Libro Verde: la proposta parte da Lecce

Lecce. Come cambiare il sistema dei finanziamenti europei alla ricerca e all’innovazione? Le proposte della Puglia a cura dell’Arti, in un seminario

LECCE – E’ terminata due giorni fa in tutta Europa la consultazione pubblica sui temi posti dal Green paper, il Libro verde presentato il 9 febbraio scorso, attraverso cui vengono proposti importanti cambiamenti ai sistemi di finanziamento della ricerca e dell’innovazione in Europa per semplificare la partecipazione ai programmi di ricerca e potenziare l’impatto scientifico ed economico delle innovazioni prodotte. Anche la Puglia e Lecce hanno partecipato al dibattito europeo: l’Arti infatti su incarico della Regione Puglia e nell’ambito del Progetto ILO2, ha organizzato un seminario in cui ha presentato il contributo della Puglia alla consultazione. Policy maker, mondo imprenditoriale, finanziario e della ricerca, parti sociali sono stati coinvolti a fornire le proprie proposte sui quattro temi individuati dal Libro verde: collaborare all’attuazione di Europa 2020; affrontare le sfide sociali; rafforzare la competitività; rafforzare la base scientifica dell’Europa e lo Spazio europeo della ricerca. I risultati emersi al termine di ciascuno dei quattro tavoli tematici e la proposta unitaria della Puglia da presentare alla Commissione Europea sono stati oggetto di discussione dell’incontro che si è svolto lo scorso 18 maggio. Il seminario “La Puglia e il quadro strategico comune per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione” ha avuto luogo a Lecce, nell’auditorium del museo “Sigismondo Castromediano”, rientrando nel programma di iniziative “Costruire alleanze per l’innovazione in Puglia – Percorsi territoriali verso Europa 2020”; promosso dall’Arti, Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione, d'intesa con la Regione Puglia, il programma mira a diffondere sul territorio regionale i contenuti della strategia Europa 2020 e, parallelamente, consolidare alleanze per l’innovazione, cioè reti tra soggetti che adottano consuetudini di riflessione collettiva e di sintesi progettuale su temi, idee e proposte. “Per realizzare una politica di sviluppo territoriale ad ampio respiro – ha affermato in conferenza la vicepresidente della Regione Loredana Capone – occorre connettere i vari soggetti della formazione, della ricerca e della produzione in un network che faciliti i flussi tra di essi; questo è esattamente ciò che è avvenuto in Regione con l’esperienza dei distretti produttivi. Solo coniugando ricerca e innovazione con il trasferimento tecnologico e la produzione industriale, infatti, si può garantire ad un territorio di esprimere al meglio le proprie potenzialità”. È spettato, poi, al responsabile dell’area Politiche per il trasferimento tecnologico dell’Arti, Stefano Marastoni, introdurre la giornata di lavori e illustrare l’impatto che la consultazione determinerà sul quadro strategico comune della ricerca e innovazione dell’Unione Europea. A seguire, il rapporteur di ciascun tavolo ha illustrato indicazioni e valutazioni realizzate a valle della discussione su ciascuna delle tematiche in esame, collaborando in questo modo alla redazione del position paper della Regione Puglia sui quattro temi individuati dalla Commissione Europea. Nello specifico, Adriana Agrimi, dirigente dell’Ufficio Ricerca Industriale e Innovazione Tecnologica della Regione Puglia, ha relazionato sul primo tavolo tematico, dal titolo Collaborare all’attuazione di Europa 2020; Francesca De Leo, responsabile dell’Ufficio Ilo del Cnr Puglia, è stata la referee del secondo tavolo tematico, Affrontare le sfide sociali; Giuseppe Riccardi, direttore provinciale del Cna di Bari, ha illustrato i risultati emersi nel corso dell’incontro Rafforzare la competitività; infine, Augusto Garuccio, prorettore dell’Università degli Studi di Bari, ha presentato i risultati dell’ultimo dei quattro tavoli tematici, dal titolo Rafforzare la base scientifica dell’Europa e lo Spazio europeo della ricerca. L’incontro è stato arricchito dalla conference call con Andrea Tilche, capo Unità Cambiamento Climatico e Rischi Naturali della Direzione Generale per la Ricerca della Commissione Europea, che ha approfondito la posizione della Commissione europea sui temi oggetto della discussione.

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