nuove generazioni interessate alla alta formazione nel settore gastronomico ed alimentare, alle tradizioni produttive, ai prodotti che in Puglia rappresentano la nostra vera identità, le nostre radici. Questo conferma che l’agricoltura interpretata in chiave moderna può rappresentare veramente una scelta consapevole per i nostri giovani ed una opportunità di affermazione lavorativa e dunque sociale”. // Lo stage pugliese in pillole Una vera e propria full immersion nella cultura rurale ed enogastronomica pugliese: arrivati lunedì pomeriggio gli studenti del master sono entrati subito nel vivo visitando Alberobello, Locorotondo e Cisternino, “città slow”, con cena in un caratteristico “fornello” nel borgo antico. Martedì giornata dedicata alla visita di Torre Guaceto e Serranova con degustazione di formaggi della Comunità del cibo di S. Vito dei Normanni, visita del Parco delle dune costiere, del Museo della civiltà rupestre e di un frantoio ipogeo prima di dirigersi alla volta di Polignano e successivamente a Mola di Bari per visita al mercato del pesce e cena a Savelletri. Mercoledì giornata dedicata alla zona di Martina Franca ed alla conoscenza delle norcinerie che preparano il capocollo (presidio Slow Food), visita di una masseria murgiana, della città di Castellana Grotte con cena conclusiva a Noci. Giovedì: visita di un caseificio per conoscere da vicino la burrata di Andria, della cantine del territorio, di Castel del Monte, del Museo dell’olio presso l’Azienda bioagrituristica Terre di Traiano e cena in una Masseria a Minervino Murge, contrassegnata dalla chiocciolina di Slow Food. Venerdì: prima ad Andria con visita dell’orto di Montegrosso, visita di una azienda biologica; in serata visita della splendida città di Trani. Oggi, prima di partire, visita di un mulino a Corato.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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